Andrea Rebaudengo pianoforte
Simone Beneventi percussioni
Wu Ming 2 voce recitante

Musiche di Prokofiev, Šostakovič, Absil, Roslavetz, Feltsman, Mancuso

BIGLIETTERIA
intero € 10
ridotto (Soci AdM sottoscrittori) € 5
ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

S. Prokofiev (1891-1953)

Suggestione diabolica op.4 n.4 (1908)

D. Šostakovič (1906-1975)

Preludio op. 34 n.19 (1933)

J. Absil (1893-1974)

da “Echecs” : I pedoni (1956)

D. Šostakovič

Preludio op. 34 n.10 (1933)

S. Prokofiev

da “Romeo e Giulietta”: Capuleti e Montecchi (1935-36)

G. Mancuso (1970*)

Alexander Bogdanov a Capri

N. Roslavets (1881-1944)

Potpourri Fantasy on themes of popular soviet songs (1939)

D. Šostakovič

Polka dal balletto “L’Età dell’oro”op.22 (1930)

S. Prokofiev

da “Romeo e Giulietta”: Romeo dice addio a Giulietta (1935-36)

O. Feltsman (1921-2013)

Inno dei Cosmonauti Sovietici

Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972.
Ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini.
Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara  nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993.
Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della musica di Padova, Musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival . Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Argentina, Colombia, Uzbekistan ed Emirati Arabi.
Ha suonato come solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Filarmonica di Torino, gli Ottoni della Scala, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano.
Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore.
E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Teatro alla Scala di Milano, “Bang-on-a-can Marathon” di New York, Dom di Mosca, Sacrum Profanum di Cracovia, Festival MiTo, Festival della Letteratura di Mantova, Accademia Filarmonica Romana, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori contemporanei e collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan, Mark-Anthony Turnage, Julia Wolfe, Luca Francesconi, Ivan Fedele e Fabio Vacchi.
Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, con la cantante Cristina Zavalloni, con il percussionista Simone Beneventi, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia.
E’ il pianista di “Solo Goldberg Improvisation” con Virgilio Sieni, spettacolo nel quale suona le Variazioni Goldberg di J. S. Bach.
Come solista incide per Bottega Discantica (“All’aria aperta”), con Danusha Waskiewicz per Decca (“Songs for viola and piano”), con Cristina Zavalloni per Egea (“Tilim-bom”), con Sentieri Selvaggi per Cantaloupe Records (“Child”, “ACDC”, “Zingiber”) e Deutsche Grammophon (“Le sette stelle”), con Simone Beneventi per Stradivarius (“Duals”), con l’Altus Trio per Limen.
Insegna al Conservatorio di musica “G. Verdi” di Milano.

Simone Beneventi. Percussionista, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia 2010 (progetto Repertorio Zero), si esibisce come solista interprete della musica del XX e XXI secolo in stagioni quali Festival Aperto, Festival L’Arsenale, Autumn Warsaw, Berliner Konzerthaus, La Biennale Musica di Venezia e Zagabria, Espace sonore di Basilea, Gaida-Vilnius Festival, Huddersfield Contemporary Musica Festival, Krakow International Festival, Impuls Graz, Festival Manca di Nizza, Milano Musica, Auditorium Parco della Musica, Romaeuropa Festival, Samtida di Stoccolma.
Il suo percorso di ricerca sul suono, di progettazione di nuovi strumenti e di nuove soluzioni compositive per percussioni lo ha portato a collaborare con importanti compositori (Battistelli, Billone, Maxwell Davies, Dufourt, Fedele, Goebbels, Lachenmann, Lang, Nova, Romitelli, Sciarrino), con compagnie internazionali (Aterballetto, Berlin PianoPercussion, Ensemble Prometeo, Klangforum Wien, mdi ensemble, Neue Vocalsolisten Stuttgart) e artisti quali Matmos, Morricone, Malkovich, Namčylak, PanSonic, Zamboni.
Nel 2012 ha prodotto per la Biennale Musica di Venezia il progetto Golfi d’ombra: un concerto all’interno di un’installazione di 55 strumenti sospesi e video in tempo reale (IanniX) che prende avvio dalla ricostruzione dell’omonima e inedita opera di Romitelli. Il progetto Extended Wood Percussion solo (2017) esplora il rapporto tra oggetti concreti e tecnologia lo-fi digitale su strumenti lignei, in collaborazione con l’ebanista Bussi e diversi compositori.
E’ coordinatore artistico e membro di ZAUM_percussion, dal 2018 ensemble in residence nel Festival Milano Musica.
Ha suonato con le più prestigiose orchestre italiane tra cui Filarmonica della Scala, Filarmonica della Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Mozart di Claudio Abbado, Spiramirabilis.
Ha inciso per diverse etichette discografiche ed è stato trasmesso da numerose radio europee. Attualmente è docente di percussioni al Conservatorio di Sassari.

Wu Ming. Collettivo di scrittori provenienti dalla sezione di Bologna degli artisti facenti parte del Luther Blisset Project (1994-99), denominatosi Wu Ming (“senza nome” oppure “cinque nomi”) Foundation e composto da cinque autori: Roberto Bui (Wu Ming 1), Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2), Luca Di Meo (Wu Ming 3), distaccatosi dal gruppo nel 2008, Federico Guglielmi (Wu Ming 4) e Riccardo Pedrini (Wu Ming 5). Il loro programma letterario è centrato su una narrativa radicale in grado di dare vita a storie complesse e articolate in cui lo scrittore analizza attraverso approcci diversificati i fatti descritti e il contesto storico-sociale in cui essi si svolgono; il saggio New italian epic (2008) di Wu Ming 1 ben illustra il punto di vista del collettivo nei confronti di molte opere letterarie, soprattutto romanzi storici, scritte in Italia fra il 1993 e il 2008, in cui prevalgono un approccio allegorico, una visione  metaforica, una funzione transmediale e una capacità di raccontare storie alternative che si dipartono in varie direzioni rispetto alla realtà fattuale. Tra i romanzi del collettivo si citano: 54 (2002), in cui si intrecciano tre storie ambientate nel 1954; Manituana  (2007), la cui azione si dipana nel 1775, ai tempi delle “guerre indiane” combattute dalla nazione irochese; Altai (2009), narrazione ambientata tra il 1569 e il 1571 che riprende alcuni personaggi già apparsi in Q, romanzo storico del collettivo Luther Blisset pubblicato nel 1999 e finalista al Premio Strega; L’armata dei sonnambuli (2014), la cui storia si svolge all’epoca della rivoluzione francese, rappresentata come una rivolta guidata dal basso in cui spiccano le violenze e le credenze fantastiche di un popolo irrequieto, e nella quale le vicende narrate si fanno teatro e spettacolo. Tra le opere collettive va segnalato anche il singolare Grand River (2008), diario di un viaggio in Canada nei luoghi in cui si rifugiarono i sopravvissuti della nazione Mohawk. Nella vasta produzione del collettivo, che spazia dalla saggistica al fumetto, dagli  audiolibri alle sceneggiature, si distinguono anche alcune opere individuali o scritte a quattro mani, quali: Havana glam (2001), di Wu Ming 5, storia reale e fantascientifica a un tempo; New thing (2004), di Wu Ming 1, ambientato nel mondo del jazz; Previsioni del tempo (2008), di Wu Ming 3 e Wu Ming 5, sul problema dello smaltimento dei rifiuti illeciti; The old new thing: a free jazz anthology (2007), di Wu Ming 1, audiolibro antologico sul jazz radicale; Stella del mattino (2008), di Wu Ming 4, che ha come protagonisti tre giovani letterati, R. Graves, J.R.R. Tolkien e C.S. Lewis, a confronto con il  tenente colonnello T.E. Lawrence, più famoso come Lawrence d’Arabia; Cent’anni a Nordest. Viaggio tra i fantasmi della grande guerra (2015), di Wu Ming 1. Copiose anche le opere edite nel 2016: L’invisibile ovunque, drammatica testimonianza contro la guerra, Il sentiero luminoso di Wu Ming 2, Ms Kalashnikov di Wu Ming 5 con F. Tosarelli e Un viaggio che non promettiamo breve. 25 anni di lotte No Tav di Wu Ming 1; tra le pubblicazioni più recenti vanno citate Proletkult (2018), a firma del collettivo, e La macchina del vento (2019) e La Q di Qomplotto (2021) di Wu Ming 1.

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