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DIANA HÖBEL, CLAUDIO RASTELLI

giovedì 5 Marzo | ore 20.30

In relazione al prolungamento delle disposizioni che limitano la concentrazione di persone in occasione di eventi pubblici, l’appuntamento con “Gerarchia e Privilegio“, previsto per giovedì 5 marzo al Drama Teatro per la rassegna AdM Drama, è RINVIATO A DATA DA DESTINARSI, vi terremo aggiornati sulla data del recupero!

AdM Drama


Gerarchia e Privilegio, da testi di Primo Levi e Hermann Langbein

DIANA HÖBEL, voce recitante e drammaturgia
CLAUDIO RASTELLI, musiche originali

 

Ingresso libero per tutti i Soci AdM
Ingresso a 5,00 € per tutto il resto del pubblico
Vista la capienza limitata del Drama Teatro (70 posti), l’accesso è consentito fino a esaurimento dei posti disponibili


GERARCHIA E PRIVILEGIO

Melologo per voce e pianoforte da Primo Levi
Con Diana Höbel (drammaturgia e interpretazione)
e Claudio Rastelli (musiche originali ed esecuzione)

Nell’affrontare un progetto intorno a Primo Levi siamo partiti non dai suoi romanzi, ben noti, che raccontano la sua esperienza di deportato, ma piuttosto dalle sue riflessioni sulla struttura e le dinamiche dei campi di concentramento e sterminio contenute nei suoi saggi, nei suoi articoli di giornale e nelle sue recensioni ai romanzi altrui.
Da questi materiali eterogenei emerge, costante, una visione più complessa di quanto ci aspettassimo sulla natura dei campi. Questi erano sì luoghi infernali ma – e questo è l’aspetto stupefacente e da approfondire – erano organizzati secondo “principi” che possiamo ritrovare nelle nostre società:

• Paura
• Gerarchia e privilegio
• Ribaltamento dell’imperativo categorico, ossia l’utilizzo dell’essere umano come mezzo per il proprio profitto e non come fine.

Abbiamo appreso con stupore che di notte, ad Auschwitz, gli appartenenti alle SS dormivano fuori dal campo. Il campo, di notte, rimaneva sorvegliato dagli stessi prigionieri che avevano avuto l’abilità e la volontà di farsi loro gregari, in cambio di un ruolo di potere, che voleva dire ottenere dei privilegi, che voleva dire, molto spesso, la possibilità di sopravvivere alla fame e al freddo, che abbattevano senza scampo la gran massa anonima dei “non-privilegiati”. Posto che lo stesso Levi sospende il giudizio su questa cosiddetta zona grigia (“dev’essere chiaro che la massima colpa pesa sul sistema”), il punto è quanto l’uomo riesca a perdere di vista il suo stato reale (di prigioniero) e preferisca identificarsi con chi lo tiene in catene, rinunciando così alla possibilità di farsi libero. E quanto queste dinamiche di collusione a vari livelli con chi opprime i suoi simili ci possano riguardare da vicino, oggi come ieri, e si debba dunque vigilare affinché non ci si trovi mai più costretti a scegliere tra perire o essere correi di sistemi criminali.
Il progetto Gerarchia e privilegio nasce in coproduzione con l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana (SLO), dove ha debuttato in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, a
ottobre 2019.


Diana Höbel. Attrice, autrice e regista. Nata a Napoli nel 1973, diplomata alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 1995, si è formata con Kuniaki Ida (maschera neutra ed espressiva, metodo Le Coque), Maria Consagra (metodo Laban), Gaetano Sansone (tecniche di racconto), Emanuele De Checchi (canto e vocalità), Elisabeth Boeke (danza), Gabriele Vacis, Silvio Soldini, Thierry Salmon. Si è perfezionata coi registi Mario Martone e Krystian Lupa. In teatro ha sempre alternato, al lavoro da scritturata presso compagnie e Teatri Stabili nazionali e stranieri, pubblici e privati, la creazione di progetti propri: a fine anni ’90, con la sua prima compagnia Il Battello Ebbro attiva nell’ambito della drammaturgia contemporanea (primi in Italia a rappresentare Jon Fosse, “Qualcuno arriverà”; poi come autrice e interprete su commissione di diversi enti: “Voci d’amore”, per gli Amici della Musica di Modena, 2019; “Carmen” storia di una partigiana, per Fondazione Benetton, Treviso 2005; “Il piccolo libro di Anna Magdalena Bach” per Sagra Malatestiana, Rimini 2008; “Vulcano”, finalista premio Scenario 2001. Dal 2012 è attiva a Trieste dove realizza, con il duo indie Baby Gelido, spettacoli teatral-musicali intorno alla figura di James Joyce, prodotti dal Museo Joyce per il Blooms’s day, e biografie di personaggi legati alla città e di spessore internazionale: “Max Fabiani e l’anima del mondo”, biografia dell’architetto mitteleuropeo; “8558 Hack”, sulla vita dell’astrofisica; “Paolo Budinich e i paradossi dell’avventura”, sul co-fondatore dell’ICTP – Centro Internazionale di Fisica Teorica – , prod. SISSA. Questi ultimi sono stati poi prodotti e trasmessi da Radio Rai Uno Fvg in forma di radiodramma. La collaborazione con la Sissa continua attualmente, come conduttrice di corsi di “Teatro/Scienza”. Per il 2020, in occasione di Esof (Trieste Capitale Europea della Scienza), realizzerà su commissione dieci brevi monologhi a tema scientifico da rappresentarsi nelle piazze cittadine. Nel 2018 ha curato drammaturgia e regia de “Le Amanti”, di Elfriede Jelinek (prod. Bonaventura), “Anche le pulci hanno la tosse”, di Fulvio Tomizza (prod. La Contrada), Mary Rose di James Barrie (prod. Hangar Teatri).
In teatro è stata diretta, tra gli altri, da Konstantin Bogomolov (“Delitto e castigo”, prod. Ert) ; Luca Ronconi (“Atti di guerra”, “Biblioetica”, prod. Tst 2005), Massimo Castri (“Così è, se vi pare”, “La presidentessa”, “Finale di partita”, Ert 2008-2012), Monica Conti (“Else” da la Signorina Else, Out Off, 1998; “Le mutande”, Ert 2012), Serena Senigallia (“Baccanti”, Atir 1997), Janusz Wisniewski (Noah’s Ark, Poznan 2008), Gabriele Vacis (“Un canto per Torino, 1995),
Thierry Salmon (“Attorno al pubblico”, 1994), Giulio Costa (“Micòl e le altre”, Ferrara Off 2014).
In cinema è ne “Il ragazzo invisibile” per la regia di Gabriele Salvatores, e in “Se chiudo gli occhi non sono più qui” di Vittorio Moroni. È “Santa Veronica” nella docufiction ”Il risveglio di un gigante”, per la regia di G. Ziberna (prod. Sine Sole Cinema); “Cento anni” di Davide Ferrario.

Claudio Rastelli (1963). Compositore, divulgatore, docente e pianista inizia gli studi musicali a otto anni (1971) nella classe di violino di Alessandro Materassi. Sette anni dopo comincia gli studi di composizione e, dal 1979, svolge l’attività di calciatore professionista fino al 1986 (Torino, Alessandria, Massese). Tra il 1989 e il 1993 si diploma in composizione e in pianoforte al Conservatorio di Parma. Inoltre ha studiato all’Accademia Chigiana di Siena con Franco Donatoni e alla Scuola di Musica di Fiesole con Camillo Togni, senz’altro la figura più importante nella sua formazione di compositore. Allievo di Daniela Landuzzi per il pianoforte, dopo il diploma si perfeziona con Pier Narciso Masi.
Dal 1991 a oggi le sue musiche (da camera, per orchestra, per il teatro) sono state eseguite in numerosi paesi europei, Stati Uniti e Giappone da solisti e formazioni come Ex Novo Ensemble, Icarus Ensemble, Quartetto di Torino, AdM Ensemble, Duo Pepicelli, Frankfurt Strings, Wunderkammer Orchestra, Alfonso Alberti, Aldo Orvieto, Ciro Longobardi, Emanuele Arciuli.
Oltre alle composizioni originali, la sua produzione comprende rielaborazioni (come i Travestimenti n.1-2-3 da J.S.Bach, Piccole Melodie per la Memoria da B. Bartók, lo spettacolo teatrale Babar da F. Poulenc, con Teatro Gioco Vita, che ha effettuato quasi 200 repliche tra Italia, Europa e Stati Uniti) e trascrizioni da numerosi autori (particolarmente apprezzate quelle delle Sonate per pianoforte di V. Ullmann). Sue composizioni sono state trasmesse da Rai RadioTre.
Progetta e partecipa a numerose attività di divulgazione e di approfondimento tenendo incontri, conferenze, laboratori e lezioni-concerto per istituzioni musicali, università e scuole. Ogni anno centinaia di adulti/ragazzi/bambini partecipano alle sue proposte.
Dal 2001 è direttore artistico degli Amici della Musica di Modena.

Dettagli

Data:
giovedì 5 Marzo
Ora:
20.30
Categoria Evento:

Luogo

Drama Teatro
viale Buon Pastore 57
Modena, MO 41125 Italia
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    Associazione Amici della Musica di Modena «Mario Pedrazzi»

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