Fabio Sperandio, nato da una famiglia di musicisti, si diploma in violino con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto musicale pareggiato “O. Vecchi” di Modena e si perfeziona poi con Salvatore Accardo presso l’accademia W. Stauffer di Cremona e con Ana Chumachenco alla Musikhochschule di Monaco di Baviera. Come primo violino, ha collaborato con importanti direttori come C. M. Giulini, R. Muti, E. Inbal, Z. Mehta in numerosi teatri italiani (Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Verdi di Trieste, Orchestra RAI di Torino ecc.) e tedeschi, sviluppando una forte passione per la direzione d’orchestra. Si è avvicinato allo studio della direzione seguendo i corsi di Piero Bellugi a Firenze con la Florence Sinfonietta e Ralf Weickert , ha frequentato poi la classe di Luciano Acocella al Conservatorio di Bologna e ha concluso gli studi, specializzandosi nel repertorio contemporaneo, con Arturo Tamayo, dirigendo Zeitmasse di Stockhausen. Ha compiuto studi di composizione con Silvia Colasanti e Paolo Geminiani.
Alberto Zedda lo ha definito un direttore dalla gestualità bella , morbida e chiara, elegante e autorevole, di ottima corrispondenza col contesto musicale e Donato Renzetti lo ha scelto per dirigere Le Nozze di Figaro con la regia di Leo Muscato a Cagli con l’Orchestra Filarmonica G. Rossini di Pesaro.
Ha debuttato a Berlino per MärzMusik2013 in un brano di B. Ferneyhough per grande orchestra dirigendo la Konzerthaus Orchester.
Da sempre legato ai linguaggi contemporanei, ha fondato con membri del Teatro Comunale di Bologna, nel 2012, Ensemble Zipangu, con il quale si è fatto promotore della musica del nostro tempo.
Sensibile alla diffusione del repertorio contemporaneo anche tra i giovanissimi, in sinergia con il DAMS di Bologna, la Filarmonica del Teatro Comunale, i Conservatori di Padova e Bologna e la rete di scuole “Musicalliceo”, ha curato un progetto sulla Suite dal Pollicino di W. Henze che ha ottenuto una nota di merito al Premio Abbado per la scuola e che è stato ospitato dal Cantiere Internazionale di Montepulciano. Porta avanti il progetto “Musica, un ponte tra i popoli” che attraverso la musica, a Forlì tutti gli anni unisce giovani musicisti provenienti dall’area balcanica e da tutta Europa.
Nel 2017 Nicola Sani lo ha invitato a chiudere il festival Bologna Modern#2, in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e Musica Insieme, con un concerto monografico per gli ottanta anni di Azio Corghi, apprezzato notevolmente dalla critica, con il soprano Laura Catrani e il pianista Maurizio Baglini. Nel 2018 inoltre è stato invitato a dirigere per il Teatro G. Verdi di Pordenone, l’Histoire du Soldat di Stravinskij nella versione originale con la regia di Gianni e Menoventi/e-production e l’Orchestra di Padova e del Veneto con un programma di musica sacra contemporanea che prevedeva la prima esecuzione italiana di In Spe di A. Pärt. Con i solisti dell’Orchestra Filarmonica di Bologna ha inaugurato l’omonima stagione di musica da camera con la suite dell’Histoire du soldat e musiche di D. Baker. E’ uscito il suo primo cd, alla guida dell’Ensemble Zipangu, con la registrazione della prima mondiale di A large house di Cassandra Miller per archi e percussione e musiche di C. Palestine per i Dischi di Angelica.
Ha diretto l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra di Roma 3, la Udine Sinfonietta, l’Orchestra Filarmonica Rossini, la Florence Sinfonietta, l’Ensemble Concordanze, l’Ensemble 900 di Lugano e la Konzerthaus Orchester di Berlino.

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