Maria Eleonora Caminada soprano
Leonardo De Marchi chitarra

Musiche di Castelnuovo-Tedesco, Berkeley, Colombo Taccani, Gardella

BIGLIETTERIA
intero € 10
ridotto (Soci AdM sottoscrittori) € 5
ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

M. Castelnuovo-Tedesco (1895-1968)

Ballata dall’esilio (1956)

L. Berkeley (1903-1989)

Songs of the Half-light (1964)

G. Colombo Taccani (1961*)

Catalogo breve di indulgenze (2020)

F. Gardella (1979*)

Mikro-Lieder ohne Worte – PRIMA ITALIANA

M. Castelnuovo-Tedesco

Divan of Moses (1966)

Maria Eleonora Caminada ha compiuto i suoi studi musicali presso il Conservatorio Cantelli di Novara e con Michèle Crider presso l’lnternationale Sommerakademie Mozarteum. Approfondisce il repertorio operistico di tradizione con Giovanni Botta e quello contemporaneo
con Alda Caiello.
Fra i ruoli che ha interpretato, Clorinda ne La Cenerentola di Rossini (per l’inaugurazione della stagione 2022 del Teatro Coccia di Novara, direttore Antonino Fogliani), Fanny ne La cambiale di matrimonio di Rossini, Didone in Dido & Aeneas di Purcell, Natalia in Una domanda di matrimonio di Luciano Chailly, Serpina ne La serva padrona di Pergolesi, Bastiana in Bastiano e Bastiana di Mozart, Amore in Orfeo ed Euridice di Gluck, Anna in Nabucco di Verdi.
È stata protagonista nella prima e recente produzione dell’opera Else di Federico Gardella (direttore Tito Ceccherini), data al Teatro Poliziano di Montepulciano e successivamente al Teatro Ariosto di Reggio Emilia. Ha partecipato in veste solistica a produzioni orchestrali dell’Orchestra da Camera Fiorentina, La Verdi (fra cui Porgy and Bess diretta da John Axelrod), dell’orchestra Carlo Coccia (Sommernachtstraum) e dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
Fra i luoghi che l’hanno ospitata vi sono il Teatro Dal Verme, l’Auditorium Verdi e la Sala Verdi del Conservatorio a Milano, il Teatro Civico di Vercelli, il Teatro Maggiore di Verbania, il Teatro Sociale di Biella, il Teatro Coccia di Novara.
Lavora a contatto con noti compositori contemporanei ed è frequentemente chiamata per cantare in prime esecuzioni assolute. Fra le più recenti, Mater Magnificat (per soprano solo, coro e orchestra), Catalogo breve di indulgenze e Stranger (in duo col chitarrista Leonardo De Marchi) di Giorgio Colombo Taccani, la cantata radiofonica Rifiuti di Alberto Cara (con Achrome Ensemble, Sala Piatti di Bergamo), Phylum: Chordata di Edoardo Dadone (con Divertimento Ensemble, Fabbrica del Vapore a Milano) e i Canti della natura di Richard Danielpour (in trio col pianista Alfonso Alberti e il violoncellista Davide Cocito a Fresne- Saint-Mamès per la rassegna Du Vert à l’Infini 2021). A lei è destinata la parte vocale de Il silenzio e il canto, “opera virtuale” di Alessandro Solbiati in corso di realizzazione col Divertimento Ensemble.
Fra i classici della modernità e contemporaneità da lei eseguiti in concerto negli ultimi anni vi sono Pierrot Lunaire di A. Schoenberg, Histoire du soldat di I. Stravinskij (in veste di unica voce recitante), Folk Songs di L. Berio (con NED Ensemble e l’ensemble dell’Orchestra Calamani), Così parlò l’Abarbanel per voce sola di N. Castiglioni (esecuzione premiata lo scorso anno in un concorso del Divertimento Ensemble), Apparition per voce e pianoforte di G. Crumb (con la pianista Maria Grazia Bellocchio) e il virtuosistico Flans per voce e ensemble di F. Donatoni (con Divertimento Ensemble).
È la voce solista della colonna sonora del nuovo cortometraggio del regista Matteo Garrone prodotto da Dior.
È laureata in architettura presso il Politecnico di Milano.

L’attività artistica di Leonardo De Marchi (1989), pur comprendendo diversi ambiti, è incentrata prevalentemente sulla letteratura contemporanea per e con chitarra. Attualmente, in particolare, si sta dedicando alla riscoperta della chitarra a dieci corde, proponendo il repertorio di ricerca che, nella seconda metà del secolo scorso, ne aveva fatto apprezzare le inedite possibilità sonore e spingendo i compositori di oggi ad arricchirne la letteratura.
Leonardo De Marchi si è diplomato con lode in chitarra nei conservatori di Venezia, Novara e Pavia; si è perfezionato con A. Dieci e B. Giuffredi presso l’Accademia “G. Regondi” di Milano e, in ambito cameristico, con A. Caiello presso l’Accademia del Divertimento Ensemble. Parallelamente, si è laureato con lode in Germanistica e Slavistica presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.
Attivo come solista e camerista in Italia e all’estero, è membro fondatore dell’ensemble _Codec e collabora stabilmente in duo con il clarinettista Sauro Berti e il soprano Maria Eleonora Caminada. Nel 2018 il Dublin Guitar Symposium ha ospitato un suo lecture-recital sulla chitarra a dieci corde.
La sua intensa attività di registrazione, oltre a numerosi capisaldi della letteratura contemporanea per chitarra (tra gli altri Babbitt, Company, Krenek, Maderna, Scodanibbio), include diversi album, anche di repertorio storico. Spiccano in particolare Bach & Haydn for two Guitars (DotGuitar, 2018, in duo con Florindo Baldissera), Enantiosemie – Contemporary Masterpieces for clarinet and guitar (Da Vinci, 2018, in duo con Sauro Berti), Impressions- Selected guitar works by Livio Torresan (Da Vinci, 2020).
Leonardo De Marchi è inoltre attivo sul fronte della divulgazione. Oltre a firmare regolarmente cicli di guide all’ascolto, podcast e booklet per produzioni discografiche, è autore dell’unico studio su Y después di Bruno Maderna, uscito per la rivista Il Fronimo nel 2016, e di due monografie sulla chitarra a dieci corde: Nuovi orizzonti per la chitarra a dieci corde (Viator, 2018) e il recente E se sei corde vi sembran poche (Blonk, 2021). Ha curato inoltre la revisione di numerosi lavori per e con chitarra, tra cui Ventiquattro Preludi e Ricercari di Alfredo Franco (Ut Orpheus) e Dedica 2015 di Giacomo Manzoni (Rai Com).

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