La ricchissima stagione AdM 2023 si avvia verso la conclusione, con una imperdibile tre giorni di concerti, da domenica 17 a martedì 19 dicembre!

Si comincia domenica 17 dicembre alle ore 17:00 presso l’Auditorium Santa Maria degli Angeli di Spilamberto (all’incrocio tra Via S. Maria e Via Vischi) per il concerto del Quartetto Takademi: quattro giovanissime flautiste (Alice Morosi, Francesca Panzolini, Angelica Pagliaccia e Asia Martoccia) proporranno un programma brillante e raffinato, intitolato “Flûtes Joyeuses”, che spazia da Bach a pagine contemporanee passando per Bizet e Castérède.
L’ingresso è gratuitosenza prenotazione.

Lunedì 18 dicembre alle 17:30 presso la Sala-teatro della Parrocchia di Gesù Redentore a Modena (in via Leonardo da Vinci, 270) andrà in scena lo spettacolo “Frammenti“, in collaborazione con l’Associazione Filarmonica di Rovereto: uno spettacolo musicale rivolto al pubblico di tutte le età, che attraverso il racconto di Sebastiano Bronzato parla della relazione tra l’umano e la musica; la storia di vita di un ragazzo del 2023, preso nella sua vita “frammentata”, dove il tempo che passa non trova spazio per l’incontro dell’io interno. Lo spettacolo ha il ruolo di superare la frammentazione accompagnando all’ascolto completo di melodie celebri, liberate dal loro rapporto forzato con la pubblicità e con gli angusti spazi ricavati nei ritagli di tempo del quotidiano. Accanto a lui, l’Orchestra Filarmonica Settenovecento.
Potete trovare il programma dettagliato del concerto cliccando QUI.
Prenotazioni via mail a info@amicidellamusicamodena.it
Biglietti a 1 € in vendita il giorno stesso del concerto presso la Parrocchia di Gesù Redentore dalle ore 16.30.

Ultimo appuntamento infine martedì 19 dicembre alle ore 20:30 presso l’Hangar Rosso Tiepido di Modena con il concerto “Garden of joy and sorrow“, tenuto dall’Ensemble Icarus vs Muzak (formato da Yoko Morimyo alla viola, Maria Gilda Gianolio all’arpa e Benedetta Polimeni al flauto).
Il programma affianca l’atmosfera onirica dei compositori francesi della prima metà del Novecento al “giardino di gioie e dolori” di Gubajdulina, una delle compositrici viventi di maggior prestigio, che ben si accosta alle sonorità del simbolismo debussiano, che racchiude tutto il concerto: la Sonata per flauto, viola e arpa di Debussy appartiene infatti all’ultima produzione del compositore (è del 1915), alla sua scrittura più matura e che per molti elementi apre la strada alla musica contemporanea.