DMITRY BATALOV

Dmitry Batalov pianoforte

Musiche di Berg, Gervasoni, Schubert

In collaborazione con: Divertimento Ensemble

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/dmitry-batalov-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

A. Berg (1885-1935)

Sonata per pianoforte in si minore op.1 (1907-08)

S. Gervasoni (1962*)

Sonata (2024)

F. Schubert (1797-1828)

Sonata per pianoforte in si bemolle maggiore, D. 960 (1828)

  • Molto moderato
  • Andantino sostenuto
  • Scherzo. Allegro vivace-Trio
  • Allegro ma non troppo

Il pianista svizzero Dmitry Batalov, nato a Mosca nel 1997, ha ricevuto la sua formazione professionale presso la Scuola Centrale di Musica e il Conservatorio di Mosca P.I.Tchaikovsky, come pianista con la professoressa Natalia Trull e come musicologo, laureandosi con lode nel 2021. A metà degli studi, Dmitry ha scoperto e sviluppato un forte interesse per la musica contemporanea, che lo ha portato a un primo riconoscimento internazionale al 14° Concorso pianistico di Orleans (Francia, 2020), dove ha vinto il 2° premio e 4 premi speciali.
Nel 2022 si è trasferito in Svizzera, dove ha conseguito un master in esecuzione specializzata di musica contemporanea presso l’Accademia di Musica di Basilea, studiando anche pianoforte classico con il Prof. Claudio Martinez Mehner e pianoforte storico con il Prof. Tobias Schabenberger. Da allora ha vinto il 1° premio del concorso Reate per l’esecuzione di musica contemporanea a Roma (novembre 2023), il 1° premio del John Cage Award a Halberstadt (Germania, agosto 2024) e il Göhner Musikpreis 2025 della Kiefer Hablitzel Stiftung. Più recentemente, è risultato vincitore del Concours Nicati 2025 di Lucerna (nella categoria Interpretazione solista). Attualmente sta svolgendo studi post-laurea presso l’Accademia musicale di Basilea.
Il suo repertorio attivo spazia dal primo barocco alla musica dei giorni nostri, contando decine di programmi di recital monografici e concettuali – tra i quali i dialoghi tra musica affermata e meno eseguita occupano il posto centrale.
Ha lavorato con compositori come Helmut Lachenmann, Salvatore Sciarrino, Tristan Murail, Philippe Hurel, Marco di Bari, Fabio Vacchi, Vladimir Gorlinsky (di cui ha registrato l’integrale delle opere per pianoforte nell’autunno del 2023), essendo anche un attivo collaboratore di compositori più giovani e un interprete di nuove opere a lui dedicate.
Negli ultimi anni ha partecipato al Voices Berlin Festival, al Tzlil Meudcan Festival, al Bartolomeo Cristofori Piano Festival di Padova, al KlangART Vision festival, al Ruemlingen New Music Festival, al Sommersprossen festival di Rottweil, al Beethoven Piano Club di Bonn, ai Fereienkurse di Darmstadt, all’Impuls festival di Graz, al Moscow contemporary music Forum, tra gli altri. Tra i suoi partner sul palcoscenico figurano sia musicisti rinomati come il soprano Sarah Maria Sun, i direttori d’orchestra Heinz Holliger e Ilan Volkov, sia giovani solisti internazionali emergenti. Collabora regolarmente con il Divertimento Ensemble di Milano.


SIMONE BENEVENTI, ANDREA REBAUDENGO

Simone Beneventi percussioni
Andrea Rebaudengo pianoforte

Musiche di Fedele, Hamilton, Adams

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/duo-beneventi-rebaudengo-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

O. Giacinto Garcia (1954*)

September 2007 (remembering Morty) (2007)

I. Fedele (1953*)

Drive, per pianoforte e vibrafono (2017)

Second Dual, per pianoforte e percussioni (2016)

B. Hamilton (1966*)

Fly Out for Cake, per vibrafono e pianoforte (2012)

J. L. Adams (1947*)

Four Thousand Holes, per glockenspiel, vibrafono, pianoforte ed elettronica (2010)

Simone Beneventi. Percussionista, premiato con il Leone d’Argento alla Biennale Musica di Venezia 2010 (progetto Repertorio Zero), si esibisce come solista interprete della musica del XX e XXI secolo in stagioni quali Festival Aperto, Festival L’Arsenale, Autumn Warsaw, Berliner Konzerthaus, La Biennale Musica di Venezia e Zagabria, Espace sonore di Basilea, Gaida-Vilnius Festival, Huddersfield Contemporary Musica Festival, Krakow International Festival, Impuls Graz, Festival Manca di Nizza, Milano Musica, Auditorium Parco della Musica, Romaeuropa Festival, Samtida di Stoccolma.
Il suo percorso di ricerca sul suono, di progettazione di nuovi strumenti e di nuove soluzioni compositive per percussioni lo ha portato a collaborare con importanti compositori (Battistelli, Billone, Maxwell Davies, Dufourt, Fedele, Goebbels, Lachenmann, Lang, Nova, Romitelli, Sciarrino), con compagnie internazionali (Aterballetto, Berlin PianoPercussion, Ensemble Prometeo, Klangforum Wien, mdi ensemble, Neue Vocalsolisten Stuttgart) e artisti quali Matmos, Morricone, Malkovich, Namčylak, PanSonic, Zamboni.
Nel 2012 ha prodotto per la Biennale Musica di Venezia il progetto Golfi d’ombra: un concerto all’interno di un’installazione di 55 strumenti sospesi e video in tempo reale (IanniX) che prende avvio dalla ricostruzione dell’omonima e inedita opera di Romitelli. Il progetto Extended Wood Percussion solo (2017) esplora il rapporto tra oggetti concreti e tecnologia lo-fi digitale su strumenti lignei, in collaborazione con l’ebanista Bussi e diversi compositori.
E’ coordinatore artistico e membro di ZAUM_percussion, dal 2018 ensemble in residence nel Festival Milano Musica.
Ha suonato con le più prestigiose orchestre italiane tra cui Filarmonica della Scala, Filarmonica della Fenice, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Mozart di Claudio Abbado, Spiramirabilis.
Ha inciso per diverse etichette discografiche ed è stato trasmesso da numerose radio europee. Attualmente è docente di percussioni al Conservatorio di Sassari.

Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972.
Ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini.
Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara  nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993.
Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della musica di Padova, Musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival . Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Argentina, Colombia, Uzbekistan ed Emirati Arabi.
Ha suonato come solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Filarmonica di Torino, gli Ottoni della Scala, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano.
Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore.
E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, al Teatro alla Scala di Milano, “Bang-on-a-can Marathon” di New York, Dom di Mosca, Sacrum Profanum di Cracovia, Festival MiTo, Festival della Letteratura di Mantova, Accademia Filarmonica Romana, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori contemporanei e collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael Nyman, David Lang, James MacMillan, Mark-Anthony Turnage, Julia Wolfe, Luca Francesconi, Ivan Fedele e Fabio Vacchi.
Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, con la cantante Cristina Zavalloni, con il percussionista Simone Beneventi, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia.
E’ il pianista di “Solo Goldberg Improvisation” con Virgilio Sieni, spettacolo nel quale suona le Variazioni Goldberg di J. S. Bach.
Come solista incide per Bottega Discantica (“All’aria aperta”), con Danusha Waskiewicz per Decca (“Songs for viola and piano”), con Cristina Zavalloni per Egea (“Tilim-bom”), con Sentieri Selvaggi per Cantaloupe Records (“Child”, “ACDC”, “Zingiber”) e Deutsche Grammophon (“Le sette stelle”), con Simone Beneventi per Stradivarius (“Duals”), con l’Altus Trio per Limen.
Insegna al Conservatorio di musica “G. Verdi” di Milano.


SOFIA DONATO

Sofia Donato pianoforte

Musiche di Bach, Chopin, Schumann

In collaborazione con: Accademia Pianistica della Fondazione Accademia Internazionale di Imola ‘Incontri con il Maestro’

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/sofia-donato-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

J. S. Bach (1685-1750)

Partita n.3 in la minore BWV 827 (1725-1727)

  • Fantasia
  • Allemande
  • Courante
  • Sarabande
  • Burlesca
  • Scherzo
  • Gigue

F. Chopin (1810-1849)

Fantasia in fa minore op.49 (1841)

R. Schumann (1810-1856)

Humoreske in si bemolle maggiore op.20 (1839)

Sofia Donato (Bologna, 2005) è allieva della pianista Ingrid Fliter presso l’Accademia Pianistica di Imola e del maestro Mauro Minguzzi. Il 30 marzo 2025 ha suonato per il pianista Kissin al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna all’evento “Incontro col Maestro Evgeny Kissin” organizzato da Bologna Festival e Musica Insieme in collaborazione con l’Accademia di Imola.
A maggio del 2024 ha ricevuto una borsa di studio dall’Associazione Amici della Musica di Perugia, diretta dal maestro Enrico Bronzi. A luglio del 2023 è stata ospite della Lieven Piano Foundation a Vienna, dove ha studiato con i maestri Tatiana Zelikman e Alon Goldstein.
Ha tenuto concerti in Italia e all’estero in città quali Praga, ospite dell’International Music Festival Young Prague (al palazzo Wallenstein, sede del Senato ceco, e nel castello Nelahozeves), Vienna (nella sede della Steinway and Sons), Zwickau (ospite della Casa di Schumann), Cannes (ospite del Festival des Jeunes Talents), Milano (Ridotto del Teatro alla Scala per Piano City Milano, Auditorium Verdi, Salone degli Affreschi della Società Umanitaria, Festival Pianosofia), Ferrara (Ridotto del Teatro Comunale nella rassegna Ensemble Musik Festival e a Palazzo dei Diamanti), Ravenna (Sala Corelli del Teatro Dante Alighieri), Bologna (Sala Mozart dell’Accademia Filarmonica, Teatro Guardassoni, Università nella rassegna DamsLab La Soffitta, Sala Bossi, nella quale il 15 maggio 2018 ha eseguito il concerto per pianoforte n. 4 KV41 di W. A. Mozart con l’Orchestra del Conservatorio di Bologna), Perugia (Auditorium Santa Cecilia), Palermo (Chiesa di Santa Caterina per Piano City Palermo), Messina (Filarmonica Laudamo). Il 19 luglio 2025, ospite del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, ha eseguito il concerto n. 13 K415 di W. A. Mozart con l’Orchestra Giovanile Italiana.
È stata selezionata per partecipare a masterclass individuali con i maestri Benedetto Lupo, Michail Lifits, Andrea Lucchesini, Alberto Nosè, André Gallo, Avedis Kouyoumdjian, Josu de Solaun, Maurizio Baglini, Lorenzo Di Bella, Federico Colli, Yoko Kikuchi, Leonora Armellini e Mariangela Vacatello.
Nel 2021 ha inciso l’opera di Robert Schumann “Il Carnevale di Vienna, Op. 26”, all’interno del Progetto Schumann dell’Accademia Pianistica di Imola, e nel 2025, l’opera di Johannes Brahms “Scherzo op. 4” per il Progetto Brahms.
A luglio del 2023 è uscito il suo CD “Recital”, presente sulle piattaforme digitali più importanti.
Si è distinta in concorsi di livello internazionale, tra i quali, La Palma d’Oro di San Benedetto del Tronto (secondo premio e Premio speciale Pettini “al miglior talento messosi in evidenza tra tutti i concorrenti”), l’Enrico Galletta di Livorno (primo premio assoluto), il Premio Alkan per il virtuosismo pianistico a Milano (premio speciale della giuria), e, nella propria categoria, l’International Piano Competition di Radovljca (Slovenia), il Rospigliosi di Lamporecchio e il Concorso Internazionale Città di San Donà di Piave, nei quali ha ottenuto il primo premio assoluto.
Studia Musica da camera all’Accademia di Imola con il maestro Marco Zuccarini e suona in duo con la violinista Silvia Borghese, con cui ha inciso un CD uscito come allegato al numero di ottobre 2025 della rivista Suonare News.

https://www.facebook.com/sofiadonatopianist/

https://www.instagram.com/sofiadonato_25/


DUO LOGUERCIO-PIEMONTI

Le Sinfonie n.4 e n.7 di Beethoven trascritte per violino e pianoforte da Hans Sitt

Mauro Loguercio violino
Emanuela Piemonti pianoforte

Musiche di L. van Beethoven

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/beethoven-sinfonie-n-4-e-n-7-per-violino-e-pianoforte-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

L. van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n.4 in si bemolle maggiore op.60 (1806)

  • Adagio – Allegro vivace
  • Adagio
  • Allegro vivace
  • Allegro ma non troppo

 

Sinfonia n.7 in la maggiore op.92 (1812)

  • Poco sostenuto – Vivace
  • Allegretto (la minore)
  • Presto (fa maggiore)
  • Allegro con brio

“Solista di estrema chiarezza e profondítà interpretativa”.
Così il noto critico Mario Bortolotto definisce il violinista Mauro Loguercio in una delle sue recensioni.
Violinista capace dì un rapporto naturalissimo con lo strumento, Loguercio si è esibito come solista in sale prestigiose, quali, fra le altre, la Queen Elizabeth Hall di Londra, la Filarmonica di Berlino, il Concertgebouw, l’Accademia dí S. Cecilia di Roma e la Tonhalle di Zurigo, collaborando con direttori quali Riccardo Chailly, Eliau Inbal e Roberto Abbado, solo per citarne alcuni.
È stato ospite dei Festival di musica da camera di Marlboro, Dresda e St. Moritz e delle Settimane Musicali Internazionali di Napoli, oltre ad aver suonato per le più importantì società concertistiche italiane.
Ha sempre nutrito una vera passione per la musica da camera, sin dalla sua apparizione, giovanissimo, al festival di Marlboro. Nel corso della sua carriera ha suonato in trio con Nikita Magaloff e Antonio Meneses, mentre in duo ha collaborato con Maria Joao Pires, Tamás Vásáry, Bruno Canino, Philip Fowke, Rocco Filippini, Franco Petracchi e Astor Piazzolla. Per 14 anni è stato leader del “Quartetto David di Milano”, col quale ha inciso l’integrale dei quartetti di Luigi Cherubini, Puccini e Verdi.
Quest’anno festeggia i 17 anni di sodalizio con i fratelli Angelo e Francesco Pepicelli, coi quali ha creato il Trio Metamorphosi: con loro ha inciso, per DECCA, l’integrale dei Trii di Beethoven e di Schumann.
È docente di violino al Conservatorio di Milano e ha insegnato alla Guildhall School di Londra.

Emanuela Piemonti si accosta al pianoforte all’età di quattro anni sotto la guida della madre e studia successivamente al Conservatorio di Milano con Anita Porrini ed Alberto Mozzati diplomandosi a pieni voti.
Lo studio dello strumento si è sempre affiancato all’esperienza del “suonare insieme” ad altri musicisti: fin dai suoi undici anni affronta con grande passione la musica da camera dal duo al settimino, prima con giovani talenti poi con interpreti di fama internazionale quali Hermann Baumann, Franco Maggio Ormezowski, John Mackeney, Enrico Dindo, Mario Hossen, Michèle Scharapan.
Nella fervida atmosfera della Scuola di Fiesole frequenta per più anni i corsi tenuti dal Trio di Trieste e incontra personalità musicali per lei determinanti: Dario De Rosa, punto di riferimento costante, Piero Farulli, Amedeo Baldovino, Renato Zanettovich, Maureen Jones, Norbert Brainin e Valentin Berlinskij. Nel 1982 fonda con Paolo Ghidoni e Alberto Drufuca il Trio Matisse con il quale vince negli anni immediatamente successivi i Premi Internazionali Vittorio Gui di Firenze, Atkinson di Milano e Città di Torino, risultando finalista alla Melbourne Chamber Music Competition.
Intraprende una carriera che la porterà per venticinque anni a frequentare le Società e le Sale italiane più prestigiose (Teatri La Fenice di Venezia, S. Carlo di Napoli, Carlo Felice di Genova, Ponchielli di Cremona, Olimpico di Vicenza e di Roma, Bibiena di Mantova, Quirinale, Sala Verdi di Milano, Lingotto di Torino, Salone dei Cinquecento di Firenze…) e ad effettuare tournées in Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Israele, Australia, Cina.
Attualmente suona nel Trio Magritte con Francesco De Angelis e Relja Lukic.
Ha sempre ritenuto essenziale per la sua ricerca personale e musicale affiancare ai classici la nuova musica, collaborando con compositori quali Mauricio Kagel, Luis de Pablo, Salvatore Sciarrino, György Kurtág, Luca Francesconi, Ivan Fedele, Alessandro Solbiati.
Ha inciso per le etichette Aura, Amadeus, EmaVinci, Limenmusic Stradivarius e, per la casa discografica Naxos, i due Tripli Concerti di Casella e di Ghedini, disco che ha vinto il premio “Choc de Classica” per la rivista francese Classica Magazine.
È titolare della cattedra di musica da camera presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.


OLIVA & PiCello Bros.

Andrea Oliva flauto
Francesco Pepicelli violoncello
Angelo Pepicelli pianoforte

Musiche di Françaix, Ravel, Šostakovič, Kapustin

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/oliva-picello-bros-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

J. Françaix (1912-1997)

Trio (1995) – prima esecuzione italiana 26.10.2025

  • Allegro
  • Teneramente
  • Scherzando
  • Transition. Andante – Subito vivo

M. Ravel (1875-1937)

Ma Mère l’Oye (1908, trascrizione di A. Oliva, F. e A. Pepicelli, 2025) – prima esecuzione assoluta 26.10.2025

  • Pavane de la Belle au bois dormant
  • Petit Poucet
  • Laideronnette, Impératrice des Pagodes
  • Les Entretiens de la Belle et de la Bête
  • Le Jardin féerique

D. Šostakovič (1906-1975)

Jazz Suite (trascrizione di Emanuele Stracchi, 2025) – prima esecuzione assoluta 26.10.2025 – commissione Ass. Filarmonica Umbra

  • Fox-Trot
  • Waltz
  • Dance

N. Kapustin (1937-2020)

Trio op.86 (1998) – prima esecuzione italiana 26.10.2025

  • Allegro molto
  • Andante
  • Allegro giocoso

Andrea Oliva è uno dei migliori flautisti della sua generazione, una stella brillante nel mondo del flauto”: così Sir James Galway definisce Andrea Oliva, primo flauto solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, ruolo che ricopre dal 2003. Nato a Modena nel 1977, si diploma col massimo dei voti all’Istituto Musicale “Vecchi-Tonelli” di Modena sotto la guida di G. Betti, perfezionandosi poi con C. Montafia, M. Marasco, G. Cambursano, J.C. Gérard, A. Blau e Sir J. Galway ed iniziando subito una brillante carriera.
Fra i numerosi premi vinti nei più importanti concorsi flautistici internazionali spiccano il primo premio al Concorso Internazionale di Kobe (2005, unico italiano ad aver ottenuto tale riconoscimento) ed il terzo premio al Concorso Internazionale ARD di Monaco (2004). La sua attività concertistica lo ha portato ad esibirsi in alcune fra le più importanti sale di tutto il mondo: Carnegie Hall di New York, Museo d’Arte Contemporanea di Londra in presenza della Regina Elisabetta, nella prestigiosa Bunka Kaikan Hall di Tokyo, all’Hong Kong Academy, in Chile ed a Cuba. Ha inoltre suonato ai festival di Tanglewood, Schleswig Holstein, Hamamatsu, Taiwan, NFA USA.
Già membro effettivo dell’Orchestra Giovanile Gustav Mahler, ha frequentato l’Accademia Herbert von Karajan ed è stato invitato, a soli 23 anni, come Primo flauto ospite dai Berliner Philharmoniker sotto la direzione di prestigiose bacchette quali C. Abbado, L. Maazel, V. Gerghiev, S. Oramo, M. Jansons e B. Haitink. Invitato personalmente da C. Abbado, ha suonato da primo flauto nell’Orchestra Mozart di Bologna. Nello stesso ruolo collabora con numerose orchestre quali i Bayerische Rundfunk, Orchestra da Camera di Monaco, Bamberger Symphoniker, NDR Hamburg, Mahler Chamber Orchestra e Chamber Orchestra of Europe. Si è esibito varie volte in veste di solista con l’Orchestra Nazionale di S. Cecilia diretto da C. Hogwood, M.W. Chung, nel marzo 2010 da A. Pappano, eseguendo il Concerto di C. Nielsen (trasmesso dai RAI 3). Nel 2012 ha eseguito la prima nazionale del concerto per flauto e orchestra di M. A. Dalbavie diretto da M. Honeck.
È membro e fondatore del “Quintetto di fiati Italiano” e de “I Cameristi di Santa Cecilia”. Richiestissimo ed apprezzato docente, insegna ai corsi di alto perfezionamento all’Accademia di S. Cecilia di Roma “I Fiati”, al biennio superiore a Modena e al triennio di alto perfezionamento presso l’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. È attualmente Professore di Flauto principale presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano e Visiting Tutor Professor alla RNCM di Manchester. Ha inciso per “VDM Records” ‘Sonate’ per flauto e pianoforte (M. Grisanti pf), per “Le Chant de Linos” le Sonate di Händel. Per la rivista Amadeus “Le merle noir” di O. Messiaen e per “Wide Classique” ‘Globe’ (CD vincitore del Los Angeles Global Award 2013). Ha pubblicato inoltre un DVD didattico sul flauto (Edizioni Accademia 2008) ed il CD “Bach Flute Sonatas” insieme alla pianista canadese A. Hewitt per “Hyperion”, con la quale ha debuttato nel 2014 alla Wigmore Hall di Londra riscuotendo numerosi consensi di pubblico e di critica. Di recente pubblicazione la ‘Sonatina’ di H. Dutilleux e ‘Romance’ di Saint-Saëns per “Brillant” (A. Makita pf), “Un rêve long duex siècles ” con l’arpista Anna Loro e la “Sonata da Concerto” per flauto solista e archi di G. F. Ghedini per la “Sony” diretto da D. Rustioni con l’orchestra ORT. Andrea Oliva suona un flauto Muramatsu 14k all gold SR appositamente progettato per lui.

Francesco Pepicelli. “Il cesello di Francesco Pepicelli“. È questa l’originale metafora utilizzata da un giornalista-recensore per definire la sua esecuzione del Concerto di Haydn al Teatro Grande di Brescia, salutata dai 1000 presenti con lunghi e calorosi applausi. E degne di nota sono altresì le sue esecuzioni in Sala Verdi a Milano del Concerto di Schumann con la direzione di Daniele Gatti e del Concerto di Saint-Saëns con Stefan Anton Reck sul podio. Da ricordare anche il momento toccante della commemorazione delle vittime del 2 agosto a Bologna nel 2007, in cui suonò come solista in diretta televisiva RAI due pezzi in prima esecuzione assoluta con l’Orchestra del Comunale di Bologna e la Filarmonica Toscanini, unite per l’occasione davanti ad una platea di oltre 2000 persone.
Ma l’amore di sempre resta quello per la musica da camera: un’esperienza quarantennale con il Duo Pepicelli ( ora PiCello Bros.) insieme al fratello pianista Angelo e quella quasi ventennale con il Trio Metamorphosi, con lo stesso pianista e il violinista Mauro Loguercio. Quasi 1000 esibizioni in tutto il mondo, dalla Carnegie Hall di New York alla Suntory Hall di Tokyo.
Dagli anni ’90 fino ad ora ha inciso una ventina di CD per diverse case discografiche, tra cui i 7 per DECCA, altri per Naxos, Camerata Tokyo ed alcuni per la rivista Amadeus.
Tra gli ultimi esaltanti progetti quelli del PiCello Bros. e dell’Ensemble Metamorphosi oltre allo spettacolo Beethoven in Vermont, in cui si cimenta come MusicistAttore in un vero e proprio musical di musica classica (così denominato dalla critica).
Anche l’attività didattica riveste una grossa importanza nella sua vita musicale: dalle centinaia di allievi formati al Conservatorio di Perugia in 30 anni alle molte masterclass tenute in Europa e in Giappone. Dal novembre 2023 e’ docente di musica da camera presso il Conservatorio Briccialdi di Terni. Giovani violoncellisti e formazioni cameristiche, grazie al percorso con lui intrapreso, si sono affermati in competizioni internazionali e concorsi d’orchestra, sia in Europa che in Sudamerica. Momenti importanti di crescita e maturazione all’inizio della carriera sono stati quando, da giovanissimo, ha avuto l’opportunità di incontrare e lavorare con famosi artisti tra cui violoncellisti quali Paul Tortelier, David Geringas, Antonio Janigro, Rocco Filippini, Mario Brunello, Amedeo Baldovino, Radu Aldulescu, Siegrield Palm e pianisti quali Dario De Rosa, Bruno Canino e Maureen Jones. Da ricordare, sempre in quel periodo giovanile, nella primavera del 1989, la memorabile tournée come primo violoncello solista della Gustav Mahler Jugendorchester sotto la guida di Claudio Abbado, in cui suonò dal Musikverein di Vienna in diretta radiofonica per 19 radio di tutto il mondo.

Angelo Pepicelli. “Cari fratelli Pepicelli, siete proprio bravi. Inoltre siete affiatati in modo vero, non uno più uno ma DUE“. Con queste parole il compositore Goffredo Petrassi evidenzia una delle doti peculiari di Angelo: la capacità di formare un unicum con i suoi partner musicali.
Camerista nato, formatosi innanzitutto nella propria famiglia vivendo la crescita musicale dei quattro fratelli minori, ha poi stretto un sodalizio profondo con il violoncellista, Francesco, con il quale ha fondato il Duo Pepicelli, che ha conseguito premi internazionali di prima classe (Gui di Firenze su tutti) e suonato in numerose delle più importanti sale del mondo (fra le altre Carnegie Hall di New York, Suntory Hall a Tokyo e Salle Gaveau a Parigi).
Nel 2005 ha fondato con il violinista Mauro Loguercio e con suo fratello Francesco il Trio Modigliani, altro ensemble poi affermatosi sulla scena internazionale, diventato poi nel 2015 Trio Metamorphosi, a testimoniare il cambiamento radicale che si era generato. Strepitosi i recenti successi dell’Ensemble Metamorphosi, originalissimo gruppo allargato ad Andrea Oliva, Alessandro Carbonare e Fabrice Pierre, e dello spettacolo innovativo Beethoven in Vermont di Maria Letizia Compatangelo, in cui ha esordito come MusicistAttore, interpretando Rudolf Serkin in oltre venti rappresentazioni, fra cui quella al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, davanti a quasi mille persone entusiaste. Ed ora il nuovo sorprendente progetto PiCello Bros. con il fratello Francesco.
I suoi mentori sono stati due pianisti di riferimento della musica da camera italiana della seconda metà del Novecento, Bruno Canino e Dario De Rosa. Gli incontri con Zecchi e Perticaroli al Mozarteum di Salisburgo hanno costituito momenti significativi della sua formazione solistica, che lo ha portato anche a suonare da solista con orchestre di rilievo nazionale.
Uno dei meriti riconosciutigli dalla critica è quello di aver portato a nuova vita il repertorio cameristico italiano fra Ottocento e Novecento e di aver sempre suonato il grande repertorio, “come se lo si ascoltasse per la prima volta” (citazione da una recensione tedesca sul concerto del 2 dicembre 1994 Meersburger Winter, Internationale Konzertreihe).
DECCA, Naxos, Dynamic ed altre case, nonché la rivista ‘Amadeus’, hanno pubblicato una ventina di suoi CD, spesso affermatisi come edizioni di riferimento, grazie anche a recensioni lusinghiere.
La didattica, nella quale è impegnato da oltre quarant’anni, è vissuta con profonda dedizione e sempre nuova passione non solo a Terni, dove insegna pianoforte e musica da camera, ma anche in masterclasses in Italia, Giappone, Austria, Polonia.
Ha sempre dedicato uno spazio importante all’organizzazione di concerti, convinto che l’esperienza conseguita potesse giovare al pubblico della città in cui insegna e vive. Ecco quindi i grandi successi dell’Associazione Filarmonica Umbra, di cui è Presidente da vent’anni, dopo essere stato per altrettanti anni nella Commissione Artistica.


IVAN RABAGLIA, SELENE FRAMARIN, ALBERTO MIODINI

Ivan Rabaglia violino
Selene Framarin clarinetto
Alberto Miodini pianoforte

Musiche di Stravinskij, Schönberg, Webern, Berg, Hindemith, Bartók

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/ivan-rabaglia-selene-framarin-alberto-miodini-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

I. Stravinskij (1882-1971)

Suite dall’Histoire du soldat per violino, clarinetto e pianoforte (1918)

  • La marcia del Soldato
  • Il Violino del Soldato
  • Piccolo concerto
  • Tre danze: Tango, Valzer, Ragtime
  • Danza del Diavolo

A. Schönberg (1874-1951)

Sei piccoli pezzi per pianoforte, op.19 (1911)

  • Leicht, zart
  • Langsam
  • Sehr langsam
  • Rasch, aber leicht
  • Etwas rasch
  • Sehr langsam

A. Webern (1883-1945)

Quattro Pezzi per violino e pianoforte, op.7 (1910)

  • Sehr langsam
  • Rasch
  • Sehr langsam
  • Bewegt

A. Berg (1885-1935)

Quattro Pezzi per clarinetto e pianoforte, op.5 (1913)

  • Mäßig
  • Sehr langsam
  • Sehr rasch
  • Langsam

P. Hindemith (1895-1963)

da Plöner Musiktag: Zwei Duette für Violine und Klarinette (1932)

  • Lebhaft
  • Mäßig bewegt

B. Bartók (1881-1945)

Contrasti, trio per violino, clarinetto e pianoforte, Sz. 111 (1938)

  • Verbunkos (Danza del reclutamento)
  • Pihenö (Riposo)
  • Sebes (Veloce)

Ivan Rabaglia, nato nel 1971, è il violinista del Trio di Parma sin dalla sua costituzione nel 1990. Si è diplomato con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore al Conservatorio “A. Boito” della sua città e si è perfezionato con Franco Gulli, Stefan Gheorghiu, Giuliano Carmignola, Pavel Vernikov, Ilya Grubert, Zinaida Gilels, il Trio di Trieste (Dario De Rosa, Renato Zanettovich, Amedeo Baldovino) e con Isaac Stern al Chamber Music Workshop di New York. Insieme ai suoi colleghi del Trio, Alberto Miodini ed Enrico Bronzi, ha vinto il 1º premio al 16° Concorso Internazionale Vittorio Gui di Firenze nel 1992, il 2º premio al 2º Melbourne International Chamber Music Competition nel 1995, il 2º premio al 47° Internationaler Musikwettbewerb der ARD München nel 1998 (1° non assegnato), il 1º premio al 1º Concours International del Musique de Chambre de Lyon nel 2004 e ha ottenuto il premio “Abbiati” della critica musicale italiana nel 1994.
L’attività svolta con il Trio ha portato Ivan Rabaglia a suonare per le più importanti istituzioni musicali italiane ed estere: Accademia di S. Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano, Amici della Musica di Firenze, Teatro La Fenice di Venezia, Unione Musicale di Torino, Amici della Musica di Palermo,
Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Wigmore Hall di Londra, Lincoln Center e Carnegie Hall di New York, Salle Molière di Lione, Performance Arts Center di Mosca, Filarmonica di S. Pietroburgo, Teatro Colón di Buenos Aires e festival internazionali fra cui Lockenhaus (Austria), Luzern (Svizzera), Melbourne (Australia), Sligo (Irlanda), Lake District (Inghilterra), Bad Kissingen (Germania), Cartagena (Colombia), Orta e Portogruaro (Italia).
Ha suonato con illustri musicisti tra i quali Bruno Giuranna, Simonide Braconi, Simone Briatore, Alessandro Carbonare, Fabrizio Meloni, Eduard Brunner, Guglielmo Pellarin, Wolfgang Holzmair e come solista con direttori quali Vladimir Delman, Angelo Campori, Carl Melles, Franco Petracchi, Hubert Soudant e Anton Nanut. Alle numerose registrazioni radiofoniche per le più importanti emittenti italiane, inglesi, tedesche, americane e australiane si aggiunge un’attività discografica che include l’integrale dei Trii di Brahms e l’op. 65 di Dvořák per UNICEF, l’integrale dei trii e il Triplo Concerto di Beethoven, il Trio e le Sonate di Ravel, la sonata e il trio con chitarra di Giuliani per la rivista Amadeus, la prima incisione mondiale dei quartetti di De Fossa, l’Histoire du Tango di Piazzolla, i Trii e le Romanze di Shostakovich per l’etichetta Stradivarius con cui vince il premio come miglior disco dell’anno 2008 della rivista Classic Voice, l’integrale per trio di Pizzetti, Liszt, Schumann e Dvorak per l’etichetta Concerto, Schubert per Decca e il trio di Cajkovskij, incisione live alla Wigmore Hall di Londra, per la casa Movimento Classical.
Ha insegnato musica da camera alla Scuola Internazionale del Trio di Trieste a Duino e alla Scuola di Fiesole. Già professore di violino presso l’Istituto Musicale “Vecchi-Tonelli” di Modena, ha proseguito la sua attività didattica al Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, al Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma e attualmente all’Accademia Nazionale “Santa Cecilia” di Roma. A questo prestigioso incarico affianca corsi e masterclass nelle Accademie di Biella, Pinerolo e Portogruaro.
Suona un violino Giuseppe Baldantoni costruito ad Ancona nel 1850.

Clarinettista che affianca al repertorio classico progetti crossover e performance interdisciplinari, Selene Framarin dedica particolare attenzione alla dimensione corporea e teatrale dell’interpretazione musicale.
Diplomata con lode al Conservatorio G. Verdi di Milano, si è perfezionata nel repertorio contemporaneo presso la Lucerne Festival Academy con l’Ensemble Intercontemporain. Ha approfondito il teatro musicale alla Haute École des Arts di Berna e il teatro di movimento presso Helikos, International School of Theatre Creation a Firenze. Numerosi compositori – tra cui Andreoni, Betta, Bravi, Galante, Gardella, Manca, Molteni, Panfili, Pisati e Sugiyama – le hanno dedicato nuove opere, da lei interpretate in prima esecuzione. La sua ricerca artistica si concentra sull’integrazione tra suono, movimento e narrazione, esplorando forme innovative di concerto. Ha interpretato pagine iconiche come Harlekin di Stockhausen e ideato spettacoli originali – tra cui L’Ombra, Quella volta che Ulisse, Masked Music, Duel, Frankenstein, Soffi e battiti – in cui il clarinetto dialoga con gesto, voce, maschere ed elettronica.
Si è esibita in sale e teatri internazionali, dalla Philharmonie Luxembourg alla Salle Pleyel di Parigi, partecipando a festival come Borealis di Bergen, Tiroler Festspiele Erl, Milano Musica, MITO, Accademia Filarmonica Romana, Teatro La Fenice di Venezia, Torino Jazz Festival, oltre che a contesti museali e non convenzionali come la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Museo Egizio di Torino. La sua produzione discografica comprende Masked Music (Limen, 2019, in duo con il pianista Alfonso Alberti) e collaborazioni con etichette come Stradivarius e Movimento Classical.
Attualmente insegna musica da camera presso il Conservatorio della Valle d’Aosta e dal 2025 è parte del progetto IMPACT – International Music and Performing Arts Contaminations and Trainings (capofila Scuola di Musica di Fiesole, in collaborazione con NEOJIBA – Brasile), volto a integrare formazione musicale e teatrale e a sviluppare una figura di artista performativa e interdisciplinare. E’ stata docente del Conservatorio Nazionale Edward Said in Palestina e artista volontaria di Clowns Without Borders al confine turco-siriano, e crede nel significato civile del fare musica, testimonianza tangibile del pensiero intorno alla realtà.

Alberto Miodini. Nato a Parma, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio “A.Boito” della sua città sotto la guida di Roberto Cappello; successivamente si è perfezionato con musicisti quali Dario De Rosa, Maureen Jones, Paul Badura-Skoda, Bruno Canino, Leon Fleisher ed Emanuel Ax. Da trentacinque anni è il pianista del Trio di Parma, complesso con il quale si è affermato ai Concorsi Internazionali “Vittorio Gui” di Firenze, ARD di Monaco, Melbourne e Lione. Gli è stato inoltre conferito, sempre come componente del Trio di Parma, il Premio “Abbiati” della critica musicale italiana per il 1994. Ha tenuto concerti per le più importanti istituzioni musicali in Italia e all’estero, tra i quali vanno ricordati quelli per l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro la Fenice di Venezia, Società del Quartetto di Milano, Filarmonica di Berlino, Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Wigmore Hall di Londra, Konzerthaus di Vienna, Mozarteum di Salisburgo, Filarmonica di San Pietroburgo, Teatro Colon di Buenos Aires, Festival di Lockenhaus, Festival di Lucerna, San Paolo, Mosca, Varsavia, Los Angeles, Washington, Hong Kong,…, collaborando con musicisti quali Pavel Vernikov, Bruno Giuranna, Eduard Brunner, Alessandro Carbonare, Wolfgang Holzmair…
Con il Trio di Parma ha inciso l’integrale dei Trii di Beethoven, Schubert, Schumann, Brahms, Dvorak e Shostakovich, nonchè cd monografici dedicati a Liszt, Tchaikovsky, Ravel, Rota e Pizzetti. All’attività con il Trio affianca quella solistica, suonando sia in recital (con un repertorio che spazia da Bach a Nono) che con importanti orchestre quali l’Orchestra Sinfonica dell’Emilia Romagna “Arturo Toscanini”, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra di Stato Rumena, ecc..
Ha inciso, per Brilliant Classics, un album con musiche pianistiche di Martucci e un cofanetto di 4 cd con Variazioni, Fantasie, Klavierstucke, Fughe, miniature e frammenti di F. Schubert; è di prossima pubblicazione per Movimento Classical un album dedicato ai Klavierstücke di Brahms. Ha inoltre effettuato numerose registrazioni radiofoniche e televisive per la Rai, la Bayerische Rundfunk, la NDR di Amburgo, BBC, ABC Classical Australia ed altre emittenti estere.
È titolare di una cattedra di Musica da Camera presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma e tiene regolarmente corsi di perfezionamento presso l’Accademia di Musica di Pinerolo e la Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro.


AMOR DE LONH: L'AMORE LONTANO

Philipp Lamprecht voce, percussioni, ghironda, salterio, campane
Susanne Ansorg viella medioevale

Musiche di Rudel, Guillaume d’Aquitaine, Codax, Naske, Campana, Schlünz

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/amor-de-lonh-lamore-lontano-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

Perché l’amore è così spesso impossibile? Perché così spesso ci si sente “estranei” a sé stessi? Sin dagli albori della parola scritta, gli esseri umani hanno cercato, attraverso la poesia, di indagare queste domande e di esprimere le emozioni che vi sono legate. E che cosa trasporta un testo poetico in modo più profondo di una melodia?
Ascoltando oggi i testi dei poeti-cantori medievali (Minnesänger, trovatori e trouvères) in un contesto contemporaneo, essi suonano incredibilmente attuali – e ci collocano, con i nostri sentimenti, in una dimensione arcaica e senza tempo.
Sehnsucht – nostalgia (dal medio alto tedesco *sensuht*, come “malattia del desiderio doloroso”) è un desiderio intenso verso persone, cose, condizioni o periodi di tempo. È legata alla sensazione di non poter raggiungere l’oggetto del proprio desiderio. Sebbene sia difficile tradurre pienamente il termine “Sehnsucht”, in molte altre culture esistono parole equivalenti, spesso connesse a stili musicali che esprimono proprio questa emozione.

Guglielmo IX d’Aquitania (1071–1126), il primo trovatore

Farai un vers

Annette Schlünz (*1964)

Das Nachthorn
Testo ispirato dalle parole del Monaco di Salisburgo (fl. XIV secolo) per un percussionista cantante (2018)

Codex Rossi (Italia, XIV secolo)

Lucente stella (instr.)

Testo: Federico II di Svevia (1194–1250)
Musica: Codex Reina (Italia, XIV secolo)

Dolce lo mio drudo

Codex Rossi

Dal bel chastel (instr.)

Chansonnier de Noailles (Francia, XIII secolo)

Lai du Kievrefuel (instr.)

Jaufre Rudel (1100–1147)

Lanquan li jorn son lonc en mai

Giacomo da Lentini (1210–1260)

S’io doglio no è meraviglia

Chansonnier du Roi (Francia, XIII secolo)

La quarte Estampie royale (instr.)

Martin Codax (Galizia, XIII secolo)

7 Cantigas de Amigo

Herbert Grassl (*1948)

Magnificat, per baritono e percussioni (2010/2025)

Wizlav (1265–1325)

Nach der senenden Claghe

Elisabeth Naske (*1963)

Heimweh (nostalgia di casa)
Con un testo di Ernst Herbeck per ghironda e voce parlata (2024)
(estratto da “Sieben Gedichte von Ernst Herbeck” 2024)

Philipp Lamprecht – versatile e attivo musicista, con un debole per il nuovo e per l’antico. Come membro di diversi Ensembles di musica contemporanea lavora principalmente nel campo della musica da camera ma si dedica anche all’ambito solistico così come alla realizzazione di propri progetti educativi. La sua molteplice quotidianità musicale è composta da strumenti come, ad esempio, il vibrafono, la marimba, strumenti da lui stesso realizzati, nacchere medievali, timpani, tamburi, ghironda e molti altri ancora.
Dal 2015 al 2021 è stato docente di strumenti a percussione presso l’Orff Institut dell’Università Mozarteum. Nel 2019 gli è stato dato il premio OPUS Klassik (Germania) assieme con Benedikt Kristjánsson (tenore) e Elina Albach (clavicembalo) per la loro versione a trio della Passione di San Giovanni di Johann Sebastian Bach.
Nato a Merano (Alto Adige) nel 1984 comincia nel 2003 il corso di studi sotto la guida del Prof. Dr. Peter Sadlo presso L’Università Mozarteum di Salisburgo. Grazie a questa formazione Philipp Lamprecht si rivela, già poco tempo dopo, pronto al suo primo successo internazionale. Nel 2005 vince il primo premio, così come altri riconoscimenti, presso la Percussion Competition Luxembourg con il quartetto di percussioni Via Nova Percussion Group. Fra il 2011 e il 2012 è accademista nell’ Internationalen Ensemble Modern Akademie a Francoforte sul Meno. Philipp Lamprecht suona inoltre regolarmente in diversi ensembles di musica contemporanea, come ad esempio l‘ensemble Meitar (Tel Aviv), risonanze erranti (Germania), ensemble chromoson (Alto Adige). Nell‘ambito della musica antica suona con Duo Enßle-Lamprecht (Austria), Ensemble Continu:um (Berlino), la banda di oboi La Petite Ecurie (Olanda), Berlin Baroque (Germania), Capella de la Torre (Germania).
Dal 2018 Philipp Lamprecht è direttore artistico della Internationale Paul Hofhaymer Gesellschaft di Salisburgo.
www.philipplamprecht.com

Susanne Ansorg ha studiato musicologia e lingua e letteratura tedesca a Lipsia, nonché strumenti ad arco medievali e teoria musicale del Medioevo presso la Schola Cantorum Basiliensis. Concerti in tutta Europa, Nord e Sud America, Australia, Giappone e Taiwan. Lavoro di ricerca nel campo della strumentologia medievale e della prassi esecutiva. Gestione di progetti, incarichi di insegnamento e laboratori sulla musica medievale. Progetti di musica integrativa con analfabeti musicali della Germania centrale e rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. Direttore artistico e organizzativo del Festival Internazionale di Musica Medievale “montalbâne” e dell’ensemble associato (www.montalbane.de).


DIEGO PETRELLA

Diego Petrella pianoforte

Musiche di Couperin, Rameau, Medtner

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/diego-petrella-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

F. Couperin (1668-1733)

Second Livre de Pièces de clavecin, VI ordre: V. “Les Barricades Mysterieuses” (1717)

N. Medtner (1880-1951)

Forgotten melodies op. 39, n. 3 “Primavera” (1919-20)

J. P. Rameau (1683-1764)

Troisième Livre de pièces de clavecin, “L’Egyptienne” (1727)

N. Medtner

Forgotten melodies op. 39, n. 4 “Canzona Matinata” (1919-20)

Forgotten melodies op. 39, n. 5 “Sonata Tragica“ (1919-20)

F. Couperin

Quatrième Livre de Pièces de Clavecin, XXV ordre: V. “Les ombres errantes” (1730)

J. P. Rameau

Les Boréades: “The Arts and the Hours” (trascrizione di Víkingur Ólafsson)

N. Medtner

Sonata op.5 (1895-1903)

  • Allegro
  • Intermezzo. Allegro
  • Largo
  • Finale. Allegro risoluto

Vincitore di diversi concorsi nazionali e internazionali (Concorso Ettore Pozzoli 2021, XXIV Concorso di Esecuzione Musicale Società Umanitaria, Premio del Conservatorio di Milano 2019), Diego Petrella svolge attività concertistica come solista e camerista in importanti sedi italiane.
Attraverso l’opera di Sylvano Bussotti si avvicina al mondo di Fluxus, sviluppando una sensibilità per estemporaneità e indeterminazione. Con mdi ensemble incide le musiche per RARA (film) di Bussotti – curato e pubblicato dalla Cineteca di Bologna –, restando profondamente segnato dal beffardo teatro gestuale bussottiano.
È attivo su repertori moderni e contemporanei anche come socio di AGON e membro di Icarus vs Muzak, ensemble nato sulle storiche orme di Icarus Ensemble. Nel 2023 è artista residente per l’associazione NoMus. Dal 2025 è attivo anche come compositore – commissioni da Fondazione Prada e La DoubleJ.
In uscita nel maggio 2026 per Da Vinci Classics il primo disco della sua monografia solistica dedicata a Nikolai Medtner.
Avviato alla pratica dello strumento da Michele Fedrigotti, è diplomato con menzione d’onore presso il Conservatorio di Milano, allievo di Cristina Frosini e Davide Cabassi.


CHAOS STRING QUARTET

Susanne Schäffer violino
Eszter Kruchió violino
Sara Marzadori viola
Bas Jongen violoncello

Musiche di Haydn, Berg, Brahms

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/chaos-string-quartet-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

F. J. Haydn (1732-1809)

Quartetto in do magg. op.33 n.3 “The Bird” (1781)
  • Allegro moderato
  • Scherzo: Allegretto
  • Adagio ma non troppo
  • Finale: Rondo – Presto

A. Berg (1885-1935)

Lyrische Suite per quartetto d’archi (1925-26)

  • Allegretto gioviale
  • Andante amoroso
  • Allegro misterioso. Trio estatico
  • Adagio appassionato
  • Presto delirando. Tenebroso
  • Largo desolato

J. Brahms (1833-1897)

Quartetto per archi n.3 in si bemolle maggiore op.67 (1876)
  • Vivace
  • Andante
  • Agitato. Allegro non troppo. Trio
  • Poco Allegretto con variazioni

Fondato a Vienna nel 2019 sui principi del “caos” nell’arte, nella scienza e nella filosofia, il Chaos String Quartet si è rapidamente distinto sulla scena musicale internazionale. Così come accade nell’effetto farfalla in fisica — in cui piccoli cambiamenti possono produrre effetti significativi — le esecuzioni del quartetto mettono in luce l’impatto profondo del contributo di ogni singolo musicista.
Selezionato come BBC Radio 3 New Generation Artist per il biennio 2023–2025, il quartetto ha registrato regolarmente per BBC Radio 3 ed è stato ospite di alcuni dei più importanti festival e sale da concerto del Regno Unito, tra cui la Wigmore Hall.
Il Chaos String Quartet ha ottenuto numerosi premi in concorsi internazionali, tra cui l’ARD Musikwettbewerb di Monaco, il Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi di Bordeaux, il concorso di Bad Tölz, il Concorso Joseph Haydn di Vienna, il Bartók World Competition di Budapest e il Premio Rimbotti in Italia. Distintosi per l’energia espressiva, la riflessione stilistica ed interpretativa e la creazione di programmi originali, il quartetto si esibisce regolarmente in sale prestigiose come la Wigmore Hall, il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, il Bozar di Bruxelles, la Salle Bourgie de Montréal, la Guangzhou Opera House, la Philharmonie de Paris e la Elbphilharmonie di Amburgo. È inoltre ospite abituale di importanti festival internazionali tra cui il Beethovenfest Bonn, il Ravenna Festival, Classiche Forme, la Paris String Quartet Biennale, Wien Modern, il Montreal International Chamber Music Festival, il Lofoten International Chamber Music Festival, il Davos Festival, il Lockenhaus Festival, il Mozartfest Würzburg, l’Heidelberg Streichquartettfest e il Mecklenburg-Vorpommern Festival.
La formazione ha studiato con Johannes Meissl nell’ambito del programma ECMAster tra Vienna, Parigi e Oslo, proseguendo poi presso la Scuola di Musica di Fiesole con il Cuarteto Casals. Tra le figure artistiche che hanno influenzato il percorso del quartetto figurano Eberhard Feltz, Oliver Wille, András Keller, Steven Isserlis e Helmut Lachenmann. Nel 2024 è stato pubblicato il loro primo album (Solo Musica, Monaco), che è stato accolto con entusiasmo da testate come BBC Music Magazine, RITMO e Le Monde, e candidato al Premio della Critica Discografica Tedesca. Nel febbraio 2026 uscirà il secondo album ancora una volta con l’etichetta Solo Musica, interamente dedicato al tema del “Caos” esplorato da diverse prospettive. Il programma include musiche e arrangiamenti di Ligeti, Beethoven, Rebel, Rameau, solo per citarne alcuni, insieme a elementi di improvvisazione.
La musica contemporanea occupa un posto speciale nel repertorio del quartetto. Diversi compositori, tra cui Riccardo Panfili, Erollyn Wallen, Diego Conti e Alessio Elia, hanno dedicato loro nuove opere. Il quartetto è inoltre parte della rete ULYSSES, che promuove la musica contemporanea e i giovani compositori in tutta Europa. Tra gli impegni principali della stagione 2025/26, figurano il debutto al Konzerthaus di Berlino e diverse esibizioni all’Amsterdam String Quartet Biennale, dove presenteranno un progetto transdisciplinare ispirato all’integrale dell’Op. 20 di Haydn. Nel 2025 il quartetto inizierà una residenza all’Università MDW di Vienna, dove avrà l’opportunità di insegnare e collaborare con gli studenti in progetti artistici e didattici.
Susanne Schäffer suona un violino di Carlo Giuseppe Testore (ca. 1711), in prestito dal MERITO String Instruments Trust. Bas Jongen suona un violoncello di Hendrick Jacobs (Amsterdam, 1696), affidatogli dalla Nederlands Muziekinstrumenten Fonds (NMF).


QUARTETTO KLIMT

Matteo Fossi pianoforte
Duccio Ceccanti violino
Margherita Di Giovanni viola
Jacopo Di Tonno violoncello

Musiche di Brahms, Beethoven

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/quartetto-klimt-biglietti-2/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

J. Brahms (1833-1897)

Quartetto per pianoforte e archi n.3 in do minore op.60 (1855-1875)

  • Allegro non troppo
  • Scherzo. Allegro
  • Andante
  • Finale. Allegro comodo

L. van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore op.55 “Eroica” (versione per quartetto con pianoforte di Ferdinand Ries)

  • Allegro con brio
  • Marcia funebre. Adagio assai
  • Scherzo. Allegro vivace
  • Allegro molto

Fondato nel 1995 alla Scuola di Musica di Fiesole, il Quartetto Klimt è oggi tra i gruppi cameristici italiani più attivi e riconosciuti a livello internazionale. Fin dagli esordi si è imposto all’attenzione del pubblico e della critica, vincendo nel 1998 il Primo Premio al Concorso Internazionale di Musica da Camera “Gaetano Zinetti” di Sanguinetto e avviando una carriera che lo ha portato a esibirsi in prestigiosi festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero.
Il quartetto ha perfezionato la propria formazione con il Trio di Milano e con Pier Narciso Masi, ricevendo nel corso degli anni incoraggiamento e consigli da artisti del calibro di Carlo Maria Giulini, Natalia Gutman, Krzysztof Penderecki e Maurizio Pollini. Quest’ultimo lo ha invitato nel 1999 a esibirsi a Venezia per la cerimonia del premio “Una vita nella musica” e, nel 2001, gli ha assegnato la borsa di studio “Arturo Benedetti Michelangeli”.
Il debutto ai Concerti del Quirinale di Roma (2001) e gli inviti a rassegne internazionali come l’Oleg Kagan Musikfest di Kreuth e il Festival di Santander hanno segnato l’inizio di un’intensa attività che ha visto il Quartetto Klimt protagonista al Ravenna Festival, Lingotto Musica, Biennale di Venezia, Accademia Filarmonica Romana, Bologna Festival, Musica Insieme, Amici della Musica di Firenze e Perugia, Festival di Ravello, oltre a numerose dirette radiofoniche e televisive per la RAI.
La loro attività discografica è vasta e apprezzata: la rivista Amadeus ha pubblicato i quartetti di Schumann (2010) e Dvořák (2012); nel 2014 Stradivarius ha dato alle stampe la prima registrazione mondiale del quartetto di Morton Feldman, accolta con entusiasmo dalla critica; nel 2020 è uscita per Brilliant Classics l’integrale dei quartetti di Mendelssohn.
Particolarmente attento alla musica contemporanea, il Quartetto Klimt è dedicatario di opere di Alessandro Solbiati, Francesco Antonioni, Matteo D’Amico, Iván Vandor, Giancarlo Cardini, Giorgio Gaslini, contribuendo a diffondere un repertorio innovativo e vitale.
Accanto all’attività concertistica, i componenti del Quartetto insegnano presso importanti Conservatori italiani e dal 2012 sono regolarmente invitati a tenere masterclass internazionali di musica da camera al Livorno Music Festival.


SONIC MEDITATIONS

The Act of Listening

Claudio Jacomucci fisarmonica e canto armonico

Musiche di Jacomucci, Lucier, Oliveros, Reich

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

 

BIGLIETTERIA ONLINE:
https://oooh.events/evento/sonic-meditations-the-act-of-listening-biglietti/

  • intero online €8,50
  • ridotto online (Soci AdM sottoscrittori) €3,80

C. Jacomucci

Sonic Meditation #1 (2024) per canto armonico e fisarmonica

P. Oliveros (1932-2016)

Rhythm Circle, heartbeat (2005) con il pubblico

A. Lucier (1931-2021)

Music for accordion with slow sweep pure wave oscillators (1993)

S. Reich (1936*)

Reed phase (1966) fisarmonica live e pre-registrata

C. Jacomucci

Sonic Meditation #4 (2025) per canto armonico e fisarmonica

Una meditazione sonora è un’esperienza immersiva ispirata alla pratica del Deep Listening ideata dalla compositrice e fisarmonicista americana Pauline Oliveros.
I partecipanti si siedono a semicerchio, tutt’intorno al musicista che li guiderà all’inizio verbalmente in una sorta di preparazione, riscaldamento, sintonizzazione di mente e corpo e poi attraverso i suoni, proponendo al pubblico anche di interagire durante la performance. Allentando le tensioni mentali e fisiche, bilanciando la postura, liberando il respiro, i partecipanti possono raggiungere una maggiore consapevolezza e sensibilità. In uno stato contemplativo, il suono abita il corpo e l’immaginazione di ciascun ascoltatore in modo unico, generando un’esperienza collettiva consapevole del processo di trasformazione che coinvolge sia l’esecutore che il pubblico.

Claudio Jacomucci, fisarmonicista, compositore, insegnante di Tecnica Alexander.
Si è diplomato con lode in fisarmonica classica presso il Conservatorio di Grenoble (Francia) nel 1992. Ha studiato fisarmonica con Jean Luc Manca, Mogens Ellegaard e Vladimir Zubitsky. Si è diplomato come insegnante di Tecnica Alexander presso l’ATCA di Amsterdam nel 2000.
Nel 1997-1999 ha studiato musica contemporanea e tecniche non occidentali presso il Conservatorio di Amsterdam. Ha eseguito in prima esecuzione assoluta numerosi nuovi lavori, collaborando anche con compositori quali Luciano Berio, Franco Donatoni, György Kurtág, Salvatore Sciarrino, Louis Andriessen, Egberto GismonS, Gerard Pesson, Yannis Kyriakides, Claudio F. Baroni, Luis De Pablo, Oliver Schneller, Aspasia Nasopoulou, Mario Pagliarani, Ned McGowan, Gabriele Manca, Nicola Sani, Giorgio Tedde, Carlo Crivelli, Lucio Garau, Francesco Lalicata, Francoise Barrière (che spesso gli hanno dedicato i loro brani) e sue composizioni.
Ha collaborato ed ha suonato con Terry Riley, Stefano Scodanibbio, Michel Godard, David Moss, Joel Rubin, Dario Calderone, Naomi Sato, Francesco Dillon, Gareth Davis, Simone Spinaci, Daniele Roccato, Kálmán Balogh; con Asko|Schönberg Ensemble (NL), Quarteco Prometeo, AlterEgo, FontanaMix (IT), L’Instant Donné, ONCEIM (F), e come solista con l’Orchestra della Scala di Milano, Orchestra Haydn Bolzano, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Sinfonieca del Teatro Lirico Cagliari, Ostrobothnian Chamber Orchestra, Romanian Radio Symphony Orchestra.
Si è esibito in Europa, Stati Uniti, Cina, Messico, Russia in numerose sedi e festival tra cui Berlin Philharmonic, Het Concertgebouw Amsterdam, Teatro alla Scala di Milano, Cornell University, Syracuse University NY, Salle Messiaen RadioFrance, Muziekgebouw Amsterdam, Vredenburg/Tivoli Utrecht, Tonhalle Zurich, Gaudeamus FoundaSon Amsterdam, Bimhuis Amsterdam, Teatro dell’Opera, Roma; Holland FesSval Amsterdam, FesSval de Musique Sacrees Fribourg, Synthese FesSval Bourges, Rassegna di Nuova Musica Macerata, Angelica FesSval Bologna, FesSval Rumlingen, FesSval La Via Lacea Ticino, Les Amplitudes FesSval La Chaux des Fonds, FesSval Internacional Franco Donatoni Città del Messico, Accademia Filarmonica di Bologna, Nuova Consonanza Roma, Fisarmonica Festival di Vilnius, Mosca, Kiev, Castelfidardo.
Ha tenuto masterclass al Conservatorio di Parigi, alla Royal Academy of Music di Londra, all’Università Sibelius di Helsinki, all’Accademia reale danese di musica di Copenaghen, all’Università Chopin di Varsavia, al Conservatorio di Amsterdam, alla Hochschule für Musik Würzburg e Detmold, all’Università Folkwang di Essen, al Musikene San SebasSan, all’UNAM Mexico, al Conservatorio di Tianjin. Ha insegnato fisarmonica al Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara dal 2011 al 2014. È stato docente ospite di fisarmonica presso la HEAR Académie Supérieure de Musique nel biennio 2017-2019. Attualmente è docente di fisarmonica presso il Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo (Italia), dove insegna anche tecniche di consapevolezza corpo-mente e Konnakol – sistema ritmico indiano. È fondatore del progetto Italian Accordion Academy.
Ha collaborato con la coreografa e danzatrice Kathleen Delaney, i poeti Mariangela Gualtiero e Alberto Nessi, gli attori Daria Deflorian, Marco Balbi, Lucia Ferraro, Marcello Samba, il fotografo Serafino Amato, gli artisti Lucia Romualdi e Michelangelo Pistoleco. I suoi CD sono pubblicati da Schoc Wergo, W&B Music, Bridge Records, Stradivarius, Da Vinci Classic, Rivoalto, SSleLibero, Ema Records, Adaco, Blowout Records, Bandcamp. Le sue esibizioni sono state trasmesse da Radio3 RAI, ORF, DeutschlandRadio, RNE2, VaScan Radio, SFB, RSI, Radio Unam-Mexico, RadioFrance.
È stato vincitore di concorsi internazionali di fisarmonica come il Grand Prix InternaSonal d’Accordéon a St. ESenne (1988), il Trofeo Mundial de acordeón (C.M.A.) a Cuenca (1990), il Premio Cicà di Castelfidardo (1990) e Arrasate Hiria (1994).
È regolarmente invitato come membro della giuria di concorsi internazionali di fisarmonica a Castelfidardo, Klingenthal, Arrasate, Mosca, Pola, Valsòne, Vilnius e del Premio Nazionale delle Arti (MIUR).
Il suo libro “Tecnica I per fisarmonica a bocca” sulla tecnica moderna della fisarmonica è pubblicato da Bèrben/Carisch.
È stato recentemente pubblicato il libro “Mastering Accordion Technique: un nuovo approccio alla tecnica della fisarmonica  basato sulla Tecnica Alexander”, scritto insieme a Kathleen Delaney.
Ha curato la pubblicazione “Modern Accordion Perspectives”, coordinando un comitato internazionale di esperti composto dai principali interpreti e insegnanti di fisarmonica classica.
Attualmente vive ad Amsterdam.
Il suo lavoro di compositore è stato sostenuto dal Fonds Podiumkunsten (NL) e Asko|Schönberg/Holland Festival.


CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO

Après tout [Dopo tutto]

WKO – CAMERATA DEGLI AMMUTINATI
Con la partecipazione dell’ensemble Orizzonte Vocale

Mattia Dattolo direttore
Elisa Primavera-Lévy testi
Guido Barbieri introduzione

Musiche di Fabien Lévy

Una coproduzione: Amici della Musica di Modena / Fondazione Teatro Comunale di Modena
In collaborazione con: Fondazione Villa Emma, Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia

 

Incontro di presentazione al pubblico 

Sabato 24 gennaio alle ore 17.30, Ridotto del Teatro (ingresso libero da via Goldoni 1)

Ospiti:

  • Guido Barbieri, musicologo
  • Fabien Lévy, compositore
  • Paolo Marzocchi, pianista
  • Mario Sollazzo, Amici della Musica di Modena

BIGLIETTERIA

  • intero €10
  • ridotto (Soci AdM sottoscrittori) €5
  • ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

Riduzioni e gratuità si applicano anche ai Soci AdM 2025!

Prevendita online sulla piattaforma Vivaticket cliccando QUI

F. Lévy (1968*)

Après tout [Dopo tutto]

Prima esecuzione italiana


I paradossi del perdono. Contesto drammaturgico di Après tout di Fabien Levy

Après tout: con queste due brevi parole francesi è possibile riassumere in modo conciso, quasi laconico, un intero dramma. In italiano occorre qualcosa di più. «Dopo tutto» è la traduzione letterale, che copre la dimensione temporale, ma tralascia il significato concessivo che risuona in francese. Una traduzione più appropriata sarebbe quindi: “dopo tutto, ma anche nonostante tutto” o “dopo tutto, anche se è successo questo e quello” o anche “dopo tutto, nonostante le mie, le tue e altre riserve e ostacoli”. Con questo titolo che unisce le dimensioni temporali e concilianti, ci troviamo già nel mezzo del contraddittorio processo del perdono, che solleva molte domande.

Après Tout è stato commissionato dal Ministero della Cultura francese per il Festival Ultraschall di Berlino, i nuovi Vocalsolisten Stuttgart e l’ensemble francese 2E2M, ed è stato eseguito per la prima volta il 22 gennaio 2013, esattamente 50 anni dopo il “Trattato dell’Eliseo”, firmato congiuntamente da Charles De Gaulle e Konrad Adenauer il 22 gennaio 1963.

Al centro drammaturgico di Après tout, la seconda parte (II. Ressentir inépuisablement Inesauribile rancore [Unerschöpflich nach-tragen-spüren]), si trova quindi un incontro tra il filosofo francese Vladimir Jankélévitch (1903-1985) e il giovane insegnante di liceo tedesco Wiard Raveling. Jankélévitch, importante per Lévy anche per il suo concetto filosofico-musicale dell'”ineffabile” e del “presque rien et un je ne sais quoi”, ha lavorato approfonditamente sulla questione del perdono, ma personalmente ha mantenuto un atteggiamento intransigente nei confronti della Germania del dopoguerra. Ancora nel 1980, in occasione di una trasmissione radiofonica (Le masque et la plume), l’atteggiamento di Jankélévitch, che dalla fine della guerra aveva deciso di bandire dalla sua vita tutto ciò che era tedesco, compresa la musica e la filosofia, era rimasto immutato. Riguardo ai tedeschi della sua generazione, dichiarò che avevano ucciso sei milioni di ebrei e non provavano alcun rimorso: “Mangiano bene, dormono bene, fanno buoni affari, il marco va alla grande, come sapete, gli affari vanno bene, sono estremamente soddisfatti, non ci devono nulla”. Riprendendo questa frase, Raveling, nato nel 1939, scrisse dopo la trasmissione una lunga lettera in francese perfetto a Jankélévitch, in cui citava la “Fuga di morte” di Paul Celan, raccontando in modo toccante la sua traumatica comprensione dei crimini tedeschi e la sua sofferenza per il proprio Paese, per poi invitare con grande modestia il lontano filosofo a visitare lui e la sua famiglia nella Frisia orientale. Jankélévitch rispose. Aveva aspettato una lettera del genere per trentacinque anni, una lettera, precisava, in cui gli orrori fossero completamente “accettati” da qualcuno che non poteva farci nulla. Jankélévitch non voleva andare in Germania, ma invitò Raveling a Parigi, invito che Raveling accettò poco dopo.

Il centro formato dall’incontro Raveling-Jankélévitch è preceduto da un primo movimento (I. Nous étions si semblables – Eravamo così simili) che evoca un altro rapporto franco-tedesco, ormai tendenzialmente caduto nell’oblio e caratterizzato da una profonda avversione culturale. Un testo di questa parte è la quarta lettera di Albert Camus a un ex amico tedesco [Lettres à un ami allemand], scritta nel contesto del suo impegno nella Resistenza. Essa è permeata da uno spirito combattivo e, guardando indietro alla passata posizione ideologica comune, mantiene un atteggiamento che include comunque il nemico nella comunità umana.

Il terzo movimento conclusivo (III. Le grand théâtre du pardon – Il grande teatro del perdono) rompe la conclusione armoniosa del secondo movimento di Raveling-Jankélévitch e, in una polifonia di voci, sposta l’attenzione dal lungo dopoguerra franco-tedesco al campo più ampio dei conflitti attuali, del perdono (im)possibile e dei concetti culturali di perdono (tra cui l’Ubuntu di Desmond Tutu, L’etica del risentimento di Jean Améry, il perdono terapeutico di Eva Kors, il profondo scetticismo di Nietzsche nei confronti del perdono, il Vangelo). Ciò dà origine anche a toni assurdi. Ma “teatro del perdono” non significa necessariamente falso o ipocrita, anche se queste sono possibili modalità del perdono. La metafora teatrale, utilizzata anche da Derrida, rimanda piuttosto al processo e alle condizioni quadro di ogni perdono, cioè ai testimoni che vengono presi in considerazione quando si parla e si scrive, alle convulsioni e alle trasformazioni che attraversano i critici e i sostenitori del risentimento, coloro che perdonano liberamente o con riluttanza, coloro che chiedono perdono per conto proprio o per conto di altri, o coloro che sono convinti di non perdonare.

In tutte e sei le scene i testi sono in parte cantati, in parte recitati o, in alcuni punti, entrambi insieme, ad esempio quando, nel senso etnologico della “maschera”, il gruppo segue il narratore come un’ombra vocale. Le voci e gli strumenti sono eseguiti in modo omoritmico, monodico, eterofonico, attraverso hoqueti o polifonico. Nel primo movimento, essi stanno dietro agli strumenti come una sorta di coro greco della tragedia, nel secondo movimento emergono il baritono come protagonista e il tenore come deuteragonista, nel terzo movimento il confuso e contraddittorio “théâtre du pardon” è sottolineato anche dalla disposizione spaziale attorno all’ensemble strumentale. Nella musica di Lévy si nascondono alcuni simboli, come ad esempio il predominio temporaneo della nota Re e l’onnipresenza dell'”aria”, resa udibile dagli strumenti a fiato, dalla voce, dalla fisarmonica, dagli archi vibranti o whirly tubes – come il respiro della vita, come il fumo apostrofato da Raveling dai camini dei forni crematori dei campi di concentramento o come il vento dell’oblio. “Le vent qui balaie les souvenirs”.

Elisa Primavera-Lévy

La WunderKammer Orchestra – Camerata degli Ammutinati è un collettivo di musicisti specializzato in musica contemporanea, nato con l’obiettivo di ricomporre il rapporto tra pubblico, arte e società. L’ensemble mira a presentare la musica come specchio del nostro tempo, attraverso performance particolarmente attente al coinvolgimento del pubblico. Ha già partecipato a rinomati festival quali Ossessioni e il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, e si è esibita a Napoli, Imola, Faenza, Bologna, Pesaro, Urbino, Ancona e Feldkirch.

L’Orizzonte Vocale nasce con l’intento di valorizzare e dare spazio esecutivo al vasto e poco frequentato repertorio vocale per sole voci maschili. Il gruppo, che si esibisce sia a cappella che con accompagnamento strumentale di vario genere, si pone come obiettivo quello di abbracciare il più vasto repertorio possibile, a partire dalla nascita della polifonia di epoca medievale passando attraverso il rinascimento, il repertorio romantico e del Novecento. Il gruppo inoltre pone attenzione all’esecuzione e commissione di musica di autrici ed autori contemporanei, soprattutto italiani, ritenendo fondamentale lo sviluppo e la promozione di un nuovo repertorio.

Guido Barbieri insegna Storia ed estetica della Musica al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena. Per vent’anni critico musicale del quotidiano La Repubblica, scrive attualmente per pagine culturali de Il Manifesto. Collabora stabilmente come tutor con la Biennale Musica di Venezia. Dal 1980 voce “storica” di Radio 3 si dedica principalmente, oggi, alla drammaturgica musicale, rivolgendo una particolare attenzione alla “musica della realtà”.
Ha scritto testi, libretti e readings destinati ad alcuni dei maggiori compositori italiani: Ennio Morricone, Adriano Guarnieri, Azio Corghi, Ivan Fedele, Lucia Ronchetti, Silvia Colasanti, Riccardo Nova, Fabio Cifariello Ciardi, Claudio Rastelli, Mauro Cardi, Robeerta Vacca, Luigi Ceccarelli, Paolo Marzocchi, Fabrizio De Rossi Re, Andrea Molino, Michele Tadini, Michele Sammarchi, Paolo Aralla e molti altri.
Ha condiviso il palcoscenico, nel ruolo di voce narrante e recitante, con musicisti come Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Danilo Rossi, Giampaolo Pretto, Alessio Allegrini, Luca Franzetti, Claudio Pasceri, Gabriele Mirabassi, Ramin Bahrami, Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Gabriele Pieranunzi, Francesco Senese, Roberto Prosseda, Giuseppe Andaloro, Michele Marco Rossi, Massimo Mercelli, Laura Catrani, Valentina Coladonato, l’Ensemble Ars Ludi.
I suoi testi sono stati messi in scena e interpretati, in diversi teatri italiani e stranieri, da personalità del teatro come Giorgio Barberio Corsetti, Elio De Capitani, Carlo Cecchi, Toni Servillo, Maria Paiato, Moni Ovadia, Vinicio Marchioni, Alessio Pizzech e molti altri.
I titoli più importanti sono Portopalo. Nomi su tombe senza corpi, Night Commuters, Three Miles Island, Al Kamandjati, basato sulla storia del musicista palestinese Ramzi Aburedwan, Le ossa di Cartesio, In alloro mutò il suo pianto. Numerosi in particolare, i testi e gli spettacoli dedicati alla musica della Shoah. Tra gli altri La corda spezzata, un radiodramma sui musicisti di Terezin prodotto da Radio 3 e presentato al Prix Italia, l’adattamento di Badenheim 1939 di Aaron Appelfeld e de I Cannibali di George Tabori, Le imperdonabili, basato sui Diari di Etty Hillesum, Un violoncello nell’inferno di Terezin, Dove almeno troverò un po’ di pace, dedicato alla vicenda di Orlando Orlandi Posti, uno dei martiri delle Fosse Ardeatine, Il diario di Dora Klein, Storia di Jean e Jean, sulla vicenda di Jean Le Boulaire/Jean Lanier, e inoltre il libretto dell’opera Il viaggio di Roberto. Un treno verso Auschwitz, su musiche di Paolo Marzocchi. Le opere più recenti sono In alloro mutò il suo pianto con musiche di Luigi Sammarchi, presentato a Bologna Festival 2021, The Running Game con Paolo Aralla e Michele Marco Rossi messo in scena al Festival Est Ovest di Torino, Storia di un Gesù con Massimo Mercelli e l’Orchestra Calamani al Teatro Mancinelli di Orvieto, Vorrei essere scrittore di musica, un recital per voce narrante e violoncello ideato insieme Mario Brunello e dedicato al rapporto tra Pasolini e Bach, e infine due lavori con le musiche originali di Paolo Marzocchi: Ho bisogno di un eroe, dedicato alla relazione amorosa tra George Byron e Teresa Guiccioli, e Stabant Matres, rappresentato nella Chiesa di S. Vitale, a Ravenna, per Ravenna Festival 2023.
Dopo avere fondato la Human Right Orchestra, la rassegna Contemporanea all’Auditorium di Roma, l’Associazione She Lives e il Comitato Terezin 17/10 attualmente è direttore artistico della Società dei Concerti Guido Michelli di Ancona e del Festival del Quartetto al Teatro dei Documenti di Roma, nonché membro del comitato artistico (insieme a Bernard Haitink, Diego Matheusz e Francesco Senese) del Festival sull’Acqua di Colico e della direzione artistica dell’Archivio Nazionale del Diario di Pieve S. Stefano. Tuttora scrive saggi e tiene conferenze per le maggiori istituzioni musicali italiane. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Feronia per la critica musicale.


Newsletter AdMIscriviti per rimanere aggiornato