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ENSEMBLE DISSONANZEN

13 Marzo 2004 | ore 21.15

Concerti d’Inverno


L’originalità dell’Ensemble Dissonanzen sta soprattutto nell’atteggiamento al far musica. Il panorama italiano è pieno di gruppi da camera, ma pochi lavorano come i Dissonanzen, bravissimi musicisti con idee originali e ottime “frequentazioni” artistiche. Un esempio è il concerto che hanno presentato a Modena, frutto di un complesso incrocio di fonti e di influenze: i testi poetici di Cécile Sauvage, i Regards di Messiaen e la musica originale di Michel Godard. Dal punto di vista strumentale la voce è la cellula generatrice, mentre i pezzi pianistici di Messiaen costituiscono una solida base compositiva, una traccia – certo ben scelta! – da sviluppare e con la quale giocare. La musica di Godard è ricca di parti improvvisate, ma il controllo formale è totale. Infatti l’improvvisazione finale – quella ascoltata al concerto – è frutto di un lavoro di sottrazione e di scelta che torna ad essere nient’altro che composizione. I solisti: Godard è eccezionale per tecnica e sensibilità, e come compositore riesce a commentare i Regards di Messiaen rispettando pienamente il dato di partenza, anzi, cogliendone l’essenza; Linda Bsirì ha una splendida voce, piena di colori, il controllo è totale in ogni momento, dal parlato alle più ardite evoluzioni; Ciro Longobardi suona benissimo Messiaen, le dense armonie sono sempre espresse con grande qualità di suono e i giochi ritmici con precisione e musicalità. In mezzo a tutto questo si trova Claudio Lugo: la sua concertazione assume infatti un valore fortemente strutturale, che mette in gioco tutte le sue notevoli doti di sassofonista, compositore e direttore.

Il Manifesto martedì 16 marzo 2004
Una “fusion” per Messiaen
di Giampiero Cane

Gli Amici della Musica di Modena, nel loro bel programma dei Concerti d’Inverno, hanno ospitato lo scorso sabato, l’Ensemble Dissonanzen con un programma assai curioso, nel quale momenti tratti dall’album di Olivier Messiaen Vingt Regards sur l’Enfant Jésus, venivano integrati dalla lettura di liriche sritte da Cécile Sauvage, madre del compositore francese, e da musiche di Michel Godard eseguite dal gruppo napoletano con la concertazione di Claudio Lugo.
I testi di Messiaen, che risalgono al 1948, hanno un carattere d’incantata contemplazione di un Gesù visto con amorevole premura. Niente di retorico nella concezione compositiva, ma quasi scene domestiche, la cui figura viene esaltata da un ensemble sonoro cui è concessa, dalla scrittura di Godard, la libertà degli atti improvvisativi. La musica di Messiaen è stata eseguita con brillante scioltezza da Ciro Longobardi, pianista che dedica grande attenzione ai compositori del Novecento. Le liriche della Sauvage forse non sono granché, ma hanno offerto a Linda Bsiri, moglie di Godard, l’opportunità di immergersi in una lettura spesso sciolta in canto fortemente espressivo. È abbastanza strano che tematicamente i materiali del musicista e quelli della madre poetessa s’integrassero, colloquiando quasi naturalmente tra di loro in questa mirabile fusion progettata da Godard.
Non è la prima volta che Dissonanzen presenta questo programma: lo ha fatto a Napoli, a Parma e forse in qualche altra occasione. Per questa maturazione intervenuta nel tempo, la resa sonora connette la varietà dei materiali con estrema naturalezza, tanta anzi che Longobardi ci fa scoprire la possibilità di accenti ragtime in una musica che pur esegue con gran fedeltà, nella quale mai si erano avvertiti.
È un ottimo modo di farsi carico di un classico, il quale non aveva alcun interesse né per l’improvvisazione, né per il jazz. Olivier Messiaen è sempre stato curioso del sonoro dei volatili e si è dedicato con così tanta cura al canto degli uccelli da essere considerato un punto di riferimento per l’ornitologia.
Ha percorso il secolo lasciandoci ottantaquattrenne nel 1992, dopo averci consegnato gran messe di pagine musicali, tra le quali hanno grandissimo spicco quelle dedicate al pianoforte. In particolare è ricordato per il Quartetto per la fine del tempo scritto nel 1940 in un campo di prigionia tedesco.
I Regards eseguiti a Modena sono di 4 anni dopo, ma offrono un gran salto qualitativo. Fedele al carattere quasi domestico della composizione, quindi pienamente comunicativa, né è stata l’esecuzione del piccolo ensemble formato da Tommaso Rossi, flauti, Fabio Cefaro, violino, Marco Testori, cello, Marco cappelli, chitarra, Michel Godard, tuba e serpentone, e Claudio Lugo, sassofoni.

Dettagli

Data:
13 Marzo 2004
Ora:
21.15
Categorie Evento:
,

Luogo

Teatro San Carlo
via San Carlo 5
Modena, MO Italia
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