DUO PIANISTICO SCHIAVO-MARCHEGIANI
Marco Schiavo pianoforte
Sergio Marchegiani pianoforte
Musiche di Bach, Mozart, Schubert, Rossini, Brahms
BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO:
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ridotto (Soci AdM sottoscrittori) € 5
ingresso gratuito Soci AdM sostenitori
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https://oooh.events/evento/duo-pianistico-schiavo-marchegiani-biglietti/
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J. S. Bach (1685-1750)
Schafe können sicher weiden BWV 208 (1713)
W. A. Mozart (1756-1791)
Sonata in fa maggiore KV 497 (1786)
I. Adagio – Allegro molto
II. Andante
III. Allegro
F. Schubert (1797-1828)
Fantasia in fa minore op.103 D. 940 (1828)
J. Brahms (1833-1897)
3 Danze Ungheresi (1858-68):
n.4 in fa minore: Poco sostenuto
n.5 in fa diesis minore: Allegro
n.6 in re bemolle maggiore: Vivace
G. Rossini (1792-1868)
Ouverture da “L’italiana in Algeri” (1813)
Il Duo Schiavo-Marchegiani è apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale per lo stile personalissimo, la naturalezza del discorso musicale, la bellezza del suono, l’intensità e la travolgente energia delle loro interpretazioni. Parallelamente all’intensa attività solistica, dal 2006 Sergio Marchegiani e Marco Schiavo formano un duo pianistico tra i più attivi e dinamici sulla scena italiana e internazionale. Hanno tenuto molte centinaia di concerti in tutto il mondo, suonando nelle sale più prestigiose: Sala Grande della Carnegie Hall a New York, Sala Grande della Philharmonie e del Konzerthaus a Berlino, Sala d’Oro del Musikverein e Sala Grande del Konzerthaus a Vienna, Sala Grande del Mozerteum a Salisburgo, Laeiszhalle ad Amburgo, Beethoven-Haus a Bonn, Rudolfinum e Smetana Hall aPraga, Bulgaria Hall a Sofia, Teatro dell’Hermitage a San Pietroburgo, Suntory Hall a Tokyo, Teatro Petruzzelli di Bari e inoltre a Roma, Parigi, Zurigo, Sofia, Istanbul, Oslo, Helsinki, Mosca, Montreal, Washington, Città del Messico, Montevideo, San Paolo del Brasile, Baku, Astana, Hong Kong, Bangkok, Singapore, ecc. Nel 2013 hanno debuttato al Ravello Festival; nel 2017 hanno tenuto un recital presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano nella Stagione della Società dei Concerti che li ha nuovamente invitati nel 2019. Si sono esibiti con importanti orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra, i Berliner Symphoniker, la Budapest Symphony Orchestra, la Prague Radio Symphony Orchestra, la Sofia Philharmonic Orchestra, la New York Symphonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica dello Stato del Messico, l’Orchestra Sinfonica di Istanbul e le Orchestre da Camera di Città del Messico, Praga e Madrid. Hanno registrato per emittenti radio-televisive nazionali in Italia (RAI Radio3), Repubblica Ceca (in diretta nazionale sul terzo canale radio dalla Dvořák Hall), Germania, Bulgaria, Russia, Messico e Hong Kong. Marco Schiavo e Sergio Marchegiani sono artisti Decca. Nel 2014 la prestigiosa etichetta pubblica il loro primo CD dedicato a Franz Schubert che ha ottenuto ottime recensioni dalla critica specializzata: “pianismo totale e d’alta scuola” (Antonio Brenna, “Amadeus”); “Va lodato il duo formato da Schiavo e Marchegiani… L’immenso tema della solitudine [nella Fantasia in Fa minore] e del suo esorcismo è superbamente espresso dai due eminenti pianisti” (Claudio Strinati, “Il Venerdì di Repubblica”). Nel 2018 esce il secondo CD dal titolo “Dances” con le Danze Ungheresi e i Valzer op. 39 di Johannes Brahms. “… perfetto equilibrio, frutto di una serrata ricerca… un levigato e ammirevole bilanciamento sonoro e stilistico” (Mattia Rossi, 5 stelle su “Amadeus”); “Un’esecuzione che non si ascolta, ma che si beve con le orecchie, come se fosse un flûte di champagne reso suono. La brillantezza del timbro, la chiarezza dell’eloquio, l’esaltazione del ritmo rendono questo CD la registrazione di riferimento in assoluto per il WoO 1 e l’op. 39. Irrinunciabile” (Andrea Bedetti, 5/5 su “MusicVoice”). Nel 2020 Decca pubblica un terzo CD con i Concerti per due pianoforti K. 242 e K. 365 di Mozart e il Concerto per pianoforte a 4 mani di Kozeluch registrati a Londra con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Gudni A. Emilsson. “Esecuzioni molto vivaci e molto precise, con suono piccolo e tocco scattante che ricordano il fortepiano, e con qualche momento oggi abbastanza insolito… Ma ciò che la gente del mestiere nota di più è la sgranatura dei trilli, sempre frementi, sempre misurati col contagocce come se ci fossero di rinforzo alla strumentazione alcuni usignoli” (Piero Rattalino, 4 stelle su “Musica”). Nell’estate 2021 è uscito “Mozart for two”, il nuovo CD interamente dedicato alle Sonate di Mozart. “È un sovrano equilibrio a regnare lungo l’intero arco narrativo di questo ascolto… Un nitore fatto di eleganza e sorvegliata discrezione” (Elide Bergamaschi su Operateatro.it); “La perfetta precisione della scansione ritmica nell’ottima esternazione delle dinamiche, rende le interpretazioni di qualità. Si consiglia vivamente l’acquisto” (Cesare Guzzardella su Corrierebit.com). Hanno studiato con grandi didatti quali Ilonka Deckers Küszler, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Franco Scala, Aldo Ciccolini e Sergei Dorenski. Insegnano nei Conservatori di Alessandria e Potenza, sono spesso invitati a far parte di giurie di concorsi internazionali e tengono masterclass in tutto il mondo (Spagna, Serbia, Turchia, Stati Uniti, Messico, Kazakhstan, Giappone, Australia, Brasile, ecc.). duoschiavomarchegiani.it
TRIO BELTRAMINI, RONCHINI, CATTAROSSI
Paolo Beltramini clarinetto
Maria Ronchini viola
Monica Cattarossi pianoforte
Musiche di Bruch, Hindemith, Widmann, Schumann
INGRESSO GRATUITO
Per l’accesso alla sala è obbligatorio utilizzare la mascherina FFP2
M. Bruch (1838-1920)
dagli Otto pezzi per clarinetto, viola e pianoforte op. 83 (1910):
- n. 2: Allegro con moto
- n. 3: Andante con moto
- n. 4: Allegro agitato
- n. 7: Allegro vivace, ma non troppo
P. Hindemith (1895-1963)
Fantasia-Sonata op. 11 n. 4 per viola e pianoforte (1919)
J. Widmann (1973*)
Fantasia per clarinetto solo (1993)
R. Schumann (1810-1856)
Märchenerzählungen op. 132 (1853)
- Lebhaft, nicht zu schnell
- Lebhaft und sehr markiert
- Ruhiges Tempo, mit zartem Ausdruck
- Lebhaft, sehr markiert
Paolo Beltramini. Primo clarinetto solista dell’Orchestra della Svizzera italiana, ha vinto fra altri il 1° Premio assoluto al prestigioso Concorso Internazionale “Primavera di Praga 1996”, il 2° premio al Concorso Internazionale per la Musica di Camera di Parigi 1996 e il 1° premio assoluto al Concorso di Musica da Camera di Trapani 1997. Diplomatosi brillantemente presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, si è perfezionato in seguito presso la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo con Friedli e Boeykens e presso l’Accademia Chigiana di Siena con Garbarino, ottenendo il diploma d’Onore. Raffinato interprete del repertorio clarinettistico si è esibito nelle più importanti sale da concerto in tutta Europa, Asia, Africa, Stati Uniti e Sud America. In veste di solista ha suonato più volte, accompagnato da orchestre prestigiose, i concerti di Mozart, Nielsen, Mercadante, Rossini, Weber, Ponchielli, Francesconi, Anzaghi. In qualità di primo clarinetto ha suonato con la Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra Santa Cecilia di Roma, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra da Camera di Mantova e l’Orchestra da Camera Italiana. Viene invitato regolarmente in giurie di concorsi nazionali e internazionali ed è stato docente in master classes in Italia, Svizzera, Usa, Giappone, Francia, Slovenia e Portogallo. Ha inciso per Chandos, Ricordi, Fonit Cetra, Stradivarius, Rainbow, AS disc, RS. È titolare della cattedra alla Hochschule di Luzern.
Maria Ronchini. Svolge un’intensa attività solistica e cameristica, arricchendo il repertorio del suo strumento con prime esecuzioni di opere a lei dedicate da importanti compositori quali Castagnoli, Gorli, Gervasoni, Laganà, Mosca, Sugiyama, molte delle quali incise di recente per l’etichetta Stradivarius.
Diplomatasi con lode al Conservatorio G. Verdi di Milano, si perfeziona con i maestri Giuranna, Bashmet, Kashkashian e il Trio di Trieste. Vincitrice giovanissima di vari concorsi, ha suonato nell’orchestra Ecyo diretta da Abbado, Ashkenazy, Bernstein, Leindsorf. Dopo il debutto nel concerto di Bartók con l’Orchestra della Rai al Conservatorio di Milano si esibisce come solista con i Pomeriggi Musicali, le Serate Musicali di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, la Fondazione Hindemith di Blonay, allo Schleswig Holstein Musik Festival, per la Radio Sfb di Berlino, la Biennale di Venezia, il Festival Mito, e in diverse città tra cui Amsterdam e Lugano.
Collabora con artisti quali Accardo, Giuranna, Dindo, De Maria, Repin. Assieme ai Solisti Veneti ha effettuato tournées in tutto il mondo e in qualità di prima viola ha suonato con i Solisti di Pavia, il Divertimento Ensemble, l’orchestra Ueco. È docente di viola al Conservatorio G. Verdi di Milano. Tiene regolarmente masterclasses estive tra cui ‘Chianti in musica’ e ‘Le altre Note’ in Valtellina.
Monica Cattarossi. Vincitrice nel 2012 della cattedra di accompagnamento pianistico del Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, Monica Cattarossi si è brillantemente diplomata al Conservatorio B. Marcello di Venezia, proseguendo gli studi con i maestri Bogino e Lucchesini. Invitata a suonare ai più importanti festival internazionali, ha tenuto concerti in moltissime sale prestigiose collaborando con artisti quali Salvatore Accardo, Julius Berger, Umberto Clerici, Rocco Filippini, Antonio Meneses, Erica Piccotti, Danilo Rossi, Dora Schwarzberg tra altri. Come pianista dell’Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano ha inciso “Le mille e una notte” di Victor De Sabata per l’etichetta Universal, suonando con direttori quali Riccardo Chailly, Wayne Marshall e Zhang Xian, tra altri. Ha collaborato con l’Università Mozarteum di Salisburgo, il Festival di Neuburg, l’Accademia W. Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena come accompagnatrice pianistica. Ha registrato assieme a Filippo Farinelli l’opera completa di André Jolivet per due pianoforti, per l’etichetta Brilliant Classics e con il violoncellista Enrico Dindo, con il quale ha stretto una decennale e solida collaborazione artistica, l’opera di Astor Piazzolla per violoncello e pianoforte.
Laureata in musicologia, Monica insegna musica da camera presso il Conservatorio G. Verdi di Milano e ha tenuto master classes presso la Sapporo Music University, la Seoul Chamber Orchestra, l’Accademia di Musica di Danzica.
AMAI QUARTET
In collaborazione con Associazione Filarmonica di Rovereto
Janela Nini, Chiara Siciliano violini
Michaela Kleinecke viola
Anna Tonini Bossi violoncello
Musiche di Beethoven, Prokofiev
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L. van Beethoven (1770-1827)
Quartetto per archi in do maggiore op.59 n.3 “Razumowsky” (1806-07)
Introduzione. Andante con moto. Allegro vivace
Andante con moto quasi Allegretto
Minuetto (grazioso). Trio
Allegro molto
S. Prokofiev (1891-1953)
Quartetto per archi n.2 in fa maggiore op.92 (1941)
Allegro sostenuto
Adagio – Poco più animato – Poco meno – Tempo I
Allegro – Pochissimo meno – Tempo I – Andante molto – Quasi Allegro I, ma un poco più tranquillo
L’Amai Quartet è composto da quattro studentesse dell’Università per la Musica e le Arti interpretative di Vienna (MDW). Janela Nini, Chiara Siciliano (violini), Michaela Kleinecke (viola) e Anna Tonini-Bossi (violoncello) si sono incontrate nel 2020 con il desiderio di condividere la loro passione per la musica da camera. Nonostante le evidenti difficoltà causate dalla pandemia abbiano in un primo tempo impedito all’ensemble di esibirsi dal vivo davanti al pubblico, le giovani musiciste non si sono scoraggiate. Con determinazione ed entusiasmo hanno portato avanti i loro progetti, studiando il repertorio e partecipando a concorsi e audizioni.
Dopo aver superato con successo le selezioni, l’Amai Quartet viene scelto per prendere parte ai progetti di Yehudi Menhuin – Live Music Now Wien, a partire da maggio 2021. Nel giugno del 2021 il quartetto si qualifica per la finale del concorso “Pakosky” a Piacenza, vincendo il terzo premio. Nell’ottobre dello stesso anno l’ensemble risulta tra i finalisti della prima edizione del Concorso per giovani Quartetti d’Archi “Pietro Marzani” di Rovereto e si aggiudica il primo premio, nonché il premio del pubblico.
Grazie a questa vittoria l’Amai Quartet si esibirà nelle stagioni 2021/2022 e 2022/2023 di importanti Associazioni concertistiche a Modena, Rivoli, Mestre e Rovereto, dove avrà anche l’occasione di partecipare al festival Settenovecento.
La formazione dell’ensemble inizia nel marzo del 2021, nella classe del prof. Peter Matzka (Universität für Musik und darstellende Kunst Wien, ORF Radio Symphony Orchestra Vienna).
Attualmente il quartetto studia con il prof. Florian Schötz (Goldmund Quartett, Universität für Musik und darstellende Kunst Wien) a Vienna, e con il Quartetto di Cremona presso l’Accademia Walter Stauffer.
Arricchiscono il percorso artistico dell’Amai Quartet le masterclasses con il prof. Clive Brown e con Xiang Lu e Danfeng Shen (Simply Quartet).
Nel dicembre 2021 l’ensemble è stato selezionato per entrare a far parte della rete de Le Dimore del Quartetto.
MARIA ELEONORA CAMINADA LEONARDO DE MARCHI
Maria Eleonora Caminada soprano
Leonardo De Marchi chitarra
Musiche di Castelnuovo-Tedesco, Berkeley, Colombo Taccani, Gardella
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M. Castelnuovo-Tedesco (1895-1968)
Ballata dall’esilio (1956)
L. Berkeley (1903-1989)
Songs of the Half-light (1964)
G. Colombo Taccani (1961*)
Catalogo breve di indulgenze (2020)
F. Gardella (1979*)
Mikro-Lieder ohne Worte – PRIMA ITALIANA
M. Castelnuovo-Tedesco
Divan of Moses (1966)
Maria Eleonora Caminada ha compiuto i suoi studi musicali presso il Conservatorio Cantelli di Novara e con Michèle Crider presso l’lnternationale Sommerakademie Mozarteum. Approfondisce il repertorio operistico di tradizione con Giovanni Botta e quello contemporaneo
con Alda Caiello.
Fra i ruoli che ha interpretato, Clorinda ne La Cenerentola di Rossini (per l’inaugurazione della stagione 2022 del Teatro Coccia di Novara, direttore Antonino Fogliani), Fanny ne La cambiale di matrimonio di Rossini, Didone in Dido & Aeneas di Purcell, Natalia in Una domanda di matrimonio di Luciano Chailly, Serpina ne La serva padrona di Pergolesi, Bastiana in Bastiano e Bastiana di Mozart, Amore in Orfeo ed Euridice di Gluck, Anna in Nabucco di Verdi.
È stata protagonista nella prima e recente produzione dell’opera Else di Federico Gardella (direttore Tito Ceccherini), data al Teatro Poliziano di Montepulciano e successivamente al Teatro Ariosto di Reggio Emilia. Ha partecipato in veste solistica a produzioni orchestrali dell’Orchestra da Camera Fiorentina, La Verdi (fra cui Porgy and Bess diretta da John Axelrod), dell’orchestra Carlo Coccia (Sommernachtstraum) e dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
Fra i luoghi che l’hanno ospitata vi sono il Teatro Dal Verme, l’Auditorium Verdi e la Sala Verdi del Conservatorio a Milano, il Teatro Civico di Vercelli, il Teatro Maggiore di Verbania, il Teatro Sociale di Biella, il Teatro Coccia di Novara.
Lavora a contatto con noti compositori contemporanei ed è frequentemente chiamata per cantare in prime esecuzioni assolute. Fra le più recenti, Mater Magnificat (per soprano solo, coro e orchestra), Catalogo breve di indulgenze e Stranger (in duo col chitarrista Leonardo De Marchi) di Giorgio Colombo Taccani, la cantata radiofonica Rifiuti di Alberto Cara (con Achrome Ensemble, Sala Piatti di Bergamo), Phylum: Chordata di Edoardo Dadone (con Divertimento Ensemble, Fabbrica del Vapore a Milano) e i Canti della natura di Richard Danielpour (in trio col pianista Alfonso Alberti e il violoncellista Davide Cocito a Fresne- Saint-Mamès per la rassegna Du Vert à l’Infini 2021). A lei è destinata la parte vocale de Il silenzio e il canto, “opera virtuale” di Alessandro Solbiati in corso di realizzazione col Divertimento Ensemble.
Fra i classici della modernità e contemporaneità da lei eseguiti in concerto negli ultimi anni vi sono Pierrot Lunaire di A. Schoenberg, Histoire du soldat di I. Stravinskij (in veste di unica voce recitante), Folk Songs di L. Berio (con NED Ensemble e l’ensemble dell’Orchestra Calamani), Così parlò l’Abarbanel per voce sola di N. Castiglioni (esecuzione premiata lo scorso anno in un concorso del Divertimento Ensemble), Apparition per voce e pianoforte di G. Crumb (con la pianista Maria Grazia Bellocchio) e il virtuosistico Flans per voce e ensemble di F. Donatoni (con Divertimento Ensemble).
È la voce solista della colonna sonora del nuovo cortometraggio del regista Matteo Garrone prodotto da Dior.
È laureata in architettura presso il Politecnico di Milano.
L’attività artistica di Leonardo De Marchi (1989), pur comprendendo diversi ambiti, è incentrata prevalentemente sulla letteratura contemporanea per e con chitarra. Attualmente, in particolare, si sta dedicando alla riscoperta della chitarra a dieci corde, proponendo il repertorio di ricerca che, nella seconda metà del secolo scorso, ne aveva fatto apprezzare le inedite possibilità sonore e spingendo i compositori di oggi ad arricchirne la letteratura.
Leonardo De Marchi si è diplomato con lode in chitarra nei conservatori di Venezia, Novara e Pavia; si è perfezionato con A. Dieci e B. Giuffredi presso l’Accademia “G. Regondi” di Milano e, in ambito cameristico, con A. Caiello presso l’Accademia del Divertimento Ensemble. Parallelamente, si è laureato con lode in Germanistica e Slavistica presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.
Attivo come solista e camerista in Italia e all’estero, è membro fondatore dell’ensemble _Codec e collabora stabilmente in duo con il clarinettista Sauro Berti e il soprano Maria Eleonora Caminada. Nel 2018 il Dublin Guitar Symposium ha ospitato un suo lecture-recital sulla chitarra a dieci corde.
La sua intensa attività di registrazione, oltre a numerosi capisaldi della letteratura contemporanea per chitarra (tra gli altri Babbitt, Company, Krenek, Maderna, Scodanibbio), include diversi album, anche di repertorio storico. Spiccano in particolare Bach & Haydn for two Guitars (DotGuitar, 2018, in duo con Florindo Baldissera), Enantiosemie – Contemporary Masterpieces for clarinet and guitar (Da Vinci, 2018, in duo con Sauro Berti), Impressions- Selected guitar works by Livio Torresan (Da Vinci, 2020).
Leonardo De Marchi è inoltre attivo sul fronte della divulgazione. Oltre a firmare regolarmente cicli di guide all’ascolto, podcast e booklet per produzioni discografiche, è autore dell’unico studio su Y después di Bruno Maderna, uscito per la rivista Il Fronimo nel 2016, e di due monografie sulla chitarra a dieci corde: Nuovi orizzonti per la chitarra a dieci corde (Viator, 2018) e il recente E se sei corde vi sembran poche (Blonk, 2021). Ha curato inoltre la revisione di numerosi lavori per e con chitarra, tra cui Ventiquattro Preludi e Ricercari di Alfredo Franco (Ut Orpheus) e Dedica 2015 di Giacomo Manzoni (Rai Com).
BOGDANOVIANA
Andrea Rebaudengo pianoforte
Simone Beneventi percussioni
Wu Ming 2 voce recitante
Musiche di Prokofiev, Šostakovič, Absil, Roslavetz, Feltsman, Mancuso
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S. Prokofiev (1891-1953)
Suggestione diabolica op.4 n.4 (1908)
D. Šostakovič (1906-1975)
Preludio op. 34 n.19 (1933)
J. Absil (1893-1974)
da “Echecs” : I pedoni (1956)
D. Šostakovič
Preludio op. 34 n.10 (1933)
S. Prokofiev
da “Romeo e Giulietta”: Capuleti e Montecchi (1935-36)
G. Mancuso (1970*)
Alexander Bogdanov a Capri
N. Roslavets (1881-1944)
Potpourri Fantasy on themes of popular soviet songs (1939)
D. Šostakovič
Polka dal balletto “L’Età dell’oro”op.22 (1930)
S. Prokofiev
da “Romeo e Giulietta”: Romeo dice addio a Giulietta (1935-36)
O. Feltsman (1921-2013)
Inno dei Cosmonauti Sovietici
Wu Ming. Collettivo di scrittori provenienti dalla sezione di Bologna degli artisti facenti parte del Luther Blisset Project (1994-99), denominatosi Wu Ming (“senza nome” oppure “cinque nomi”) Foundation e composto da cinque autori: Roberto Bui (Wu Ming 1), Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2), Luca Di Meo (Wu Ming 3), distaccatosi dal gruppo nel 2008, Federico Guglielmi (Wu Ming 4) e Riccardo Pedrini (Wu Ming 5). Il loro programma letterario è centrato su una narrativa radicale in grado di dare vita a storie complesse e articolate in cui lo scrittore analizza attraverso approcci diversificati i fatti descritti e il contesto storico-sociale in cui essi si svolgono; il saggio New italian epic (2008) di Wu Ming 1 ben illustra il punto di vista del collettivo nei confronti di molte opere letterarie, soprattutto romanzi storici, scritte in Italia fra il 1993 e il 2008, in cui prevalgono un approccio allegorico, una visione metaforica, una funzione transmediale e una capacità di raccontare storie alternative che si dipartono in varie direzioni rispetto alla realtà fattuale. Tra i romanzi del collettivo si citano: 54 (2002), in cui si intrecciano tre storie ambientate nel 1954; Manituana (2007), la cui azione si dipana nel 1775, ai tempi delle “guerre indiane” combattute dalla nazione irochese; Altai (2009), narrazione ambientata tra il 1569 e il 1571 che riprende alcuni personaggi già apparsi in Q, romanzo storico del collettivo Luther Blisset pubblicato nel 1999 e finalista al Premio Strega; L’armata dei sonnambuli (2014), la cui storia si svolge all’epoca della rivoluzione francese, rappresentata come una rivolta guidata dal basso in cui spiccano le violenze e le credenze fantastiche di un popolo irrequieto, e nella quale le vicende narrate si fanno teatro e spettacolo. Tra le opere collettive va segnalato anche il singolare Grand River (2008), diario di un viaggio in Canada nei luoghi in cui si rifugiarono i sopravvissuti della nazione Mohawk. Nella vasta produzione del collettivo, che spazia dalla saggistica al fumetto, dagli audiolibri alle sceneggiature, si distinguono anche alcune opere individuali o scritte a quattro mani, quali: Havana glam (2001), di Wu Ming 5, storia reale e fantascientifica a un tempo; New thing (2004), di Wu Ming 1, ambientato nel mondo del jazz; Previsioni del tempo (2008), di Wu Ming 3 e Wu Ming 5, sul problema dello smaltimento dei rifiuti illeciti; The old new thing: a free jazz anthology (2007), di Wu Ming 1, audiolibro antologico sul jazz radicale; Stella del mattino (2008), di Wu Ming 4, che ha come protagonisti tre giovani letterati, R. Graves, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, a confronto con il tenente colonnello T.E. Lawrence, più famoso come Lawrence d’Arabia; Cent’anni a Nordest. Viaggio tra i fantasmi della grande guerra (2015), di Wu Ming 1. Copiose anche le opere edite nel 2016: L’invisibile ovunque, drammatica testimonianza contro la guerra, Il sentiero luminoso di Wu Ming 2, Ms Kalashnikov di Wu Ming 5 con F. Tosarelli e Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav di Wu Ming 1; tra le pubblicazioni più recenti vanno citate Proletkult (2018), a firma del collettivo, e La macchina del vento (2019) e La Q di Qomplotto (2021) di Wu Ming 1.
DALLA VIVA VOCE. STORIE DAL CARCERE
In collaborazione con Quadrivium – Associazione Musica Contemporanea e Associazione Dalla Viva Voce
Amedeo Savoia testo e voce recitante
Nicola Straffelini pianoforte
Mauro Savoia grafica e multimedia
Musiche di Bartók, Pärt, Straffelini, Marzocchi
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Improvvisazione 1 (Dies irae)
N. Straffelini (1965*)
Estratto
Ostinato
B. Bartók (1881-1945)
Ballad (dai 15 Canti contadini ungheresi Sz. 71)
N° 1, Adagio (da Quattro nenie Sz. 45)
Elle est morte (da 14 Bagatelle Sz. 38)
N. Straffelini (1965*)
Accordi di ghiaccio
P. Marzocchi (1971*)
Non T’arrega danno l’altrui malanno
A. Pärt (1935*)
Für Alina
Improvvisazione 2 (Dies irae)
N. Straffelini (1965*)
Aria
Amedeo Savoia insegna Lettere nei licei ed è ideatore e curatore di eventi culturali e artistici.
Fra il 2005 e il 2018 ha svolto attività formative e culturali in carcere da cui ha tratto il recital “Dalla viva voce. Storie dal carcere” e il volume “Se li guardi. Racconti di persone finite in carcere” (il Margine Erickson, 2021; Ig e Fb @seliguardi). Nel 2017 è stato socio fondatore dell’associazione Dalla Viva Voce di Trento che propone percorsi di in/formazione su giustizia e pena; gestisce una casa per chi, uscito dal carcere, intende proseguire gli studi; e ha fondato l’impresa sociale Di Casa In Cosa che cura sgomberi di case e vende mobili e suppellettili riusabili.
Ha realizzato diversi spettacoli teatrali con studenti e non. Ha collaborato con l’Istituto per la ricerca e la sperimentazione educativa del Trentino (IPRASE, 2008-2013). È stato consulente per le attività di formazione del pubblico della prosa al Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento (1998-2000). Per l’Istituto Trentino di Cultura (oggi Fondazione Bruno Kessler) ha ideato “Mesi d’autore”, un progetto di letteratura, musica e videoarte, che ha coinvolto artisti e scrittori da tutta Italia, ispirato agli affreschi del Ciclo dei Mesi di Torre Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento. Con Nicola Straffelini ha curato la rassegna di letteratura musica e video arte “Vociferazioni” per l’Associazione di musica contemporanea Quadrivium di Riva del Garda.
Maggiori informazioni su https://vociferazioniblog.wordpress.com
Nicola Straffelini ha studiato pianoforte con Temenouchka Vesselinova e composizione con Armando Franceschini. Decisivo per la sua formazione l’incontro con Franco Donatoni, con il quale ha frequentato i corsi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana a Siena e dell’Accademia di S. Cecilia a Roma.
Ha ottenuto riconoscimenti in vari concorsi internazionali, tra cui il “Valentino Bucchi” di Roma, “Sound connections” di Bath (UK) e il “SalvatoreMartirano Award” dell’University of Illinois. L’opera L’ocarina africana (su libretto di Carlo Cenini) è stata recentemente messa in scena dal Teatro Nazionale di Stara Zagora (Bulgaria) quale vincitrice del premio organizzato dal teatro stesso.
Tra le sue composizioni, eseguite in numerose città italiane e straniere, si segnalano In grigio d’acqua per pianoforte e orchestra d’archi, Bis per l’Alfabeto apocalittico di Edoardo Sanguineti, Contro-luce per orchestra, Heimweh per orchestra da camera, O kairòs per voci e orchestra, la cantata Dies natalis e l’opera La leggenda dei rododendri, queste ultime su testo di Pier Giorgio Rauzi. Pubblica, tra le altre, con la Schott’s London e la Simon Verlag Berlin. Insegna composizione al conservatorio di Castelfranco Veneto (TV).

Mauro Savoia è graphic designer diplomato all’istituto Artigianelli di Trento. Fra il 2018 e il 2021 ha lavorato come grafico alla Arcoda di Trento. Frequenta la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano.
In occasione del concerto del 27 febbraio 2022 al “Rosso Tiepido”, il Presidente degli AdM ha espresso la solidarietà dell’associazione al popolo ucraino.
Vorrei dire alcune parole sulla situazione che viviamo attualmente.
È ritornata una parola nella nostra vita europea: guerra, una guerra in cui si spara sui civili, persone che hanno vissuto fino ad alcuni giorni fa una vita normale, come la nostra.
Non esiste nessuna giustificazione per questa guerra, ma devo sottolineare, che quello che succede adesso non viene dal nulla, i dittatori e i sovranisti non hanno mai nascosto i loro obiettivi e mezzi.
Siamo noi che abbiamo creduto che la democrazia e la pace, una volta raggiunte e praticate sarebbero rimaste per sempre.
Dobbiamo invece difendere e consolidare ogni giorno con forza ed energia questo patrimonio della nostra civiltà, anche rinunciando, se necessario, ad abitudini e privilegi, pagandone i costi.
Le dittature non cadono da sole, esse devono essere abbattute con forza.
Per questo motivo dico, noi dobbiamo difendere la libertà, in particolare la libertà della cultura, il più pericoloso nemico della dittatura.
I soldati e i civili ucraini difendono adesso non solo il loro paese contro la criminale aggressione di una dittatura, ma combattono anche il nostro nemico, che minaccia direttamente anche noi e i nostri beni e valori.
Pensiamo a questi eroi che in questo momento difendono l’indipendenza del loro Paese.
Dedichiamo il concerto di stasera a loro.
Andras Gemes
Presidente Associazione Amici della Musica «Mario Pedrazzi» Aps
CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO
Coproduzione Amici della Musica di Modena / Fondazione Teatro Comunale di Modena
ENSEMBLE ZIPANGU
Maurizio Baglini pianoforte
Alberto Brini tromba
Fabio Sperandio direttore
Musiche di Mario Castelnuovo – Tedesco, Pavel Haas, Dmitri Šostakovič
BIGLIETTERIA
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Per informazioni e prevendita, si prega di contattare la biglietteria del Teatro Comunale Pavarotti-Freni al numero 059 203 3010 o alla email biglietteria@teatrocomunalemodena.it.
Mario Castelnuovo – Tedesco (1895-1968)
Trio d’archi Op.147 (1950) – Trascr. per orchestra di Fabio Sperandio:
Allegretto grazioso
Nenia – Molto Moderato
Vivace (Ritmico e balzante)
Pavel Haas (1899-1944)
Studio per orchestra d’archi (1943)
Dmitri Šostakovič (1906-1975)
Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d’archi n.1 (1933):
Allegretto
Lento
Moderato
Allegro con brio
L’Ensemble Zipangu, fondato da Silvia Mandolini e Fabio Sperandio, trae il suo nome dall’omonimo pezzo di Claude Vivier che a sua volta riferito alla descrizione del Giappone, Gipangu, data da Marco Polo nel suo Milione e ha come scopo la diffusione e la promozione della musica del nostro tempo. Uno dei pochi esempi nel panorama europeo di orchestra d’archi esclusivamente dedita al repertorio contemporaneo, nasce all’interno del Teatro Comunale di Bologna dall’incontro tra colleghi provenienti da prestigiose scuole come Cremona (S. Accardo, B. Giuranna), Monaco di Baviera (A. Chumachenco), Hannover (H. Beyerle), Firenze (F. Rossi), attratti da nuovi repertori e dalla ricerca che le avanguardie propongono. Zipangu è prima di tutto una categoria della mente, il piacere della scoperta di panorami sonori nuovi, il coraggio di tentare là dove nessuno è ancora arrivato.
Dopo il debutto al Festival Angelica nel 2012, l’Ensemble Zipangu è stato invitato dai principali festival italiani come MITO a Torino e MICO a Bologna, con un concerto dedicato a Sofia Gubaidulina, presente in sala, in collaborazione con Fontanamix, dagli Amici della Musica di Modena e molti altri; in diretta su Radio3, dalla Cappella Paolina presso il Palazzo del Quirinale, si è esibito in un concerto con musiche di Britten, Vivier e Ligeti richiamando l’attenzione del pubblico e della critica.
Per la Fondazione del Monte di Bologna, ha curato l’esecuzione di concerti incentrati sulle donne compositrici, dando spazio a prime italiane e mondiali di autrici quali Silvia Colasanti, Ada Gentile e la bolognese Serena Teatini. Ha collaborato con Angelica 2015, eseguendo una prima europea di Large House di Cassandra Miller e musiche di Charlemagne Palestine con lo stesso autore in veste di performer e su invito di Nicola Sani per il festival BolognaModern #2 ha celebrato gli ottanta anni di Azio Corghi con un concerto monografico, ripercorrendo le tappe della sua evoluzione creativa.
Pianista visionario, con il gusto per le sfide musicali, Maurizio Baglini ha un’intensa carriera concertistica internazionale. Vincitore a 24 anni del “World Music Piano Master” di Montecarlo, si esibisce regolarmente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro San Carlo di Napoli, alla Salle Gaveau di Parigi, al Kennedy Center di Washington ed è ospite di prestigiosi festival, tra cui La Roque d’Anthéron, Yokohama Piano Festival, Australian Chamber Music Festival, “Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia. Ha suonato come solista con importanti compagini tra cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Gustav Mahler Jugendorchester, l’Orchestre Philharmonique de Monaco, la New Japan Philharmonic Orchestra, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, e con direttori quali Luciano Acocella, Francesco Angelico, Marco Angius, John Axelrod, Antonello Allemandi, Umberto Benedetti Michelangeli, Giampaolo Bisanti, Filippo Maria Bressan, Marcello Bufalini, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniel Cohen, Howard Griffiths, Armin Jordan, Seikyo Kim, Emanuel Krivine, Antonello Manacorda, Karl Martin, Donato Renzetti, Corrado Rovaris, Ola Rudner, Daniele Rustioni e Maximiano Valdes, Tobias Woegerer. È il solista dedicatario di Tre Quadri, Concerto per pianoforte e orchestra di Francesco Filidei, che ha eseguito in prima assoluta con l’OSN Rai diretta da Tito Ceccherini in streaming su Rai Cultura, Rai Radio 3, EuroRadio e in onda su Rai5 a novembre 2020. Nel Settembre 2021, Tre Quadri é stato eseguito da Baglini e Ceccherini, ancora una volta con l’OSN Rai, in prima esecuzione mondiale con pubblico, al Teatro alla Scala di Milano, per il Festival Milano Musica. Accolta da ottime recensioni, la sua produzione discografica per Decca/Universal comprende musiche per tastiera di Liszt, Brahms, Schubert, Domenico Scarlatti e Mussorgsky e la collana Live at Amiata Piano Festival. Baglini sta inoltre realizzando l’integrale pianistica di Schumann e i primi 5 cd sinora disponibili sono già considerati un punto di riferimento interpretativo. È tra i pochi virtuosi al mondo a eseguire la “Nona Sinfonia” di Beethoven nella trascendentale trascrizione pianistica di Liszt. Dal 2008 a oggi è stato invitato a cimentarsi dal vivo in questo vertiginoso capolavoro su molti prestigiosi palcoscenici – in città tra cui Roma, Milano, Cremona, Parigi, Monaco, Tel Aviv, Beirut, Rio de Janeiro – e nel 2020 ha superato la cifra record di cento esecuzioni. Ha dato vita all’innovativo progetto “Web Piano” nel quale le sue interpretazioni dal vivo – dal Carnaval di Schumann ai Quadri di un’esposizione di Mussorgsky o Images di Debussy – sono accompagnate dalle videoproiezioni dell’artista Giuseppe Andrea L’Abbate (La Roque d’Anthéron, Lisztomanias, Châteauroux, Emilia Romagna Festival). Appassionato anche del repertorio cameristico, ha condiviso il palco con Kristóf Baráti, Enrico Bronzi, Gautier Capuçon, Renaud Capuçon, Cinzia Forte, Corrado Giuffredi, Andrea Griminelli, Gabriele Pieranunzi, Roberto Prosseda, Massimo Quarta, il Quartetto della Scala e altri illustri colleghi. Dal 2006 forma un duo stabile con la violoncellista Silvia Chiesa, con la quale ha all’attivo oltre 250 concerti in tutto il mondo. È il direttore artistico dell’Amiata Piano Festival, la rassegna musicale internazionale che ha fondato nel 2005 e che dal 2015 si svolge al Forum Bertarelli di Poggi del Sasso (Grosseto, Toscana). Dal 2013 è consulente artistico per la musica e la danza del Teatro Comunale “Verdi” di Pordenone che in questi anni ha realizzato concerti esclusivi per l’Italia, ha dato vita a una collana editoriale in collaborazione con Ets ed è diventato il principale partner della Gustav Mahler Jugendorchester nei suoi tour europei. Nel 2019 è stato nominato Socio Onorario dell’Aiarp, l’Associazione Italiana Accordatori e Riparatori di Pianoforti «per gli alti meriti e gli importanti contributi artistici che la sua attività ha portato alla causa del pianoforte». Suona un grancoda Fazioli.
“Magnifico interprete” (L’Espresso)
“Raffinato, suggestivo, profondo” (Il Sole 24 Ore)
“Interprete vivido” (Suonare News)
“Acutezza e curiosità di visione” (Classic Voice)
“Consigliatissimo” (Internazionale)
“Nitore e rigore” (Amadeus)
“Fervido e brillante” (Venerdì di Repubblica)
“Superbo” (Classica)
“Convincente” (American Record Guide) “Interprete autentico” (Musica)
Fabio Sperandio, nato da una famiglia di musicisti, si diploma in violino con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto musicale pareggiato “O. Vecchi” di Modena e si perfeziona poi con Salvatore Accardo presso l’accademia W. Stauffer di Cremona e con Ana Chumachenco alla Musikhochschule di Monaco di Baviera. Come primo violino, ha collaborato con importanti direttori come C. M. Giulini, R. Muti, E. Inbal, Z. Mehta in numerosi teatri italiani (Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Verdi di Trieste, Orchestra RAI di Torino ecc.) e tedeschi, sviluppando una forte passione per la direzione d’orchestra. Si è avvicinato allo studio della direzione seguendo i corsi di Piero Bellugi a Firenze con la Florence Sinfonietta e Ralf Weickert , ha frequentato poi la classe di Luciano Acocella al Conservatorio di Bologna e ha concluso gli studi, specializzandosi nel repertorio contemporaneo, con Arturo Tamayo, dirigendo Zeitmasse di Stockhausen. Ha compiuto studi di composizione con Silvia Colasanti e Paolo Geminiani.
Alberto Zedda lo ha definito un direttore dalla gestualità bella , morbida e chiara, elegante e autorevole, di ottima corrispondenza col contesto musicale e Donato Renzetti lo ha scelto per dirigere Le Nozze di Figaro con la regia di Leo Muscato a Cagli con l’Orchestra Filarmonica G. Rossini di Pesaro.
Ha debuttato a Berlino per MärzMusik2013 in un brano di B. Ferneyhough per grande orchestra dirigendo la Konzerthaus Orchester.
Da sempre legato ai linguaggi contemporanei, ha fondato con membri del Teatro Comunale di Bologna, nel 2012, Ensemble Zipangu, con il quale si è fatto promotore della musica del nostro tempo.
Sensibile alla diffusione del repertorio contemporaneo anche tra i giovanissimi, in sinergia con il DAMS di Bologna, la Filarmonica del Teatro Comunale, i Conservatori di Padova e Bologna e la rete di scuole “Musicalliceo”, ha curato un progetto sulla Suite dal Pollicino di W. Henze che ha ottenuto una nota di merito al Premio Abbado per la scuola e che è stato ospitato dal Cantiere Internazionale di Montepulciano. Porta avanti il progetto “Musica, un ponte tra i popoli” che attraverso la musica, a Forlì tutti gli anni unisce giovani musicisti provenienti dall’area balcanica e da tutta Europa.
Nel 2017 Nicola Sani lo ha invitato a chiudere il festival Bologna Modern#2, in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e Musica Insieme, con un concerto monografico per gli ottanta anni di Azio Corghi, apprezzato notevolmente dalla critica, con il soprano Laura Catrani e il pianista Maurizio Baglini. Nel 2018 inoltre è stato invitato a dirigere per il Teatro G. Verdi di Pordenone, l’Histoire du Soldat di Stravinskij nella versione originale con la regia di Gianni e Menoventi/e-production e l’Orchestra di Padova e del Veneto con un programma di musica sacra contemporanea che prevedeva la prima esecuzione italiana di In Spe di A. Pärt. Con i solisti dell’Orchestra Filarmonica di Bologna ha inaugurato l’omonima stagione di musica da camera con la suite dell’Histoire du soldat e musiche di D. Baker. E’ uscito il suo primo cd, alla guida dell’Ensemble Zipangu, con la registrazione della prima mondiale di A large house di Cassandra Miller per archi e percussione e musiche di C. Palestine per i Dischi di Angelica.
Ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra di Roma 3, la Udine Sinfonietta, l’Orchestra Filarmonica Rossini, la Florence Sinfonietta, l’Ensemble Concordanze, l’Ensemble 900 di Lugano e la Konzerthaus Orchester di Berlino.
SIDERA SAXOPHONE QUARTET
Gianpaolo Antongirolami – saxofono soprano
Michele Selva – saxofono contralto
Michele Bianchini – saxofono tenore
Daniele Berdini – saxofono baritono
Musiche di Salvatore Sciarrino
Introduzione al concerto di Salvatore Sciarrino
In collaborazione con Amici della Musica di Modena “Mario Pedrazzi”
L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@amicidellamusicamodena.it o per SMS/whatsapp al numero 329 6336877 (no chiamate vocali) indicando nome, cognome e numero dei posti da riservare.
Si prega di prenotare entro le ore 15.00 del giorno del concerto; le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell’inizio, per permettere ad eventuale pubblico non prenotato in presenza di accedere.
S. Sciarrino (1947*)
Pagine (1998), estratto
- Carlo Gesualdo da Venosa, “Tu m’uccidi, o crudele”
- Johann Sebastian Bach, Fughetta super “Dies sind die heil’gen zehn Gebot” BWV 679
- Wolfgang Amadeus Mozart, Adagio della Serenata (Gran Partita) in Sib magg. K. 361
- Cole Porter, “I’ve Got You Under My Skin”
- George Gershwin, “Who Cares?”
- Domenico Scarlatti, Sonata in Re minore L. 215
S. Sciarrino
Canzona di ringraziamento (1985) – eseguita sul sax soprano
Michele Bianchini, saxofono soprano
S. Sciarrino
Quadrangoli d’autunno (2021)¹
Prima esecuzione assoluta
¹ Opera commissionata da Area Sismica APS e dal Sidera Saxophone Quartet, con il supporto della Ernst von Siemens Music Foundation.
Il Sidera Saxophone Quartet nasce con la volontà di arricchire e divulgare il repertorio contemporaneo per questo organico. I quattro musicisti, tra i più attivi nel panorama internazionale, svolgono attività concertistica presso i più importanti poli della musica in Italia e all’estero.
Dedicatari di numerosi brani, hanno al loro attivo numerose incisioni discografiche per importanti etichette – Col legno, Brilliant, RCA, RAISat, SuonoSonda, ARS Publica – contenenti anche opere in prima registrazione di autori quali Bussotti, Pärt e Sciarrino.
Il quartetto, pur di recente costituzione, si è subito imposto nel panorama musicale suscitando l’apprezzamento di pubblico e critica e l’interesse di compositori tra cui Carmine Emanuele Cella, Nicoletta Andreuccetti, Sam Hayden, Luigi Ceccarelli e Francesco Antonioni, i quali gli hanno dedicato nuove partiture.
Più recentemente, grazie anche al supporto della prestigiosa Ernst von Siemens Music Foundation, il Sidera Saxophone Quartet ha commissionato un brano a Salvatore Sciarrino, uno dei massimi compositori del panorama internazionale. L’opera, dopo la prima esecuzione prevista per il dicembre 2021, verrà incisa e successivamente presentata in concerti nel 2022, in occasione dei festeggiamenti per i 75 anni di Sciarrino. Di prossima pubblicazione inoltre il primo lavoro discografico dedicato al “Contemporaneo italiano” con nuove commissioni e prime registrazioni assolute di opere di compositori italiani.
DUO PIANISTICO BERARDI-GUAITOLI
Francesca Berardi – pianoforte
Simone Guaitoli – pianoforte
Musiche di Debussy, Poulenc, Ravel, Saint-Saëns, Milhaud
L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@amicidellamusicamodena.it o per SMS/whatsapp al numero 329 6336877 (no chiamate vocali) indicando nome, cognome e numero dei posti da riservare.
Si prega di prenotare entro le ore 15.00 del giorno del concerto; le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell’inizio, per permettere ad eventuale pubblico non prenotato in presenza di accedere.
C. Debussy (1862-1918)
Prélude à l’après-midi d’un faune (1891-94), trascriz. M. Ravel
F. Poulenc (1899-1963)
Sonata per pianoforte a quattro mani (1918)
Prélude
Rustique
Final
M. Ravel (1875-1937)
La Valse (1919-20), trascriz. L. Garban
C. Debussy
Petite Suite per pianoforte a quattro mani (1888-89)
En bateau
Cortège
Menuet
Ballet
C. Saint-Saëns (1835-1921)
Danse Macabre (1874), trascriz. E. Guiraud
D. Milhaud (1892-1974)
Le boeuf sur le toit (1919), trascriz. D. Milhaud
Francesca Berardi è nata a Modena nel 1996. Ha iniziato lo studio del pianoforte con la Prof.ssa Enza Iori, quindi con il Maestro Massimo Neri. Si è diplomata in pianoforte presso l’Istituto Musicale Orazio Vecchi-Tonelli di Modena con il massimo dei voti e la Lode. Concluso nel 2021 il biennio di Musica da Camera con il massimo dei voti e la Lode presso il Conservatorio A. Boito di Parma sotto la guida del M° Pierpaolo Maurizzi, attualmente frequenta l’ultimo anno del Corso Magistrale in Filosofia della Facoltà di Parma.
Ha partecipato a diversi Corsi estivi di Perfezionamento e Masterclass di Pianoforte, tenute dai Maestri: Isacco Rinaldi, Boris Petrushansky, Maria Perrotta, Scipione Sangiovanni, Lucy Revers, Olaf John Laneri, Sergio De Simone; alle Masterclass di Musica da Camera tenute dal Mᵒ Pierpaolo Maurizzi a Città di Castello in occasione del Festival delle Nazioni e alle Masterclass tenute dal Trio di Parma presso il Conservatorio A. Boito.
Ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali tra cui il primo premio ad Arezzo “Concorso Nuovi Orizzonti”, il primo premio a Città di Castello “Concorso Fausto Polverini” e il Premio Speciale del Maestro Porzi durante il Concerto Finale, il primo premio a Riccione, al Concorso G. Rospigliosi, e al Concorso “Città Piove di Sacco”. Nel 2014 ha conseguito il premio speciale J. S. Bach al Concorso Pianistico Nazionale J. S. Bach e il terzo premio al Concorso Internazionale Chopin di Roma.
Dal 2017 suona in duo con il pianista Simone Guaitoli perfezionandosi con il Maestro Pierpaolo Maurizzi.
Simone Guaitoli. Si laurea presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna, corso di laurea D.A.M.S. indirizzo Musica, con il massimo dei voti e la lode, con una tesi in Storia della Musica Moderna e Contemporanea; ha partecipato in qualità di relatore libero all’XI Colloquio di Musicologia organizzato a Bologna dalla rivista Il Saggiatore musicale, con la relazione Ambiguità costruttiva, logica formale e poetica del pezzo breve nelle “Fantasie op.116” di Brahms. Ha scritto note introduttive e programmi di sala ad indirizzo musicologico per numerosi Enti, tra cui Accademia Filarmonica di Bologna e Ravenna Festival; ha curato conferenze, incontri introduttivi all’ascolto e lezioni-concerto per vari enti e istituzioni della Provincia di Modena.
Si diploma in pianoforte presso l’Istituto Musicale Pareggiato “O. Vecchi” di Modena con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida della prof.ssa Enza Iori, nella cui classe ha anche concluso una attività biennale di tirocinio. Si è esibito in duo pianistico o in formazione cameristica a Trento nella sede dell’Accademia Filarmonica, a Bologna nella Sala Mozart dell’Accademia Filarmonica, a Vienna nell’ambito delle attività di scambio culturale organizzate dai Conservatori di Modena e Vienna, a Modena al Teatro Comunale, in occasione delle iniziative programmate per la Settimana della Cultura. Ha ricevuto il premio “C. Campori” quale migliore allievo dell’Istituto “O. Vecchi” nell’a.a. 2004-05.
Ha collaborato e collabora in qualità di direttore e pianista accompagnatore con alcune corali della provincia di Modena; con tali complessi si è esibito in numerose occasioni in Italia (Assisi, Bologna, Orvieto, Roma, Dobbiaco) e all’estero (Salisburgo, Valencia, Parigi, Edimburgo, Ginevra, Ratisbona).
Si esibisce in duo con la pianista Claudia Rondelli e il sassofonista Giorgio Mattei; ricopre il ruolo di Segretario Artistico nell’associazione Amici della Musica di Modena, collaborando come assistente alla Direzione Artistica.
WUNDERKAMMER YOUTH ENSEMBLE
Lavinia Bertulli – pianoforte
Ivan Gambini – direttore
Musiche di Beethoven, Bartók
L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@amicidellamusicamodena.it o per SMS/whatsapp al numero 329 6336877 (no chiamate vocali) indicando nome, cognome e numero dei posti da riservare.
Si prega di prenotare entro le ore 15.00 del giorno del concerto; le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell’inizio, per permettere ad eventuale pubblico non prenotato in presenza di accedere.
L. van Beethoven (1770-1827)
Concerto n.3 op.37 in do minore per pianoforte e orchestra – Orchestrazione per Wunderkammer Orchestra di Paolo Marzocchi
Allegro con brio
Largo
Rondo: Allegro
B. Bartók (1881-1945)
10 Pezzi ungheresi – orchestrazione dei “Ten easy piano pieces” di Paolo Lucchesini – Dedication
1. Peasant Song
2. Frustration
3. Slovakian Boys’ Dance
4. Sostenuto
5. Evening in Transylvania
6. Hungarian Folksong
7. Dawn
8. Slovakian Folksong
9. Five-finger Exercise
10. Bear Dance

Lavinia Bertulli è nata a Firenze nel 1999 e si è diplomata con lode nel 2015, presso il Conservatorio L. Cherubini, sotto la guida di Giovanna Prestia. Durante il suo percorso all’interno del Conservatorio è stata scelta per rappresentare l’istituzione in diverse occasioni, potendo esibirsi da solista con l’Orchestra Cherubini, con il Concerto in la minore di E. Grieg, a soli tredici anni, e con il Triplo Concerto op.56 di L. v. Beethoven. Al termine degli studi in Conservatorio è stata premiata con la borsa di studio “Silio Taddei” per il miglior diplomato dei Conservatori della Toscana e con la borsa di studio per il Quarto Classificato al “Premio Venezia”, per i migliori diplomati italiani. Dal 2014 al 2016 ha seguito le lezioni di Andrè Gallo e Alessandro Marino presso la Imola Piano Academy Eindhoven, con borsa di studio, e ha proseguito con Andrè Gallo e Ingrid Fliter all’Accademia Pianistica di Imola. Successivamente si è perfezionata al corso triennale di Andrea Lucchesini della Scuola di Musica di Fiesole, ricevendo per l’anno 2018/2019 la borsa di studio “Giuliano Valori”. Nel 2018 ha ottenuto una borsa di studio dal Maggio Musicale Fiorentino e dall’Ambasciata Italiana in Russia per un periodo di studio al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca con Maxim Filippov. Nel corso della sua attività artistica si è esibita da solista con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Fabio Luisi, ha tenuto concerti di musica da camera con vari strumentisti, tra cui Enrico Bronzi e Silvia Chiesa; vincitrice del Premio Alkan per il virtuosismo pianistico, ha ricevuto l’opportunità di incidere un CD musicale con la partecipazione di Vincenzo Maltempo. Tra i vari luoghi dove si è esibita ricordiamo: Casa Barezzi a Busseto, il Centro di Documentazione del Festival dei Due Mondi a Spoleto, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Alighieri di Ravenna, il Teatro La Fenice di Venezia, l’Istituto Italiano di Cultura a Bruxelles, Palazzo Pitti a Firenze, i Musei Vaticani, il Teatro Sociale di Como, Villa Pignatelli a Napoli, il Castello di Lerici, la Villa del Poggio Imperiale a Firenze. Alla recente riapertura dei teatri al pubblico ha preso parte a diversi concerti per la rassegna “Lessico Schumann”,a cura di Oreste Bossini, presso la Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana, in collaborazione con Rai Radio 3. E’ stata premiata in importanti concorsi nazionali e internazionali, tra cui il “Premio Crescendo”, il Concorso “Pietro Iadeluca”, il Concorso “Castel San Giovanni”, il Premio “Maria Giubilei”, dove ha ottenuto una borsa di studio per un corso al Mozarteum di Salisburgo. Ha seguito masterclass con importanti artisti, quali: Bruno Canino, Boris Petrushansky, Maxim Mogilevsky, Vincenzo Maltempo, Benedetto Lupo, Bruno Rigacci, Massimiliano Damerini, Enrico Pace, Igor Roma, Itamar Golan, Alexander Lonquich.
Ivan Gambini è laureato in Clarinetto, Strumenti a percussione e Musica Jazz presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Come percussionista del Trio Diaghilev con i pianisti M. Totaro e D. Ferrati ha presentato, in veste di solista, in prima mondiale ed in diretta radiofonica RAI con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e l’Orchestra “Haydn” di Trento e Bolzano la propria inedita versione del “Concerto per due pianoforti, percussioni ed orchestra” di Béla Bartók, con un solo percussionista. Si dedica alla direzione d’orchestra sotto i consigli del M° Donato Renzetti. È stato per molti anni musicista, assistente e preparatore d’orchestra del M° Nicola Piovani. Dal 2021 è direttore dello “WunderKammer Youth Ensemble” di Pesaro. Ha al suo attivo due registrazioni discografiche con le musiche del compositore argentino Alejandro Fasanini alla testa della “Orchestra ArtPhonus” di Fano e la “Filarmonica Gioachino Rossini” di Pesaro. Studia composizione presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro.
Insegna strumenti a percussione presso il Liceo Musicale “G. Marconi” di Pesaro e presso il Conservatorio di musica “Vecchi Tonelli” di Carpi.
L’ARTE DI RACCONTAR STORIE
ORCHESTRA ARCANGELO CORELLI
Maria Teresa Federici – voce narrante
Jacopo Rivani – direttore
Testi di Gianni Rodari
Musiche di Čajkovskij (orchestrazione di J. Rivani)
L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@amicidellamusicamodena.it o per SMS/whatsapp al numero 329 6336877 (no chiamate vocali) indicando nome, cognome e numero dei posti da riservare.
Si prega di prenotare entro le ore 15.00 del giorno del concerto; le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell’inizio, per permettere ad eventuale pubblico non prenotato in presenza di accedere.
P. I. Čajkovskij (1840-1893)
Album per la gioventù op.39 – Versione orchestrale di J. Rivani
Preghiera del mattino
Mattino d’Inverno
Il Piccolo cavaliere
Mamma
Marcia dei soldatini di legno
La bambola ammalata
Il funerale della bambola
Walzer
La bambola nuova
Mazurka
Canzone russa
Il suonatore di fisarmonica
Kamarinskaja (Canzone popolare)
Polka
Canzonetta italiana
Canzonetta francese
Canzonetta tedesca
Canzonetta napoletana
La favola della balia
Baba‐Jaga
Dolce sogno
Canto dell’allodola
Il suonatore di organetto che canta
In chiesa
Jacopo Rivani. Nato a Ravenna, si diploma brillantemente in tromba all’Istituto Musicale della sua città e si laurea a pieni voti in Direzione d’Orchestra al Conservatorio di Musica G. Rossini di Pesaro sotto la guida del M° M. Benzi con una tesi dedicata alla drammaturgia Rossiniana con particolare approfondimento sull’opera “Il Barbiere di Siviglia”. Fondamentali per la sua formazione sono stati gli incontri con il M° P. Bellugi e il M° A. Zedda, il quale è stato correlatore della tesi di Laurea in Direzione d’Orchestra, e del quale il M° Rivani è stato assistente ne “Il Barbiere di Siviglia” di G. Rossini, in occasione del bicentenario della composizione, a Pesaro. Nonostante la giovane età, Rivani ha diretto più di 150 recite d’opera e oltre 50 concerti sinfonici riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. Tra i titoli di repertorio figurano: La Traviata, Rigoletto, Nabucco, Il Barbiere di Siviglia di Rossini, Cenerentola, Don Pasquale, Elisir d’Amore, Cavalleria Rusticana, Carmina Burana, Otello di Verdi, Madama Butterfly, sinfonie I, III, IV, V, VI e IX di Beethoven, IV di Tchaikovsky, IV di Mahler, Requiem di Mozart, Messa di gloria di Puccini e molti altri. Da segnalare l’appassionato impegno per il repertorio contemporaneo con un’importante predilezione per le prime assolute, tra cui “Milo, Maja e il giro del mondo” di M. Franceschini (2015) e “Ettore Majorana – cronaca di infinite scomparse” di R. Vetrano (2017) entrambe con grande successo di pubblico e critica. Nel corso del 2021 dirigerà le prime assolute delle opere “Pinocchio” di A. Tarabella (Teatri di Lucca, Ravenna e Rovigo) e “Il viaggio di G. Mastorna” di M. D’Amico (Teatri di Rimini e Cesena). È stato inserito nei cartelloni di alcuni tra i principali teatri Italiani tra cui “Arcimboldi” di Milano, “Sociale” di Como, “Carlo Felice” di Genova, “Manzoni” di Bologna, “Pavarotti” di Modena, “Alighieri” di Ravenna, Teatro Farnese di Parma, teatri di Bergamo, Cremona, Brescia, Piacenza, Pavia, Bolzano, Trento, Roma (Olimpico), Napoli (Politeama), Sassari (Comunale), Reggio Emilia, Vicenza, Pordenone, Jesi, Chiaravalle, Osimo, Urbino, Ancona, Lugo di Romagna, Pesaro, Ferrara e Cesena e ha preso parte ad alcuni importanti Festival come “Ravenna Festival”, “Macerata Opera Festival”, “Festival Como città della musica”, “Mittelfest”, “Festival Arena delle balle di paglia” e “Emilia Romagna Festival”. Ha diretto i complessi del Teatro Carlo Felice di Genova e del Teatro Comunale di Sassari, la Haydn Orchester di Trento e Bolzano l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini, l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, l’orchestra “I Pomeriggi Musicali di Milano”, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Rendano di Cosenza, la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il SineForma ensemble, “Italian Chamber Opera Ensemble”, l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino, l’Orchestra da camera di Teramo, l’Orchestra 1813 di Como, l’Orchestra Filarmonica Italiana, l’Ensemble Tempo Primo e l’Orchestra Arcangelo Corelli, della quale è direttore Artistico e Musicale dal 2010. Nel mese di aprile è stato pubblicato il suo primo lavoro discografico per l’etichetta Da Vinci Classics, che lo vede alla direzione di un programma interamente dedicato a Tchaikovsky, con la Serenata per Archi op. 48 e la versione orchestrale, da lui stesso elaborata, dell’Album per la Gioventù op.39. Di quest’ultima pagina nel 2021 verrà pubblicato il materiale musicale per Da Vinci Edition.
VIANDANTI D’OGGI
BRUNO TADDIA – baritono
ANDREA CORAZZIARI – pianoforte
Testi di Lidia Riviello
Musiche di Colombo Taccani, Straffelini, Bianchini, Marzocchi, Cappelletto, Taglietti
L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione scrivendo alla mail info@amicidellamusicamodena.it o per SMS/whatsapp al numero 329 6336877 (no chiamate vocali) indicando nome, cognome e numero dei posti da riservare.
Si prega di prenotare entro le ore 15.00 del giorno del concerto; le prenotazioni saranno valide fino a 15 minuti prima dell’inizio, per permettere ad eventuale pubblico non prenotato in presenza di accedere.
Dodici sguardi contemporanei sull’erranza su testi di Lidia Riviello.
Liriche di Girogio Colombo Taccani, Gabrio Taglietti, Alessandro Cappelletto, Igor Bianchini, Nicola Straffelini, Paolo Marzocchi.
Explorer
- Giorgio Colombo Taccani – In sospeso
- Gabrio Taglietti – Sanno che c’è un paese
- Alessandro Cappelletto – Dalle ferrovie abbandonate
Migrants
- Igor Bianchini – La porta franò
- Nicola Straffelini – Il mare non è quest’acqua
- Paolo Marzocchi – Non è la fine del mondo
Scomparsi
- Gabrio Taglietti – Chi mi segue non mi troverà
- Igor Bianchini – Al confine
- Alessandro Cappelletto – Dal ritorno
Virtual
- Paolo Marzocchi – Fine del mondo in cinese
- Nicola Straffelini – In una rete di perle
- Giorgio Colombo Taccani – Questo infinitamente
…Bruno Taddia et Andrea Corazziari sont déjà expérimentés dans le domaine de la mélodie et du lied, comme en témoignent les cycles présents à leur répertoire. Il faut saluer leur entente, la façon qu’a la pianiste de donner à la voix une réponse efficace et signifiante sans être envahissante. L’autre objet de satisfaction est l’énergie que mettent les artistes à interpréter leur programme…
…il baritono Bruno Taddia ed il pianista Andrea Corazziari hanno saputo cogliere il carattere dolente e a tratti violento dell’opera, creando un gioco di transizioni nei tempi e nelle dinamiche, sulla base di una ritmica sempre chiara e percepibile. I differenti stati d’animo hanno trovato una netta espressione nella voce intensa, scura, capace di vigorosi accenti del baritono e del pianista Andrea Corazziari…
Nato dalla passione comune per la musica da camera e per una ricerca musicale di ampio respiro, il Duo Taddia-Corazziari ha in un primo tempo lungamente esplorato i grandi cicli schubertiani, presentati in molte occasioni in Italia e Francia (Musée de la Vie Romantique e Istituto italiano di Cultura a Parigi, Accademia di Francia a Roma, Teatro delle Muse di Ancona, Società del Quartetto di Bergamo…). Il duo ha poi allargato i suoi orizzonti di repertorio, interessandosi in maniera particolare al periodo a cavallo tra il 19° ed il 20° secolo nel lied tedesco e nella mélodie francese, alla figura del liederista tedesco Carl Loewe e alle sue influenze sui compositori di area tedesca come Mendelssohn, Schumann, Brahms, Mahler, Wagner. Il duo ha successivamente realizzato dei progetti di dialoghi tra universi stilistici contrastanti (Debussy-Schönberg/Bizet-Wagner e Tosti-Webern/Donizetti-Mahler), ed ha intrapreso un’esplorazione della musica vocale da camera di Gaetano Donizetti. Tra i prossimi progetti, Viandanti d’oggi, un incontro tra il Wanderer schubertiano e una sua reinterpretazione nella vocalità contemporanea. Il duo Taddia-Corazziari è stato residente all’Abbaye Royale de Fontevraud con il progetto La Voix Créatric, ed ha collaborato con il Musée d’Orsay a Parigi, l’auditorium di Milano, il Festival Donizetti…

Lidia Riviello. Nasce a Roma. Autrice e consulente di programmi radio e tv RAI, collabora con quotidiani, riviste e blog e cura e organizza eventi e festival di poesia e arte in Italia e, all’estero, a partire dal 1994.
Collabora con la Compagnia di Teatro Compagnia della Fortezza e con il Premio Nazionale di poesia Elio Pagliarani.
Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio (Noubs, 1998) a cui seguono: L’infinito del verbo andare (2002, Arlem editore, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, Giulio Perrone editore, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio Antonio Delfini 2007), Ritorno al video (2009), Sonnologie (Zona, 2016, nota introduttiva di Emanuele Zinato), ‘All you can eat’ ( Aragno, 2021, nota di Laura Pugno).
Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, giapponese, spagnolo, sloveno, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011) e in numerose altre antologie e riviste italiane e straniere, tra cui: Nuovi Argomenti, Alfabeta 2, Il Verri, Poesia, OR (Los Angeles press, a cura di Paul Vangelisti), il sito della nuova poesia italiana ‘Un autre poésie italienne’, Doppio Zero,
Semicerchio.
Ha partecipato con letture di poesia, performances e convegni a numerosi festival e programmi culturali all’estero (tra cui: Università di Emory, Atlanta, Georgia; Istituto di Cultura italiano ad Algeri; Université de Lyon; La Sorbonne Université a Parigi; Festival Irreconciliables di Malaga, Maison de la poèsie di Parigi e Marsiglia). Ha collaborato per tre anni come consulente ai programmi culturali del Mibact (Ministero beni attività culturali e turismo) di Roma.
Attualmente collabora attivamente in produzioni televisive Rai.
































