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ELIO PANDOLFI, MARCO SCOLASTRA

23 Febbraio 2003 | ore 17.00

Concerti d’Inverno

 

ELIO PANDOLFI, voce recitante
MARCO SCOLASTRA, pianoforte


martedì 25 febbraio 2003
GAZZETTA DI MODENA
Elio Pandolfi, mattatore al San Carlo di una ’chicca’ per più generazioni”
MODENA. Ci sono artisti che possono permettersi di fare di se stessi uno spettacolo, senza tema di necessitare un confronto, capaci invece dell’eterogenea compresenza di humor, operetta, musica, teatro, avanspettacolo. Agli Amici della musica “Pedrazzi”, associazione nata oltre 80 anni fa, va oggi il merito di aver dimostrato come divertirsi di gusto non sia peccato di lesa maestà alla musica colta e che non ci sono giochi sleali pur di guadagnare nuovo pubblico. La presenza di Elio Pandolfi, domenica scorsa al teatro del collegio San Carlo, è stata infatti una chicca per le tante generazioni presenti in platea, ad ammirare 55 anni di attività dal baule della memoria ricca e viva che l’attore ha dischiuso per oltre due ore di monologhi, canto, poesie e ricordi personali, appassionanti alla storia del teatro leggero italiano ma anche di una italietta post bellica censoria ma solidale, di un piccolo mondo che era allora quello grande di Bice Valori, Buazzelli, Tedeschi, Salce, della Falk, dei concerti “Martini e Rossi”, di De Sica e della Magnani. Pandolfi ama, ricambiato, la musica: habituè nei cartelloni del festival dell’operetta a Trieste, celebre Njegus ne “La vedova allegra” di una memorabile edizione firmata Bolognini con Raina Kabaivanska, caratterista di lusso ne “I racconti di Hoffmann”, ha attraversato con l’innocente sorriso di chi non conosce routine, le operette più celebri, “Al cavallino bianco”, “Il paese dei campanelli”, “La principessa della Csardas”, “La vedova allegra”, “Il pipistrello”, e da raffinato archeologo altre misconosciute pagine: “Vittoria e il suo ussaro”, “Il ballo all’opera”, “Genoveffa di Brabante”. A priori tuttavia sospettavamo che “Operetta mon amour”, sarebbe stato stretto all’esuberanza pandolfiana, senza immaginare però quanto (oltre un’ora) sarebbe durato il fuori programma: avanspettacolo con guanto di velluto, parodie al tempo “spinte” ormai candide, le sue mille voci, Aldo Fabrizi, Petrolini, Gino Cervi, l’irresistibile monaca claustrale dell’ordine di santa Persefora delle tre corone, redentrice delle battone. Da spalla, il pianoforte di Marco Scolastra. Non facile lasciare il palco alla fine, quando molti fra il pubblico, fra loro la stessa Kabaivanska, con applausi, abbracci e strette di mano hanno ricambiato l’ironica, generosa, inesauribile performance. (Claudia Paparella)

Dettagli

Data:
23 Febbraio 2003
Ora:
17.00
Categorie Evento:
,

Luogo

Teatro San Carlo
via San Carlo 5
Modena, MO Italia
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