Roberto Doati inizia la sua attività musicale all’età di 18 anni passando in pochi anni dall’improvvisazione libera alle esperienze di tape music. Dal 1977 al 1979 studia musica elettronica con Albert Mayr e Pietro Grossi (programmazione informatica) presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze e
presso la Divisione Musicologica del CNUCE di Pisa. Nel 1979 si trasferisce a Venezia dove porta a termine gli studi con Alvise Vidolin presso il Conservatorio “Benedetto Marcello”. Nello stesso anno inizia la sua attività di compositore e ricercatore presso il Centro di Sonologia Computazionale
dell’Università di Padova dove tiene diversi seminari. Dal 1983 al 1993 collabora con il Settore Musica (in particolare con Mario Messinis) e il Laboratorio di Informatica Musicale della Biennale di Venezia (L.I.M.B) con Alvise Vidolin. Dal 1990 al 2020 è stato docente di Musica Elettronica presso i Conservatori di Cagliari, Latina, Trieste, Genova e Piacenza. Fra i numerosi progetti ideati e realizzati con i suoi allievi è da ricordare nel 2013 la formazione della Galata Electroacoustic Orchestra (GEO) in collaborazione con Istanbul Bilgi Üniversitesi, Istanbul Teknik Üniversitesi, Universitat Pompeu Fabra, Conservatorio di Musica “G. Pierluigi Da Palestrina”. GEO si è esibita al Festival di Musica Contemporanea de La Biennale di Venezia nel 2014 con Compasso da navegare e ha ricevuto il “Premio Siebaneck” nell’ambito del XXXIV Premio della critica musicale “Franco Abbiati”.
Le sue opere gli hanno valso riconoscimenti internazionali, a partire dalla selezione Opera Prima (Teatro La Fenice, 1981) con Gioco di velocità per suoni sintetici. Nel 1995 La Biennale di Venezia gli commissiona un’opera per voce ed elettronica, L’olio con cui si condiscono le parole eseguita da Marianne Pousseur. Nel 1997 viene invitato presso il Centre de Recherches et de Formation Musicales de Wallonie di Liegi per comporre la serie Felix Regula (I-V) per violino/viola, flauto, clarinetto, nastro e live electronics, eseguita al Festival Ars Musica di Bruxelles. bastone armonico per violino, bastoni da pioggia e sistema interattivo, realizzato durante una residenza presso la Bogliasco Foundation, viene presentato nel 1999 al Teatro Carlo Felice di Genova da Marco Rogliano e Alvise Vidolin. Nel 2001 ottiene una borsa dalla Rockefeller Foundation per comporre L’apparizione di tre rughe per chitarre, elettronica e sistema interattivo EyesWeb, incisa da Elena Casoli per Stradivarius. Nel 2002 il Teatro La Fenice presenta presso il Teatro alibran “Per voce preparata” (progetto di Doati e Pachini), messa in scena di opere per voce femminile con video ed elettronica fra cui la sua Allegoria dell’opinione verbale per attrice, elettronica e sistema interattivo EyesWeb su testi di Gianni Revello. Nel 2005 La Biennale di Venezia gli commissiona un’opera di teatro musicale (Un avatar del diavolo). La sua esperienza audiovisiva include Sindrome scamosciata per video e live electronics (2008-2009), La scala non procede oltre (2009), Noli me tangere (2010). Dal 2013 si occupa di estetica del gusto producendo videomusiche (Seppie senz’osso, Il suono bianco, Il suono rosso). Insieme a Ciro Longobardi si esibisce regolarmente in concerti che accostano opere pianistiche del II Novecento a sue composizioni elettroniche.
