DUO PIANISTICO SCHIAVO-MARCHEGIANI

Marco Schiavo pianoforte
Sergio Marchegiani pianoforte

Musiche di Bach, Mozart, Schubert, Rossini, Brahms

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO:
intero € 10
ridotto (Soci AdM sottoscrittori) € 5
ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

BIGLIETTERIA ONLINE:
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intero online € 8,50
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J. S. Bach (1685-1750)

Schafe können sicher weiden BWV 208 (1713)

W. A. Mozart (1756-1791)

Sonata in fa maggiore KV 497 (1786)

I. Adagio – Allegro molto
II. Andante
III. Allegro

F. Schubert (1797-1828)

Fantasia in fa minore op.103 D. 940 (1828)

J. Brahms (1833-1897)

3 Danze Ungheresi (1858-68):

n.4 in fa minore: Poco sostenuto
n.5 in fa diesis minore: Allegro
n.6 in re bemolle maggiore: Vivace

G. Rossini (1792-1868)

Ouverture da “L’italiana in Algeri” (1813)

Il Duo Schiavo-Marchegiani è apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale per lo stile personalissimo, la naturalezza del discorso musicale, la bellezza del suono, l’intensità e la travolgente energia delle loro interpretazioni. Parallelamente all’intensa attività solistica, dal 2006 Sergio Marchegiani e Marco Schiavo formano un duo pianistico tra i più attivi e dinamici sulla scena italiana e internazionale. Hanno tenuto molte centinaia di concerti in tutto il mondo, suonando nelle sale più prestigiose: Sala Grande della Carnegie Hall a New York, Sala Grande della Philharmonie e del Konzerthaus a Berlino, Sala d’Oro del Musikverein e Sala Grande del Konzerthaus a Vienna, Sala Grande del Mozerteum a Salisburgo, Laeiszhalle ad Amburgo, Beethoven-Haus a Bonn, Rudolfinum e Smetana Hall aPraga, Bulgaria Hall a Sofia, Teatro dell’Hermitage a San Pietroburgo, Suntory Hall a Tokyo, Teatro Petruzzelli di Bari e inoltre a Roma, Parigi, Zurigo, Sofia, Istanbul, Oslo, Helsinki, Mosca, Montreal, Washington, Città del Messico, Montevideo, San Paolo del Brasile, Baku, Astana, Hong Kong, Bangkok, Singapore, ecc. Nel 2013 hanno debuttato al Ravello Festival; nel 2017 hanno tenuto un recital presso la Sala Verdi del Conservatorio di Milano nella Stagione della Società dei Concerti che li ha nuovamente invitati nel 2019. Si sono esibiti con importanti orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra, i Berliner Symphoniker, la Budapest Symphony Orchestra, la Prague Radio Symphony Orchestra, la Sofia Philharmonic Orchestra, la New York Symphonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica dello Stato del Messico, l’Orchestra Sinfonica di Istanbul e le Orchestre da Camera di Città del Messico, Praga e Madrid. Hanno registrato per emittenti radio-televisive nazionali in Italia (RAI Radio3), Repubblica Ceca (in diretta nazionale sul terzo canale radio dalla Dvořák Hall), Germania, Bulgaria, Russia, Messico e Hong Kong. Marco Schiavo e Sergio Marchegiani sono artisti Decca. Nel 2014 la prestigiosa etichetta pubblica il loro primo CD dedicato a Franz Schubert che ha ottenuto ottime recensioni dalla critica specializzata: “pianismo totale e d’alta scuola” (Antonio Brenna, “Amadeus”); “Va lodato il duo formato da Schiavo e Marchegiani… L’immenso tema della solitudine [nella Fantasia in Fa minore] e del suo esorcismo è superbamente espresso dai due eminenti pianisti” (Claudio Strinati, “Il Venerdì di Repubblica”). Nel 2018 esce il secondo CD dal titolo “Dances” con le Danze Ungheresi e i Valzer op. 39 di Johannes Brahms. “… perfetto equilibrio, frutto di una serrata ricerca… un levigato e ammirevole bilanciamento sonoro e stilistico” (Mattia Rossi, 5 stelle su “Amadeus”); “Un’esecuzione che non si ascolta, ma che si beve con le orecchie, come se fosse un flûte di champagne reso suono. La brillantezza del timbro, la chiarezza dell’eloquio, l’esaltazione del ritmo rendono questo CD la registrazione di riferimento in assoluto per il WoO 1 e l’op. 39. Irrinunciabile” (Andrea Bedetti, 5/5 su “MusicVoice”). Nel 2020 Decca pubblica un terzo CD con i Concerti per due pianoforti K. 242 e K. 365 di Mozart e il Concerto per pianoforte a 4 mani di Kozeluch registrati a Londra con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Gudni A. Emilsson. “Esecuzioni molto vivaci e molto precise, con suono piccolo e tocco scattante che ricordano il fortepiano, e con qualche momento oggi abbastanza insolito… Ma ciò che la gente del mestiere nota di più è la sgranatura dei trilli, sempre frementi, sempre misurati col contagocce come se ci fossero di rinforzo alla strumentazione alcuni usignoli” (Piero Rattalino, 4 stelle su “Musica”). Nell’estate 2021 è uscito “Mozart for two”, il nuovo CD interamente dedicato alle Sonate di Mozart. “È un sovrano equilibrio a regnare lungo l’intero arco narrativo di questo ascolto… Un nitore fatto di eleganza e sorvegliata discrezione” (Elide Bergamaschi su Operateatro.it); “La perfetta precisione della scansione ritmica nell’ottima esternazione delle dinamiche, rende le interpretazioni di qualità. Si consiglia vivamente l’acquisto” (Cesare Guzzardella su Corrierebit.com). Hanno studiato con grandi didatti quali Ilonka Deckers Küszler, Alexander Lonquich, Bruno Canino, Franco Scala, Aldo Ciccolini e Sergei Dorenski. Insegnano nei Conservatori di Alessandria e Potenza, sono spesso invitati a far parte di giurie di concorsi internazionali e tengono masterclass in tutto il mondo (Spagna, Serbia, Turchia, Stati Uniti, Messico, Kazakhstan, Giappone, Australia, Brasile, ecc.). duoschiavomarchegiani.it


RAFFAELE DAMEN

Raffaele Damen fisarmonica

Musiche di Bach, Ligeti, Comitini, Lohse

INGRESSO GRATUITO

J. S. Bach (1685-1750)

Concerto Italiano, BWV 971 (1735)

  • Senza tempo
  • Andante
  • Presto

G. Ligeti (1923-2006)

Musica Ricercata (1951-53)

  • Sostenuto – Misurato – Prestissimo
  • Mesto, rigido e cerimoniale
  • Allegro con spirito
  • Tempo valse (poco vivace – « à l’orgue de Barbarie »)
  • Rubato. Lamentoso
  • Allegro molto capriccioso
  • Cantabile, molto legato
  • Vivace. Energico
  • (Béla Bartók in Memoriam) Adagio. Mesto – Allegro maestoso
  • Vivace. Capriccioso
  • (Omaggio a Girolamo Frescobaldi) Andante misurato e tranquillo

D. Comitini (1986*)

Studio Celeste (premier)

M. Lohse (1971*)

Passing (2011-12)

  • Allegro con Passione sostenuto
  • Andante con dolore sostenuto
  • Moderato Maestoso

Fisarmonicista impetuoso e sensibile, queste qualità caratterizzano il fisarmonicista Raffaele Damen. Le sue abilità e il suo entusiasmo per la musica gli sono valsi numerosi premi tra cui Val Tidone, Stresa, Luigi Nono, Premio Abbado. Numerosi i festival nazionali e internazionali che lo hanno già ospitato, come: Accademia Filarmonica Romana, Radio3 Suite, Istituto Italiano di cultura di Amsterdam e Parigi, “Accordéons-nous” di Mons, PIF Castelfidardo, Società Filarmonica di Trento, Amici della Musica di Udine, Società Amici della Musica di Ancona. Le sue esecuzioni sono state trasmesse da Rai1, Sky, Tv8. Ha collaborato con musicisti del calibro di Claudio Pasceri, Luisa Sello, Sonia Bo, Danilo Comitini, Roberta Pandolfi e Anastasiya Pertryshak. Esperto esecutore di musica contemporanea i suoi concerti prevedono spesso prime assolute di brani a lui dedicati, inoltre si è esibito in veste di solista e orchestra con FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Liviabella e LaCorelli. Ha inciso per Stradivarius, Ema Vinci, DaVinci Publishing. È docente di fisarmonica al Conservatorio “B. Maderna” di Cesena e al Conservatorio “L. Marenzio” di Darfo Boario Terme.


OLGA DOMNINA

Olga Domnina pianoforte

Musiche di Šostakovič, Amirov, Garayev, Karaev, Sviridov

INGRESSO GRATUITO

D. Šostakovič (1906-1975)

dai 24 Preludi per pianoforte op.34:

  • n.2, in la minore
  • n.6, in si minore
  • n.17, in la bemolle maggiore
  • n.24, in re minore

F. Amirov (1922-1984)

Dodici miniature per pianoforte

Variazioni per pianoforte

G. Garayev (1918-1982) – V. Genin (1958*)

Trascrizione dal balletto “Sette bellezze”:

  1. Danza delle fanciulle
  2. Processionale
  3. La più bella delle belle
  4. Nella piazza
  5. La danza di Aisha
  6. La danza dei guerrieri

G. Garayev (1918-1982)

Quarto Quaderno dai “24 Preludi per pianoforte”:

  • Preludio in mi bemolle maggiore, n.19
  • Preludio in mi bemolle minore, n.20
  • Preludio in si bemolle maggiore, n.21
  • Preludio in si bemolle minore, n.22
  • Preludio in fa maggiore, n.23
  • Preludio in fa minore, n.24

F. Karaev (1943*)

Sonata per pianoforte n.2

G. Sviridov (1915-1998) – V. Genin (1958*)

Trascrizione del poema sinfonico “Avanti, Tempo!”

  • Notte
  • Rumba

Olga Domnina si è diplomata con la Medaglia d’Oro all’Istituto Gnessin di Mosca nella classe di Michele Arkadiev. Dal 2007 al 2009 si è perfezionata alla Royal Academy di Londra nella classe del prof. Hamish Milne. La Royal Academy, per i suoi meriti, le ha concesso una borsa di studio ed in seguito conferito il Premio Mcfarren per il miglior recital solistico, attribuito in passato a Sir Clifford Curzon e Dame Myra Hess. Nata a Mosca Olga Domnina comincia lo studio del pianoforte all’età di 7 anni. Durante gli studi partecipa a molti concorsi internazionali, vincendo il premio San Bartolomeo in Italia e ricevendo il diploma d’onore al Maria Canals in Spagna. Si è esibita in numerosi concerti, tra gli altri anche nella Sala Grande e Sala Piccola del Conservatorio di Mosca, la Mehuhin Hall del Parlamento Europeo a Bruxelles, e la Gasteig di Monaco di Baviera, con orchestre sinfoniche e da camera fra le quali la Novaya Opera Orchestra di Mosca e l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Olga Domnina divide il suo tempo tra l’Italia e l’Inghilterra. Ha collaborato con artisti di fama come i violinisti Julian Rachlin, Viktor Tretyakov e Vadim Repin, il violista Paul Silverthorne e il violoncellista Guido Schiefen. Nell’ottobre del 2011 ha richiamato l’attenzione internazionale con la prima esecuzione mondiale del ciclo per pianoforte solo “Seven Melodies for the Dial” di Vladimir Genin a lei dedicato ed eseguito alla Casa della Musica di Mosca, recentemente inciso per la Challenge Records International. La prima esecuzione europea del ciclo registrato è avvenuta nell’ottobre 2013 presso il Concertgebouw di Amsterdam.


TRIO DES ALPES

TRIO DES ALPES
Hana Kotkovà violino
Claude Hauri violoncello
Corrado Greco pianoforte

Musiche di Clarke, Sibelius, Dvořák

INGRESSO GRATUITO

R. Clarke (1886-1979)

Trio (1921):

  • Moderato ma appassionato
  • Andante molto semplice
  • Allegro vigoroso

J. Sibelius (1865-1957)

Trio in do maggiore “Lovisa” (1855)

  • Moderato assai – Più animato
  • Allegro, ma non agitato
  • Finale: Presto

A. Dvořák (1841-1904)

Trio in sol minore op. 26 (1876)

  • Allegro moderato
  • Largo
  • Scherzo. Presto
  • Finale. Allegro non tanto

Il Trio des Alpes riunisce tre personalità di spicco con l’intento di raggiungere l’essenza di ciò che la musica da camera richiede, cioè di fondere in un dialogo comune personalità musicali distinte al fine di ottenere un unico corpo sonoro.
Hana Kotková è stata definita “solista sublime” sul New York Times. E di una violinista “seducente, ricca di meraviglie” ha parlato The Strad in occasione della prima esecuzione americana, nel 2012, di “Violin and Orchestra” di Feldman al Lincoln Center di New York, città che già l’aveva vista esordire l’anno precedente alla Carnegie Hall. Fra i numerosi riconoscimenti la vittoria al prestigioso Concorso internazionale “Primavera di Praga”.
Claude Hauri già primo violoncello, ancor giovanissimo, dell’Orchestra Giovanile Mondiale con tournée in tutto il mondo, svolge intensa attività solistica e da camera. Dedica particolare attenzione alla musica contemporanea, con molte prime esecuzioni, tra gli altri di P. Glass e S. Sciarrino. Il pianista Corrado Greco contribuisce in maniera fondamentale alla musicalità del Trio, anche grazie alle sue numerose esperienze cameristiche con partner illustri quali B. Canino, M. Ancillotti, A. e R. Bonucci, G. Sollima, M. Caroli, M. Quarta, F. Di Casola e con membri dei Berliner Philharmoniker.
I programmi musicali abilmente congegnati e spesso impreziositi da un filo conduttore sono il segno distintivo del complesso, prevedendo opere note e meno note del repertorio, spesso con l’intento di riscoprire pagine ingiustamente desuete. Peculiarità di ogni approccio è la cura del dettaglio nel rispetto del testo originale, alla ricerca delle intenzioni del compositore. A partire dal 2011 il Trio ha effettuato tournée negli USA, in Brasile, Spagna, Italia, Austria, Germania, Belgio, Francia, Slovenia, Gran Bretagna e Svizzera. Accanto all’attività cameristica è stato più volte “artist in residence” presso Università nordamericane (tra cui la UMBC di Baltimore) e ha eseguito i tripli concerti di Beethoven, Ghedini, Schnyder e Martinu, quest’ultimo in tournée con l’Orchestra da Camera di Mantova. Nel 2015 Dynamic ha pubblicato il CD “XX Century Women Composers” con musiche di Amy Beach, Lili Boulanger e Rebecca Clarke, che ha ottenuto molti lusinghieri riconoscimenti tra cui spiccano le 5 stelle del mensile specializzato MUSICA e la recensione della prestigiosa rivista Grammophone che così ha scritto: Clarke’s 1921 Trio is the real revelation… It also gets by far the best performance – fluent, committed and wonderfully energetic throughout. È del marzo 2020 l’ultima produzione discografica pubblicata da Dynamic, in coproduzione con la Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana e comprendente i trii op. 65 op. 90 di Antonín Dvorák. Anche questo CD ha ottenuto, tra gli altri riconoscimenti, le 5 stelle del mensile specializzato MUSICA.


FRAMMENTI

In collaborazione con Associazione Filarmonica di Rovereto
Da un’idea di un gruppo di studenti e studentesse del Liceo “A. Rosmini” di Rovereto

Atelier Elisabetta Garilli ideazione e produzione
Sebastiano Bronzato voce recitante
Sebastiano Bronzato, Athos Mion e Elisabetta Garilli testo e regia

ORCHESTRA FILARMONICA SETTENOVECENTO
Sebastiano de Salvo direttore

Musiche di Grieg, Mozart, Pachelbel, Beethoven, Čajkovskij, Šostakovič

BIGLIETTERIA
intero € 1

Frammenti” è uno spettacolo musicale rivolto a un pubblico giovane. Un giovane attore interpreta un ragazzo che si imbatte, ad accompagnare i gesti della sua quotidianità (comunicazione con gli amici, uso del cellulare, studio, incontro con compagni, amici, insegnanti, genitori, fratelli), in pezzi celebri di musica classica, ogni volta emergenti da differenti supporti, in questa occasione interpretati da una vera orchestra (giovanile) che convive con lui in scena. Si intervallano momenti recitati in solo con lancio di contributi video che riproducono momenti di vita vissuta del giovane o whatsapp inviati e ricevuti sempre in sincrono con la musica.
Frammenti” è la storia di vita di un ragazzo del 2020, preso nella sua quotidianità e velocità di relazione, nella sua vita “frammentata”, dove il tempo che passa non trova spazio per l’incontro dell’io interno.
Lo spettacolo ha il ruolo di superare la frammentazione accompagnando all’ascolto completo di melodie celebri, liberate dal loro rapporto forzato con la pubblicità e con gli angusti spazi ricavati nei ritagli di tempo del quotidiano.

Nel corso dello spettacolo verranno eseguiti:

E. Grieg (1843-1907)

da Peer Gynt Suite n.1 op.46: Il mattino

J. Pachelbel (1653-1706)

Canone

P. I. Čajkovskij (1840-1893)

da Lo Schiaccianoci: Danza della fata confetto

D. Šostakovič (1906-1975)

Waltz n.2

W. A. Mozart (1756-1791)

Eine kleine Nachtmusik KV525 – I. Allegro

L. v. Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n.5 op.67 – I. Allegro con brio

L’Orchestra Filarmonica Settenovecento è un’innovativa esperienza nata nel 2018 nell’ambito del progetto “Balli Plastici Remix”, cofinanziato dalla Fondazione CaRiTRo. L’idea alla base è quella di creare delle occasioni professionali per giovani strumentisti locali e delle regioni limitrofe (provenienti dai bacini delle province di Trento, Bolzano, Verona e Brescia) di alto livello, che mettano i ragazzi a confronto con realtà produttive significative del territorio, con linguaggi artistici anche altri rispetto a quello musicale e con compagnie e professionisti che operano a livello internazionale. Le prime parti sono affidate a strumentisti professionisti di solida caratura che possano garantire il giusto trait-d’union tra esperienza e freschezza. L’Orchestra Filarmonica Settenovecento non è un progetto didattico: gli strumentisti coinvolti vengono regolarmente retribuiti e sottostanno a dinamiche organizzative e modalità di lavoro che sono tipiche di un organismo professionale. Il nostro scopo è invece quello di creare un’esperienza lavorativa che comunque presti particolare attenzione a professionisti che spesso non hanno ancora maturato sufficiente esperienza per confrontarsi completamente con il mondo del professionismo musicale, affiancandoli a prime parti di solida esperienza.


ILARIA BALDACCINI

Ilaria Baldaccini pianoforte

Musiche di Solbiati, Satie, Bonamici, Debussy

BIGLIETTERIA SUL POSTO IL GIORNO DEL CONCERTO:
intero € 10
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ingresso gratuito Soci AdM sostenitori

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A. Solbiati (1956*)

da Corde e martelletti, cento piccoli pezzi per crescere al pianoforte:

  • Senza tempo, en rêve
  • Tre atmosfere a corde stoppate: Moody, Jazzy!, Sweetly
  • Invenzione sulle corde
  • Acuto/Grave – Cattivo – Buono
  • Acuto/Grave – Buono/Cattivo
  • Danza senza note
  • Ipnotico
  • Cartoon!
  • Misterioso
  • Arpa e violoncello

E. Satie (1866-1925)

Gnossienne n.1, 2, 4

Je te veux, valse

G. Bonamici (1936-1978)

Quando il vento racconta sulle antiche pietre

Tre Movimenti

C. Debussy (1862-1918)

dai Préludes Première Livre

  • Des pas sur la neige
  • Ce qu’a vu le vent d’Ouest
  • La sérénade interrompue
  • La Cathédrale engloutie

Ilaria Baldaccini, pianista e clavicembalista, riconosciuta dalla critica interprete originale e raffinata, ha unintensa attività concertistica in Italia e allestero, prevalentemente come solista. Allieva di pianoforte dei Maestri Maria Gloria Belli e Giovanni Carmassi, allieva di clavicembalo dei Maestri Annaberta Conti e Gordon Murray (con il quale ha studiato presso l’Università per la musica e le arti interpretative di Vienna), alterna repertori barocchi, classici e contemporanei e svolge un costante lavoro di ricerca sulla letteratura pianistica del Novecento storico poco conosciuta al grande pubblico o inedita. Collabora con molti compositori del panorama musicale attuale e molte sono le opere che ha eseguito in prima assoluta e a lei dedicate. I suoi recital e i suoi dischi (cinque i cd pubblicati con EMA Vinci Records, tre dei quali incentrati sulla personale ricerca intorno alla produzione pianistica di autori che fanno capo alla scuola di Roberto Lupi e Luigi Dallapiccola) sono stati più volte recensiti da importanti testate giornalistiche – come il giornale della musica, il manifesto, la Repubblicaregolarmente presentati e trasmessi da emittenti radiofoniche nazionali e internazionali (RAI Radio 3, Radio Svizzera Italiana, Radio Classica, Rete Toscana Classica, etc). In uscita la corposa ed inedita registrazione di 100 brevi pezzi per pianoforte di Alessandro Solbiati dal titolo “Corde e martelletti” ancora per EMA Vinci Records. Pianista del Gamo Ensemble, collabora inoltre con il flautista Roberto Fabbriciani, con il fisarmonicista Francesco Gesualdi, con il soprano Valeria Matrosova, con i quali interpreta musica del repertorio classico contemporaneo.


VOIX INSTRUMENTALISÉE

Roberta Gottardi clarinetti
Fabio Cifariello Ciardi regia audio/video

Musiche di Zappa, Davidson, Ablinger, JacobTV, Nilsson, Globokar, Cifariello Ciardi

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F. Zappa (1940-1993)

The Jazz Party Discharge Hats, versione per clarinetto basso ed elettronica

R. Davidson (1965*)

World War Two suite, per clarinetto basso ed elettronica (première)

P. Ablinger (1959*)

Not available, per clarinetto ed elettronica (première)

Jacob TV (1951*)

Grab it, per clarinetto basso, video ed elettronica

I. Nilsson (1966*)

Salicet, per clarinetto di metallo e GoPro cam (première)

F. Cifariello Ciardi (1960*)

Elevator pitches per clarinetto ed elettronica (première)

V. Globokar (1934*)

Voix Instrumentalisée per clarinetto basso

La voce umana si è da sempre intrecciata con i suoni prodotti dagli strumenti, spesso in un rapporto di mutua imitazione. Dalla fine degli anni ’70, tuttavia, alcuni compositori di musica strumentale hanno cominciato ad esplorare un aspetto della voce meno tradizionale: la speech-melody ovvero la melodia derivante dalla rapida articolazione delle altezze prodotte durante il parlato; la stessa che Leoš Janáček nel 1903 aveva paragonato ai fiori di ninfea che tremano sulla superficie calma dell’acqua, ma affondano le proprie radici nel profondo della nostra anima.

Il programma proposto presenta alcuni lavori dei maggiori compositori attivi in questo particolare ambito musicale.

Grab it del compositore olandese Jacob TV è un serrato duetto fra un clarinetto basso e un’incessante sequenza di schegge delle voci di condannati all’ergastolo: un “memento vivere” in cui il significato e il peso espressivo delle parole diventa gradualmente sempre più percepibile.

In Not available l’austriaco Peter Ablinger, uno dei primi compositori ad interessarsi alla speech-melody, gioca ironicamente sul noto reiterato messaggio vocale telefonico e sui caratteristici suoni che lo accompagnano.

L’australiano Robert Davidson per il suo World War Two suite prende spunto da una selezione di discorsi e trasmissioni sulla Seconda Guerra Mondiale, mentre in Salicet lo svedese Ivo Nilsson propone una rappresentazione visivo-sonora delle “corde vocali” interne a un clarinetto di metallo.

Elevator pitches di Fabio Cifariello Ciardi apre le porte di un ascensore su tre guerre del nostro presente: Nagorno-Karabakh, Ucraina e Siria. Le voci sono quelle di giovanissimi testimoni. Chi grida la loro condizione? Chi li sta ascoltando?
Ad incorniciare il programma due brani ormai storici che nella loro distanza stilistica testimoniano l’interesse trasversale per la traduzione strumentale della prosodia della voce. Il geniale ‘recitar-cantando’ di Frank Zappa nel suo The Jazz Party Discharge Hats, incluso nell’album The Man From Utopia (1983), è qui riproposto in una nuova versione per clarinetto basso ed elettronica.

Infine, in Voix instrumentalisée, Vinko Globokar utilizza in modo paradossale e ironico la frase “L’art et la science ne peuvent exister sans la possibilité d’exprimer des idées paradoxales” prescrivendo un clarinetto basso ‘deprivato’ del suo mezzo principale di vibrazione, l’ancia. Lo strumento diventa così un ‘corpo’ che amplifica e filtra i fonemi prodotti dallo strumentista dando vita ad un eterogeneo e iridescente universo sonoro.

Per me, che da sempre cerco di confrontarmi con i più diversi modi di espressione, ricreare e indagare la voce parlata attraverso la capacità comunicativa dei miei clarinetti è una sfida entusiasmante.

(Roberta Gottardi)

Gli interessi di Roberta Gottardi spaziano dalla musica del tardo barocco, eseguita con strumenti storici, a quella di oggi, alla quale si dedica sia come solista che in ensemble. Interprete di riferimento per lo spettacolo di teatro musicale Harlekin, di Karlheinz Stockhausen, concepito per un unico clarinettista-danzatoremimo, e vincitrice del primo premio al concorso promosso dalla Fondazione Stockhausen, è collaboratrice anche di altri autori (Sciarrino, Battistelli, Fedele, Cifariello Ciardi), dei quali ha eseguito brani in prima assoluta e a lei dedicati. Come solista e in varie formazioni si è esibita in alcune delle stagioni musicali e festival più importanti d’Europa, dal Maggio Musicale Fiorentino alla Muenchener Biennale, dal Bologna Festival alla Biennale di Venezia e al Gaudeamus Muziekweek di Amsterdam, dall’Autunno di Varsavia alla MusikTriennale di Colonia e all’Holland Festival. Nel 2017 ha interpretato la parte del mimo in INORI di Karlheinz Stockhausen nel concerto inaugurale della Biennale di Venezia. Già membro di Algoritmo e ora dell’Ensemble Prometeo, è docente di clarinetto al Conservatorio di Bolzano. Info su www.robertagottardi.it

Fabio Cifariello Ciardi si dedica alla musica strumentale, a quella elettroacustica e alla creazione di opere multimediali. Dal 2006 si interessa alla trascrizione strumentale delle inflessioni e dei ritmi della voce parlata. Ha ricevuto commissioni da enti quali Biennale di Venezia, Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Ravenna Festival, Divertimento Ensemble – Ernst von Siemens Music Foundation, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Institut für Neue Musik Freiburg, Electronic Music Studio (Stoccolma), IMEB (Bourges).  Le sue musiche sono state premiate in concorsi quali “Olympia 1993” (Atene), “Spectri Sonori 93” (USA), XXV Concours Int. de Musique Electroacoustique (Bourges) 1998, Valentino Bucchi 1999 (Roma). Per la composizione della propria musica ha creato software originali dedicati al calcolo della dissonanza, la spazializzazione del suono, la sonificazione in tempo reale degli andamenti dei mercati finanziari e la trascrizione strumentale di voci parlate. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni dedicate alla musica del novecento, alla psicologia e all’analisi della musica. Il suo articolo Strategies and tools for the sonification of prosodic data: a composer’s perspective ha vinto il Best Paper Award alla 26th International Conference on Auditory Display. È titolare della cattedra di Composizione presso il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento. Fabio Cifariello Ciardi fa parte del collettivo Edison Studio. Info su www.fabiocifariellociardi.com


“RIDA SENZA DARE NELL’OCCHIO!”

L’umorismo nella musica di Rossini e Satie
MARCO PEDRAZZI pianista e narratore

INGRESSO GRATUITO

È gradita la prenotazione.

Per informazioni: biblioteca@comune.nonantola.mo.it, fonoteca@comune.nonantola.mo.it
tel. 059 549700, 059 896696

Gioachino Rossini ed Erik Satie sono due compositori estremamente differenti, tanto per lo stile quanto per i generi musicali da loro sperimentati, eppure lo spirito che anima la loro musica è inaspettatamente simile. In particolare le loro opere pianistiche si assomigliano in modo incredibile: la leggerezza, il distacco e l’ironia – oltre ad un pizzico di senso dell’assurdo – sono i mezzi musicali che entrambi adottano per osservare e descrivere il mondo, ricorrendo ad analoghi espedienti narrativi ed espressivi spesso dagli esiti curiosi e divertenti. Così Marco Pedrazzi racconterà le storie descritte dai loro brani (aventi come protagonisti lavoratori nullafacenti, crostacei brontoloni, viaggiatori di treni immaginari, scimmie danzanti, e molti altri…) e ricostruirà la curiosa vita dei due autori attraverso lettere e testimonianze.

Marco Pedrazzi (Bologna, 1994) si accosta al pianoforte fin da bambino con Marco Ghilarducci e si laurea in pianoforte con lode e menzione d’onore sotto la guida di Massimo Neri presso l’ISSM Vecchi-Tonelli di Modena. Nel 2019 si specializza con lode in musica da camera con Pierpaolo Maurizzi presso il Conservatorio A. Boito di Parma, e con Claudio Pasceri presso l’Accademia di Musica di Pinerolo. Attualmente studia Composizione con Antonio Giacometti sempre presso il Vecchi-Tonelli di Modena. È il pianista stabile di AltreVociEnsemble con cui ha all’attivo esecuzioni di compositori quali Giorgio Colombo Taccani, Mauro Montalbetti e Carlo Galante con Cristina Zavalloni e Carlo Boccadoro. Ha scritto su commissione per festivals quali “FestivalFilosofia” di Modena, “EstOvest Festival” di Torino, “AngelicA” di Bologna, “Corti Chiese e Cortili” di Bologna, “Music as Play” di Como, “ErrePomeriggi” di Torino. Nel 2019 alcuni suoi brani sono stati eseguiti oltreoceano presso l’Instituto Villa-Lobos di Rio de Janeiro, e presso le università di Melbourne e Sydney. La collaborazione con i registi Lorenzo Stanzani e Mauro Bartoli lo ha portato a comporre le colonne sonore dei documentari “Quanto resta della notte?” (RAI, 2012), “Secondo lo Spirito” (TV2000, 2018), “Pascoli narratore dell’avvenire” (2019) e “The Forgotten Front” (RAI2, 2020), la cui colonna sonora è stata eseguita e registrata dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Dedito alla divulgazione musicale con numerose lezioni-concerto, è conduttore radiofonico del programma PrendiNota in onda su RadiorEvolution di Parma, ed è fondatore del Collettivo In.NovaFert con cui organizza concerti, festivals e compone collettivamente, come testimonia l’ultima loro commissione da parte della Biennale Musica di Venezia per ottobre 2020. Insegna pianoforte e musica d’insieme sia presso l’Associazione “La Musica Interna” di Bologna, sia per conto delle Regione Emilia-Romagna ed il Museo della Musica di Bologna.


...SOAVE POETA, QUEL MIO OMONIMO CHE ANCORA HA IL MIO NOME...

Lettura di testi poetici di Pier Paolo Pasolini in forma di spettacolo per voce recitante maschile, voce cantante femminile e pianoforte
Laura Catrani soprano
Maria Grazia Bellocchio pianoforte
Fabio Zulli voce recitante

Musiche di Alessandro Solbiati e trascrizioni dello stesso compositore di brani di Johann Sebastian Bach e tradizionali friulani

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Il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini ha fornito l’occasione per compiere un viaggio nella sua poesia e nel suo percorso interiore ed artistico, intrecciando la lettura di suoi versi da parte dell’attore Fabio Zulli con musica eseguita dal soprano Laura Catrani e dalla pianista Maria Grazia Bellocchio. I versi scelti delineano un intero arco biografico e psicologico del Poeta, iniziando nel Prologo dalla sua anima che prima della nascita viene “condannata a vivere”, passando poi, nelle Parti successive, ad evocazioni dell’infanzia e della giovinezza, alla ineludibile figura della Madre, alla tortuosa relazione con la Poesia e ad un vero e proprio dialogo con la Morte, per terminare nell’Epilogo con potenti versi attraverso i quali Pasolini parla a tutti noi.

La musica si intreccia in mille modi a tali letture. Tre dei miei Interludi pianistici contrappuntano alcuni versi, mentre i tre movimenti di Sonata terza per pianoforte, composta per l’occasione, segnalano in tre differenti punti la successione delle varie Parti, interpretandone il clima espressivo.

Alla voce sono innanzitutto affidati due “amori musicali” di Pasolini: due canti popolari friulani (Il cîl e Stelutis alpinis), e un brano di Bach, l’aria Erbarme dich, dalla Matthäus-Passion. Le linee melodiche intatte di tali tre brani sono state avvolte da una parte pianistica ricca di timbri e preparazioni particolari in modo da sottolinearne il carattere evocativo. Il rapporto si inverte nella rivisitazione della Sarabanda della V Suite per violoncello solo, in cui è il pianoforte a condurre la linea bachiana, con l’aggiunta di riverberazioni vocali che creano una seconda virtuale linea.

Al soprano sono affidati inoltre due dei cinque brani per voce sola che compongono il mio progetto “Animalia”, attorno agli animali danteschi, in questo caso il Pellicano e l’Agnello, entrambi scelti per simbologie estremamente vicine alle tematiche pasoliniane.

Il tutto si conclude con un movimento dei miei “Sette pezzi” per orchestra d’archi, una sorta di canto allelujatico, rivisto per soprano e pianoforte.

È fondamentale sottolineare che vi è un’evidente intenzione teatrale, in questo progetto, come i movimenti scenici stessi dell’attore e del soprano mostreranno: la voce recitante maschile è Pasolini stesso che si racconta e la voce cantante femminile incarna la Madre e la Madre Terra friulana. Così va visto questo intreccio di versi, suoni e linee vocali che cerca di essere un umile ma sentito omaggio ad una delle voci più intense dell’intera storia della letteratura italiana.

Alessandro Solbiati

Considerata dalla critica voce di riferimento per il repertorio del Novecento e contemporaneo, nella doppia veste di cantante e attrice, Laura Catrani ha intrapreso in giovane età gli studi musicali.
È stata interprete di numerose esecuzioni di compositori moderni e contemporanei e di opere in prime mondiali tra le quali “Il dissoluto assolto” di Azio Corghi, “Leggenda” e “Il suono giallo” di Alessandro Solbiati, “La metamorfosi” di Silvia Colasanti, e “Il gridario” e “Forést” di Matteo Franceschini.Affianca al repertorio del Novecento anche quello operistico tradizionale, distinguendosi in particolare nei ruoli mozartiani e settecenteschi.
Si è inoltre formata come attrice alla Scuola di Recitazione Paolo Grassi di Milano e specializzata a fianco dei danzatori Avi Kaiser, Sergio Antonino e Valentina Moar, con i quali ha realizzato diversi spettacoli di danza, teatro e canto.
È diventata trainer del metodo GYROKINESIS®, del quale impartisce regolarmente lezioni a musicisti e cantanti lirici con lo scopo di accrescerne la consapevolezza corporea e la predisposizione attoriale.
Invitata presso Conservatori e Istituzioni Musicali, tiene frequentemente masterclass sulla vocalità contemporanea, con particolare riferimento alla composizione per voce sola.
Dal 2017 è titolare del Workshop annuale “Il Teatro della Voce” presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
Ha inciso per le etichette Naxos, Stradivarius e Ulysses Arts.

Maria Grazia Bellocchio ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio G. Verdi di Milano con Antonio Beltrami e Chiaralberta Pastorelli, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, e ha proseguito gli studi alla Hochschule di Berna con Karl Engel e a Milano con Franco Gei.
Nelle sue prime apparizioni in pubblico ha eseguito il concerto di Scriabin con l’ Orchestra della RAI di Milano e il primo concerto di Beethoven con l’Orchestra del Conservatorio di Milano e l’ Orchestra Sinfonica Siciliana, e Les Noces di Strawinsky al Teatro Comunale di Bologna.
Successivamente, sempre in veste di solista, ha suonato con l’Orchestra da camera di Pesaro, Milano Classica, Scottish Chamber Orchestra, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra da Camera di Padova e Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano.
E’ stata invitata a far parte dell’ Orchestra Schleswig Holstein Music Festival diretta da Leonard Bernstein.
Suona regolarmente per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e straniere: Amici della Musica di Padova, Perugia, Firenze, Palermo, Siracusa, Pescara, Campobasso, Sulmona, Mestre, Messina e Vicenza,Settembre Musica di Torino, MITO-Milano, Autunno Musicale di Como, Teatro Comunale di
Bologna e Ferrara, Teatro Regio di Parma, Società Barattelli di l’ Aquila, Teatro Grande di Brescia, Teatro Bibiena di Mantova, Università di Bologna e Ferrara, Teatro Donizetti di Bergamo, Società dei Concerti di Milano, Musica nel nostro tempo, Milano Musica, Rec Festival, New Music of Middelburg, Klangforum di Vienna, Università di Valparaiso (Cile), Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Festival Musica di Strasburgo, Festival Presences di Parigi, Biennale di Venezia, Printemps des Arts de Monte-Carlo.
Ha collaborato in formazioni da camera con musicisti quali Ingo Goritzki, Han de Vries, Renate Greis, Wolfgang Mayer, William Bennet, Sergio Azzolini, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Elizabeth Norberg Schulz, Salvatore Accardo e Bruno Giuranna. Suona in duo pianistico con Stefania Redaelli.
Il suo repertorio spazia da Bach ai giovani compositori contemporanei. Collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli regolarmente presente nei maggiori festival italiani ed europei
Ha inciso CD per Ricordi e Stradivarius con opere di Bruno Maderna, Mauro Cardi, Giulio Castagnoli, Sandro Gorli, Franco Donatoni, Matteo Franceschini, Stefano Gervasoni. Prossimamente, sempre per l’etichetta Stradivarius, uscirà un CD dedicato alle musiche per pianoforte di Ivan Fedele.
Insegna pianoforte presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Donizetti” di Bergamo e tiene regolarmente corsi di perfezionamento pianistico dedicati al repertorio classico e contemporaneo.
web-site: www.mgbellocchio.com

Fabio Zulli, attore
Milano, classe 1982, si laurea in Ingegneria Informatica. Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici nel 2009 e prosegue il suo percorso formativo con Peter Clough, Massimiliano Civica e con Paolo Antonio Simioni.
Nel 2011 fonda Compagnia Oyes che si aggiudica: due edizioni del premio Giovani Realtà del Teatro (2011, 2015), il premio Hystryo Iceberg come miglior compagnia under 35 (2018) e che dal 2018 è riconosciuta Compagnia di interesse nazionale dal Ministero dei Beni Culturali.
Oltre al lavoro di compagnia, a teatro collabora con Patrizio Belloli (Kamikaze nella bassa), Stefano De Luca (Cani Cani), Stefano Beghi (Cyrano), Gianfelice Facchetti (Puskas chi?) Federica Restani e Judith Malina (La guerra di Piero), Corrado Accordino (L’uscita), Emilio Russo (Gli Uccelli), Alex
Cecchetti (Walking Backwards), Renato Sarti (Line).
Al cinema è diretto, tra gli altri, da Gianni Amelio ne “Il Signore delle Formiche” in sala proprio in questi giorni e “Intrepido”, da Michela Andreozzi “Una gran voglia di vivere”, da Giuseppe Tornatore “Il Mago”, da Tonino Zangardi in “Nuvolari”, da Francesco Visco in “Gianni Schicchi” cortometraggio finalista al Milano Film Festival 2012. E’ protagonista della web serie Argonauti diretta da Luca Trentini.
Recita in opere di musica classica collaborando con Emanuela Piemonti in “Enoch Arden” e con Alessandro Solbiati in “Whither would you go” e “Il silenzio è Canto”.
Nel 2020 è ideatore e co-drammaturgo del monologo “Puskas chi?” diretto da Gianfelice Facchetti
Dal 2019 è speaker lettore di audiolibri per Audible e Storytel.
Dal 2022 è coordinatore artistico del Teatro del Borgo di Milano.


...CHE NON SI PERDA CORAGGIO...

Musiche medievali e contemporanei
DUO SUSANNE ANSORG – PHILIPP LAMPRECHT viella, liuto, salterio medioevale, campanelline, ghironda, percussioni e canto

Musiche di Sciarrino, Laudario di Cortona, de Ventadorn, Ansorg, Kerschbaumer, Landini, Manoscritto di Londra

INGRESSO GRATUITO

INTROITUS

Laudario di Cortona

Chi vuol lo mondo disprezzare, sempre la morte de’ pensare
(canto, viella, tamburello)

S. Sciarrino (1947*)

Appendice alla perfezione,
per 14 campanelline

B. de Ventadorn (1135-1194)

Can vei la lauzeta mover
(canto, viella, ghironda)

Canto gregoriano

Dies Irae
(campanelline romaniche)

S. Ansorg

Istanpitta sopra Dies Irae
(viella)

Canto gregoriano

Stabat mater dolorosa
(canto e viella)

H. Kerschbaumer (1981*)

neodym,
per crotali ed elettronica

F. Landini (1325-1397)

vita non è più miser’ e ria
(versione strumentale con salterio e liuto)

Manoscritto di Londra

Lamento di Tristano e rotta
(viella e strumenti a percussione)

Canto gregoriano

Sancte Michele defende nos
(canto e viella)

Susanne Ansorg ha studiato musicologia e lingua e letteratura tedesca a Lipsia, nonché strumenti ad arco medievali e teoria musicale del Medioevo presso la Schola Cantorum Basiliensis. Concerti in tutta Europa, Nord e Sud America, Australia, Giappone e Taiwan. Lavoro di ricerca nel campo della strumentologia medievale e della prassi esecutiva. Gestione di progetti, incarichi di insegnamento e laboratori sulla musica medievale. Progetti di musica integrativa con analfabeti musicali della Germania centrale e rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente. Direttore artistico e organizzativo del Festival Internazionale di Musica Medievale “montalbâne” e dell’ensemble associato (www.montalbane.de).

Philipp Lamprecht – versatile e attivo musicista, con un debole per il nuovo e per l’antico. Come membro di diversi Ensembles di musica contemporanea lavora principalmente nel campo della musica da camera ma si dedica anche all’ambito solistico così come alla realizzazione di propri progetti educativi. La sua molteplice quotidianità musicale è composta da strumenti come, ad esempio, il vibrafono, la marimba, strumenti da lui stesso realizzati, nacchere medievali, timpani, tamburi, ghironda e molti altri ancora.
Dal 2015 al 2021 è stato docente di strumenti a percussione presso l’Orff Institut dell’Università Mozarteum. Nel 2019 gli è stato dato il premio OPUS Klassik (Germania) assieme con Benedikt Kristjánsson (tenore) e Elina Albach (clavicembalo) per la loro versione a trio della Passione di San Giovanni di Johann Sebastian Bach.
Nato a Merano (Alto Adige) nel 1984 comincia nel 2003 il corso di studi sotto la guida del Prof. Dr. Peter Sadlo presso L’Università Mozarteum di Salisburgo. Grazie a questa formazione Philipp Lamprecht si rivela, già poco tempo dopo, pronto al suo primo successo internazionale. Nel 2005 vince il primo premio, così come altri riconoscimenti, presso la Percussion Competition Luxembourg con il quartetto di percussioni Via Nova Percussion Group. Fra il 2011 e il 2012 è accademista nell’ Internationalen Ensemble Modern Akademie a Francoforte sul Meno. Philipp Lamprecht suona inoltre regolarmente in diversi ensembles di musica contemporanea, come ad esempio l‘ensemble Meitar (Tel Aviv), risonanze erranti (Germania), ensemble chromoson (Alto Adige). Nell‘ambito della musica antica suona con Duo Enßle-Lamprecht (Austria), Ensemble Continu:um (Berlino), la banda di oboi La Petite Ecurie (Olanda), Berlin Baroque (Germania), Capella de la Torre (Germania).
Dal 2018 Philipp Lamprecht è direttore artistico della Internationale Paul Hofhaymer Gesellschaft di Salisburgo.
www.philipplamprecht.com


DUO GABRIELLI, BERNARDI

Saverio Gabrielli violino
Lorenzo Bernardi chitarra

Musiche di Paganini, Giuliani, Fauré, Rossini, Mascagni, Von Vecsey, Piazzolla

INGRESSO GRATUITO

N. Paganini (1782-1840)

Sonata I in La minore dal Centone di Sonate:

  • Introduzione – Tempo di Marcia
  • Rondoncino

M. Giuliani (1781-1829)

dal Gran Duetto op.52: Andante sostenuto

N. Paganini

Sonata Concertata in La Maggiore:

  • Adagio, assai espressivo
  • Allegro con brio, scherzando

G. Fauré (1845-1924)

Les berceaux

G. Rossini (1792-1868)

Ouverture dal Tancredi (arr. Carulli)

P. Mascagni (1863-1945)

Intermezzo da Cavalleria Rusticana

M. Giuliani

dalla Serenata op.127:

  • Maestoso
  • Variazione II: Più lento

F. Von Vecsey (1893-1935)

Valse triste

A. Piazzolla (1863-1945)

Ave Maria

da Historie du Tango:

  • Bordel 1900
  • Café 1930
  • Nightclub 1960

Il Duo Gabrielli-Bernardi nasce sotto il segno dell’entusiasmo e motivazione nel voler far confluire in un piccolo ensemble da camera la formazione e l’esperienza maturate all’estero dai due artisti che li hanno portati ad esibirsi in Italia, Spagna, Olanda, Stati Uniti, Panama, Costa Rica, Argentina, Cile, Vietnam, Indonesia, India e Bahrain, suonando in importanti sale concertistiche come il Concertgebouw di Amsterdam, il Real Alcazar di Siviglia, la Vietnam National Academy Recital Hall di Hanoi e il Victoria Memorial Hall di Calcutta. Nel 2021 il loro debutto discografico “Due italiani a Vienna” edito da Da Vinci Publishing, con musiche di Paganini, Giuliani e la prima esecuzione mondiale del Grande Duo op. 11 di Spohr nella trascrizione di Diabelli, trasmesso anche per Rai Radio 3. Recente è inoltre il loro 2° premio ottenuto al Concorso internazionale di Musica da camera “Città di Stresa”. Il Duo è attualmente impegnato in un tour mondiale tra Copenaghen, Marsiglia, Budapest, Helsinki e Bangkok fino ad arrivare in Giappone nel 2023

Saverio Gabrielli, dopo essersi diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, si perfeziona con il M° Ilya Grubert presso il Conservatorio di Amsterdam in Olanda. Vincitore di premi nazionali ed internazionali, collabora con importanti ensemble e orchestre tra cui I Cameristi della Scala di Milano, Orchestra LaFil di Milano, I Virtuosi Italiani e l’Orchestra del Festival Internazionale di Brescia e Bergamo collaborando con artisti come Mischa Maisky, Giovanni Sollima, Johannes Moser, Frans Helmerson, Arvo Pärt e Richard Stoltzman. Come primo violino di Spalla ha collaborato con l’ensemble The String Soloists della violinista olandese Lisa Jacobs, con il quale ha inciso i concerti per violino e orchestra di Locatelli e Haydn. Accanto all’attività concertistica, nel 2018, ha inoltre conseguito con il massimo dei voti la laurea magistrale trilingue in Musicologia presso la Libera Università di Bolzano. Suona un prezioso violino Cappa del 1642 ed è endorser ufficiale delle corde Corelli Solea. www.saveriogabrielli.com

Lorenzo Bernardi, dopo essersi diplomato presso il Conservatorio F. A Bonporti di Trento nel 2015, si perfeziona sotto la guida Emanuele Buono presso il Conservatorio L. Canepa di Sassari, conseguendo il Master di secondo livello con il massimo dei voti. Si specializza inoltre presso il Conservatorio Manuel Castillo di Siviglia (Spagna) sotto la guida del M° Francisco Bernier. Svolge un’intensa attività concertistica in veste di solista e camerista che lo ha portato a collaborare, in numerose tournée internazionali, con la chitarrista vietnamita Thu Le ed il mandolinista Carlo Aonzo. È spesso invitato come giurato di concorsi internazionali come Calcutta International Guitar Festival in India, Alma Hanoi Guitar Festival e Saigon Guitar Fest in Vietnam, Enquetros de la Guitarra de Panama nell’omonima città. Ha tenuto Masterclass per importanti istituzioni accademiche come il Conservatori Superior de Música Salvador Seguí de Castelló (Valencia), l’Universidad de Costa Rica (Palmares – Costa Rica), l’Universidad de Chile e L’UTEM (Santiago de Chile), l’Universidad Nacional de Cuyo (Argentina) e The University of Social Sciences and Humanities (Ho Chi Minh City – Vietnam). È endorser ufficiale di Savarez Guitar Strings, Altamira Guitarras e Shertler. www.lorenzobernardiguitar.com


DONNE ALL'OPERA

con Claudio Rastelli

EVENTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

L’opera lirica è il genere più completo e multidisciplinare: una sinergia tra musica e drammaturgia, canto e recitazione, scenografia e danza, creata da fiumi di persone che hanno partecipato alla nascita e allo splendore del teatro musicale.
Un incontro per focalizzare l’attenzione sulle donne nell’opera, dentro e fuori la finzione: due binari paralleli che raccontano l’evolversi della condizione della donna nel corso dei secoli. Da un lato, le vicende vissute dai personaggi femminili rispecchiano la loro subordinazione al potere maschile; dall’altro, anche la vita delle cantanti, che interpretavano tali personaggi, era soggetta a regole e limitazioni che non riguardavano i colleghi maschi.

Claudio Rastelli. Compositore, divulgatore, docente e pianista inizia gli studi musicali a otto anni nella classe di violino di Alessandro Materassi. Anni dopo comincia gli studi di composizione e di pianoforte, diplomandosi in entrambi al Conservatorio di Parma. Ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena con Franco Donatoni e alla Scuola di Musica di Fiesole con Camillo Togni, senz’altro la figura più importante nella sua formazione di compositore. Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, dopo il diploma si perfeziona con Pier Narciso Masi. Dal 1991 a oggi le sue musiche (da camera, per orchestra, per il teatro) sono state eseguite in numerosi paesi europei, Stati Uniti e Giappone da solisti e formazioni come Ex Novo Ensemble, Icarus Ensemble, Quartetto di Torino, AdM Ensemble, Duo Pepicelli, Frankfurt Strings, Wunderkammer Orchestra, Alfonso Alberti, Aldo Orvieto, Ciro Longobardi, Emanuele Arciuli. Oltre alle composizioni originali, la sua produzione comprende rielaborazioni (come i Travestimenti n.1-2-3 da J. S. Bach, Piccole Melodie per la Memoria da B. Bartók, lo spettacolo teatrale Babar da F. Poulenc, con Teatro Gioco Vita, che ha effettuato quasi 200 repliche tra Italia, Europa e Stati Uniti) e trascrizioni da numerosi autori (particolarmente apprezzate quelle delle Sonate per pianoforte di V. Ullmann). Sue composizioni sono state trasmesse da RAI RadioTre e da RAI 5; l’ultima diffusa è il melologo Sopravvissuti (da George Tabori), con Elio de Capitani e AdM Ensemble. Progetta e partecipa a numerose attività di divulgazione e di approfondimento tenendo incontri, conferenze, laboratori e lezioni-concerto per istituzioni musicali, università e scuole. Ogni anno centinaia di adulti/ragazzi/bambini partecipano alle sue proposte. È titolare della cattedra di Pratica e lettura pianistica al Conservatorio di Trieste. Dal 2001 è direttore artistico degli Amici della Musica di Modena.